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Ceci n'est pas un blog

Tutta colpa di chi non paga

Ieri su Repubblica Roma è stata pubblicata una lettera sulle condizioni disastrose del trasporto pubblico a Roma. Una lettera che trovo paradigmatica rispetto a quel che accade e rispetto a come gli utenti, il cittadino, “laggente” ragiona.
Si parte da un punto condivisibile, drammatico come testimoniano alcuni autisti Atac che lavorano sulle linee che partono dalle periferie per raggiungere il centro. Meno vetture significa un affollamento insopportabile. Non ci vuole una scienza per capire che se diminuisci le corse porti il sistema verso il collasso. Del resto ci spiegano che Atac è in crisi, in deficit e quindi bisogna risparmiare. Risparmiare è il mantra del secolo contemporaneo, quello delle politiche ultraliberiste, quello che vuol risparmiare sottraendo a chi ha meno. E qual è la reazione del cittadino? Dell’utente? O anche di chi fa informazione a livello locale? Accanirsi contro chi non paga il biglietto, come fa l’autore di questa lettera. Chiedere controllo, chiedere che vengano puniti questi “ladri!” che rendono il servizio pubblico insopportabile. Ed è un sentimento piuttosto diffuso.

Partiamo da un presupposto: quando prendo un mezzo pubblico faccio il biglietto. Allo stesso tempo non vedo come mio nemico o avversario chi non lo paga. Chiunque abbia viaggiato un minimo, sa perfettamente che dappertutto c’è chi non paga. C’è chi salta il tornello, chi ti si accoda mentre ne passi uno di quelli blindati o entra dalle uscite. Succede a Parigi, Barcellona, Berlino, etc. Tutte città in cui il servizio pubblico funziona e funziona davvero, il che smentisce chi individua nel “trasgressore” la causa del disservizio. Non serve una scienza per capirlo.

Quel che mi premeva sottolineare è la trasformazione della rabbia delle persone e la loro incapacità di individuare chi è il responsabile del loro malessere. Come in ogni campo la frustrazione porta i frustrati ad accanirsi contro il più povero (il fastidio per la presenza di migranti e il fastidio se gli stessi non pagano il biglietto) o contro il lavoratore, in questo caso l’autista, che a prescindere dal comportamento individuale, si trova a pagare per le colpe dell’azienda per cui lavora. Un po’ come se io che giro con uno scooter Honda, aggredissi il primo operaio della Honda perché il mio scooter ha un difetto di fabbricazione. C’è voluta la campagna mediatica razzista sui fatti di Corcolle per far emergere che nella città di Roma viene aggredito un autista, un controllore o comunque un lavoratore Atac ogni 2 giorni. E quasi sempre da autoctoni. Aggiungiamo che i media locali, mainstream e non, rinforzano questi contenuti e questo astio cavalcando le medesime battaglie e dandogli quella rilevanza che non dovrebbero avere. Ad esempio da un paio d’anni a questa parte quello che veniva chiamato trasgressore o portoghese ora viene etichettato come “evasore” che rimanda a tutto un altro immaginario.

Eppure negli anni gli utenti del servizio pubblico hanno avuto modo e motivi per chiedere conto alle amministrazioni cittadine o ai manager di quell’azienda dei disservizi. Atac è stata travolta da numerosi scandali: dalla parentopoli di Alemanno, alle privatizzazioni di alcune linee fino ai biglietti falsi messi in circolo, inchieste di cui si sono perse le tracce. Motivo per cui sarebbe stato il minimo augurarsi uno sciopero del biglietto, una voglia di presentarsi sotto la sede Atac a protestare. Niente. I tentativi di creare una rete di protesta attraverso giuste campagne come “atac nun te pago” non hanno raccolto in consensi sperati. Meglio prendere a pugni l’autista di turno o fotografarlo mentre si comporta in maniera “scorretta”. Nessuno che chieda che vengano assunti nuovi autisti (l’azienda ne ha meno di quanti ne dovrebbe avere), a chi viene affidata la manutenzione delle vetture visto lo stato penoso in cui circolano (parliamo di un appalto di oltre un milione d’euro) e l’acquisto di nuove vetture, che ci sia una reale trasparenza sui cantieri metro, sistematicamente in ritardo e con aumento dei costi indecente.

