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FranciaEuropa

Tv pubblica senza pubblicità: 900 posti a rischio

Il gruppo France Télévision dovrà ridurre  l’occupazione di 900 posti entro il 2012, cioè più del 10% degli 8500 dipendenti attuali. Lo ha deciso il consiglio di aministrazione, prendendo atto che, con l’abolizione della pubblicità il 5 gennaio scorso (per ora solo dopo le ore 20, in seguito sarà per tutta la giornata), mancano i soldi. Sarkozy aveva promesso un finanziamento pubblico che avrebbe sostituito completamente il calo delle entrate pubblicitarie, ma con la crisi la situazione è cambiata. Per evitare scioperi, non ci sarà un piano di licenziamenti, ma solo degli “scivoli” per spingere chi ha maggiore anzianità ad andarsene, con un po’ di soldi. France Télévision, che deve ristrutturarsi per risparmiare, vuole tornare in attivo dal 2011, mentre per quest’anno e il prossimo sono previsti bilanci in rosso, rispettivamente di 53 e 63 milioni di euro. Anche i finanziamenti per lo sviluppo delle nuove tecnologie (web tv, alta definizione ecc.) sono stati rivisti al ribasso: 66 milioni al massimo, mentre un rapporto parlamentare, che aveva preceduto l’abolizione della pubblicità, aveva promesso 200 milioni. I sindacati dei dipendenti sono preoccupati. “Anche se se ne andrà solo chi è volontario per farlo – afferma Jean-François Calvi della Cgt – il problema resta: già oggi, nelle reti pubbliche si lavora a un ritmo forsennato, con i tagli al personale come faremo a rispettare le missioni di servizio pubblico rispettando al tempo stesso la qualità richiesta? Mi sembra impossibile”. A sei mesi dall’entrata in vigore dell’abolizione della pubblicità, che, secondo sarkozy, avrebbe dovuto dare alla Francia una tv alla BBC, quello che resta della riforma è solo l’accresciuta dipendenza delle direzioni della tv e della radio pubbliche dal potere politico: ormai, i presidenti di France Télévision e di Radio France sono nominati direttamente in consiglio dei ministri, nei fatti, cioè, scelti dallo stesso Sarkozy

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 (Radio France ha inaugurato la nuova era, con la nomina di Jean-Luc Hesse, mentre l’attuale presidente di France Télévision, Patrick De Carolis, non gradito all’Eliseo, aspetta di essere messo fuori dalla porta tra breve).