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FranciaEuropa

Ue: diritto di petizione per i cittadini (ma la procedura è complessa e scoraggiante)

Dal 1° aprile i cittadini dell’Unione europea hanno un nuovo diritto: è entrata in vigore l’Iniziativa dei cittadini europei, un’innovazione contenuta nel trattato di Lisbona del 2009. Ormai, un milione di cittadini possono chiedere alla Commissione di preparare un progetto di legge su un argomento da loro proposto. Sulla carta, viene cosi’ dato anche ai cittadini il diritto di iniziativa, che finora era riservato alla Commissione, al Consiglio dei ministri e al Parlamento europeo.

Ma la procedura è molto complessa e scoraggiante. Per portare di fronte alla Commissione una petizione, devono essere raccolte almeno un milione di firme di cittadini di almeno un quarto dei paesi membri (7 paesi). La raccolta delle firme non puo’ durare più di un anno e ogni stato ha la responsabilità di verificare la validità della partecipazione dei propri cittadini. Ma per poter avviare la procedura della raccolta delle adesioni, bisogna costituire in via preliminare un comitato di cittadini provenienti da almeno sette stati membri. La Commissione analizza poi il contenuto della petizione e dà una risposta entro tre mesi. La Commissione, difatti, puo’ rifiutare la petizione. Questa misura è stata presa per evitare petizioni di tipo razzista o che venga alla luce una domanda di ristabilire la pena di morte, per esempio. Nessuna proposta contraria ai trattati verrà accettata. Sul tavolo della Commissione ci sono già delle richieste precise, come per esempio quella di considerare l’acqua un bene pubblico per legge comunitaria. Vedremo come andrà a finire: l’iter di questa petizione potrebbe essere la cartina di tornasole della volontà di voler combattere il deficit democratico di cui patisce l’Unione europea.