Ah gli indignados anti-evasori vorrei ricordare che esistono realtà metropolitane in cui il trasporto pubblico è completamente gratuito. Certo non in grandi città come Roma ma ad esempio tanto in Sud America quanto in Europa esistono esperienze del genere. Tallin ha 425mila abitanti e un trasporto completamente gratuito. Lo stesso in alcune città del Belgio o della Francia. Lo sottolineo onde evitare chi risponderebbe “se non paghi il biglietto, non ci sono i soldi per il trasporto pubblico”. Evito poi di ricordare le mille forme di esenzione dal biglietto che esistono in diverse grandi città d’Europa che farebbero impallidire i nostri indignati cronisti da reportage metropolitano.
Quindi rimane più facile puntare il dito sul vicino che non paga il biglietto. Sull’autista “fannullone” o che sta al telefono. Più facile indignarsi e accanirsi con chi sta un gradino sotto di te e che magari non ha davvero i soldi per il biglietto dell’autobus. Guardare in alto, verso chi decide e guida la piramide costa fatica. Meglio l’indignazione tanto al chilo possibilmente fomentata dalla stessa stampa locale che invece di fare inchiesta si fa travolgere dal voyeurismo social che non serve a niente ma intanto acchiappaclic sui rispettivi siti.
Ps
Io non sono un giornalista ma invito questi seri professionisti ad andare a controllare chi ha vinto gli appalti delle manutenzione dei mezzi pubblici, dei contratti di alcuni intoccabili dirigenti, della gestione di un lavoro che ha 5 forme contrattuali differenti per lo stesso impiego (autista) e infine la famosa inchiesta dei biglietti falsi messi in circolo dall’azienda stessa.

  • Il Treno Roma Lido

    Concordo su tutto, solo un dettaglio: come hai benissimo argomentato non dobbiamo prendercela con chi non paga, ma ritengo che sia opportuno e necessario prendersela con chi non controlla. Chi non controlla da un’immagine del “vale tutto” o “fate come ve pare”, che è poi esattamente lo specchio di cosa è l’Atac oggi, dagli stipendi (all’MBO) ai biglietti falsi e tutto ciò che hai scritto tu…

  • https://twitter.com/screamieri Andrea Scrimieri

    L’autore di questo articolo dovrebbe vergognarsi. Giustificare l’illegalità equivale a istigare l’illegalità. Non mi stupisco che la vostra testata “giornalistica” sia in liquidazione.

  • Vale1990

    L articolo é condivisibile per un verso ma dall altro rappresenta un altro cancro della nostra società. In Italia nessuno a qualsiasi livello si prende mai la responsabilità delle proprie azioni incolpando sempre qualcuno più in alto di lui. Il lavoratore assenteista che si allontana dal posto di lavoro per farsi i cavoli suoi risponde “pensate a quelli che rubano più di me io prendo mille euro al mese”. L idraulico che non fa le fatture e ha i figli che non pagano la mensa scolastica nonostante guadagni belle cifre dice “eh ma i politici rubano pensate a loro”. Gli esempi potrebbero andare avanti all infinito, addirittura gli industriali che si macchiano di truffe colossali o i politici corrotti sono capaci di dare la colpa al sistema… In questo scenario tutti si sentono in dovere di pensare ai propri interessi calpestando quelli di altri. Un abbonamento annuale costa circa 18 euro al mese, pochissimo rispetto al costo di una macchina e della benzina, meno di un caffè al giorno, meno di 4 pacchetti di sigarette… Eppure molte persone normali con iPhone, sigarette nella borsa e caffè quotidiano con i colleghi decidono di non pagare per un servizio, in nome del tanto il dirigente ruba…. Sicuri che ci sia così tanta differenza tra loro e quel dirigente di cui parlano? Sicuri che non farebbero lo stesso se fossero al loro posto, tanto i politici, il Vaticano, l America rubano ?

  • Saetia81

    Grande articolo. Molto calzante il paragone con TALLIN e * alcune città del Belgio e della Francia*. Una conferma ulteriore sul perché non contiamo più un cazzo né dentro né fuori il Parlamento.

