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Rovesci d'Arte

Tutti pazzi a NY per Cattelan e Höller

Sono state definite come le due mostre più ambivalenti dell’anno, eppure sono finite dritte dritte nella hit parade delle più visitate in assoluto: stiamo parlando di Carsten Höller al New Museum di New York e Maurizio Cattelan al Guggenheim. Il primo, l’artista belga-tedesco – con i suoi Luna Park che allestisce, sfidando la percezione «normale» e regalando allucinazioni sensoriali – ha retto all’urto del biglietto aumentato da 12 a 16 dollari e anzi ha addirittura tagliato il traguardo di un record ambitissimo: ha stracciato ogni tabella del New Museum, da 35 anni a questa parte, aumentando vertiginosamente il numero di visitatori. Dal canto suo, Cattelan ha costretto il Guggenheim ad allungare gli orari di apertura per soddisfare la folla di spettatori accorsi a godere tutta la sua produzione, appesa come pezzi da macelleria nella enorme “tromba” spiraliforme delle celebri scalinate. Il pubblico, insomma, in America ha decretato i suoi vincitori fra gli artisti contemporanei – forse l’ironia è vincente in questi tempi cupi? – mentre i critici storcevano il naso e recensivano entrambe le mostre con poca convinzione. Bollati da alcuni come provocatori, oppure artisti-spazzatura troppo nazional-popolari, Cattelan e Höller sono riusciti comunque a scuotere l’opinione dei newyorkesi doc. Come? Evidentemente divertendola e rendendola partecipe (le installazioni di Höller richiedono una attiva presenza dell’«altro»), alla faccia delle avvertenze allarmate degli esperti del settore.