  • Spartacus

    Non capisco il rapporto fra l’illegalità e la presunta “liquidazione” del manifesto: chi non difende la legalità verrebbe “liquidato”.
    Non credo che le nostre classi dirigenti, pubbliche e private, siano un esempio di legalità eppure non sono affatto in liquidazione.
    Certi falsi sillogismi fioriscono solo nei cervelli abituati a ragionamenti piuttosto primitivi.
    E dico questo non per difendere l’illegalità, ma il senso della logica.

  • bio

    “Accanirsi” contro chi non fa il biglietto significa desiderio di far rispettare le regole, dal basso verso l’alto, per tutti, da chi si crede più furbo fino a quei dirigenti Atac che l’autore dell’articolo riconosce come intoccabili. Questa si chiama uguaglianza.

  • Alessandro P

    Ma io non posso incazzarmi sia con chi ha rubato che con chi non paga (quelli che non possono permetterselo sono una minoranza)? Perché se guardo da una parte devo sempre essere invitato a guardare altrove ?

  • Marco

    State uccidendo la sinistra difendendo l’evasione. Articolo veramente imbarazzante e provinciale!

  • Pierpaolo Paris

    Ma quindi io che faccio il biglietto da sempre sono un coglione? Poi dici perché uno vi chiama “zecche”.

  • sabbathbloodysabbath

    “Ps Io non sono un gior­na­li­sta…” …e se vede. al massimo puoi ambire al posto di “nasconditore di morchia sotto al tappeto”, quello che non si vede non esiste e quindi non deve essere mostrato. ma vergognati!

  • O. Raspanti

    Non vedo cosa c’entri l’intervento in questione con la “liquidazione” del manifesto, visto che chi scrive non è un giornalista della testata. La relazione mi sfugge ed ha ragione Spartacus ad affermare che qui siamo nelle nebbie della logica.
    Trovo quindi il commento di Scrimieri come quelli di Pierpaolo Paris, Marco e di Sabbathbloodysabbath (nomen homen), assai imbarazzanti (per tacere del numero stratosferico di approvazioni al post di Scrimieri).

    Detto questo, contrariamente a quanto scrive zeropregi, i trasporti pubblici in Francia sono molto cari e i controlli strettissimi: sembra di assistere a veri e propri rastrellamenti, almeno per Parigi e la sua regione (ma ciò è vero per l’insieme delle grandi città). I controllori bloccano i passaggi sotterranei assistiti da gendarmi armati: la minima infrazione o difformità (si ha interesse a verificare, per esempio, che la data e l’ora siano state bene impresse dalla macchinetta obliteratrice!) è immediatemente sanzionata. Per i trasporti di superficie, le porte dei bus o dei tram sono bloccate.
    Tali controlli sono talmente capillari che gli extracomunitari clandestini o comunque non in regola con i permessi di soggiorno, sanno benissimo che un principio di base è pagare sempre il proprio titolo di trasporto: da un controllo del biglietto può derivare un’espulsione dal paese.

    Certo, ci sono facilitazioni per studenti, disoccupati, membri di famiglie numerose e pendolari (in molti casi è l’impresa che prende in carico una parte importante del costo dei trasporti pubblici del dipendente), ma ciò non ha niente a che vedere con il quadro “immaginato” da zeropregi. Ci sono amministrazioni regionali o comunali (essenzialmente di sinistra) che hanno adottato politiche più sociali, rendendo gratuiti o comunque accessibilissimi i trasporti pubblici, ma sono piuttosto una minoranza.
    I trasporti pubblici sono un bene comune, un servizio fondamentale: discutiamo piuttosto del modo con cui renderli accessibili e prioritari, rispetto agli altri mezzi di trasporto, conto tenuto delle fasce sociali disagiate, piuttosto che perpetuare una forma d’illegalità che non fa affatto avanzare le cose, né nella logica della fornitura di servizi essenziali (e quindi dei diritti/doveri del cittadino), né in quella dell’impatto ambientale, né tantomeno in quella delle finanze pubbliche.

  • Alessandro

    “zeropregi”: sono povero, sto «un gra­dino sotto di te», quindi adesso ti vengo a rubare la macchina. Tanto lo fanno Pure a Berlino, Parigi e Barcellona, sono sicuro che tu non avrai niente in contrario.

  • FABIO

    Dove sta’ scritto che i migranti sono sempre i piu’ deboli ?
    Invito il fesso autore di questo ridicolo servizio a farsi un giro nella pineta di viareggio,piena di spacciatori che aggrediscono le persone,e non solo li’.
    O nei quartieri pieni di clandestini dove la gente si barrica in casa la sera.
    il fatto che in italia abbiamo tanti problemi,non significa che dobbiamo accollarci anche quelli altrui.

  • Darkkest

    Non ho mai letto così tante stronzate in un solo articolo. Io a chi non paga il biglietto spaccherei le rotule, anche se il servizio fa pena.

  • RomeSurvivor

    E’ ovvio che “il pesce puzza dalla testa”: questo vale sempre e comunque, in tutti i campi. Ma sicuramente iniziare dal basso, dalle piccole cose mi sembra doveroso! E pagare e controllare che si paghi non mi pare sia così sbagliato…
    Nel servizio di Presa Diretta [a questo link bit.ly/1rgyrkp ] si parla dell’esempio di Nantes: il segreto è racchiuso là! Ma secondo te se dessero un servizio migliore non sarebbe meglio per tutti? Non ci vuole una scienza a capire che trasporto pubblico migliore>cittadini lasciano auto>meno traffico>meno inquinamento>vita migliore sotto molteplici aspetti

  • Julius Brando

    Non si capisce perché io debba giustificare una massa ingente di persone che utilizzano il servizio pubblico senza pagare il biglietto, come avviene ovunque.
    A Tallin il sistema sarà anche gratis, ma nel resto d’Europa i mezzi pubblici si pagano. Basta aver viaggiato un minimo per saperlo. E a volte si pagano anche cari. Poi di esperienze particolari possiamo parlare fino a domani, ma a Roma il servizio non è affatto gratuito.
    A Roma Atac offre un servizio scadente e io posso certo protestare contro questo servizio. Ma se salgo sui mezzi, il biglietto lo faccio.
    Ai poveri non si rimprovera il furto di una mela. Chiaro. Ma la gente a Roma il biglietto non è che non lo paga perché è povera. Lo evade perché i controlli non ci sono e manca lo spirito civico e di responsabilità individuale. Si dice: l’offerta fa schifo, i controlli non ci sono, i pochi o tanti soldi che ho mi servono per altro, dunque non pago.
    Non è un ragionamento che mi sento di definire condivisibile e onesto. Anzi proprio il contrario.

    Non è che per guardare in alto, mi dimentico di quello che c’è in basso. Il fatto che i vertici offrano un servizio scadente non giustifica il cittadino a viaggiare gratis.
    Questo articolo sarebbe meritorio se evitasse questa contrapposizione fasulla fra due dimensioni entrambe criticabili. Così come è posto invece non si scaglia lucidamente contro i cosiddetti piani alti, e giustifica l’evasione.
    Da riscrivere.

  • bruna carrese

    LE TUE OSSERVAZIONI NON FANNO UNA PIEGA,VISTO CHE “IL PESCE PUZZA DALLA TESTA” MA IL FATTO CHE SI VOGLIA ASSOLVERE A TUTTI I COSTI CHI NON PAGA IL BIGLIETTO, NON MI STA BENE, VISTO CHE SOLO “AVENDO LA COSCIENZA PULITA” SI HA IL DIRITTO-DOVERE DI CRITICA. CON IL TUO RAGIONAMENTO TUTTI I LADRI SONO ASSOLVIBILI PERCHE’ “SONO POVERI”. ME CHE CXXXXO DICI???? MA HAI VERAMENTE VISTO COME FUNZIONANO I TRASPORTI A LONDRA, PARIGI,AMSTERDAM ??? IO SI, E LI’ QUASI TUTTI PAGANO IL BIGLIETTO, MA IN QUESTE CITTA’ NON CI SONO POVERI???? OVVIO, QUALCUNO EVADERA’ MA NON AVRA’ NESSUN UTENTE,GIORNALE, O GIORNALISTA DALLA SUA PARTE. PERCHE’, VEDI, QUANDO SI VEDONO, COME DA NOI, ZINGARE ADDOBBATE COME MADONNE DI LORETO NON PAGARE IL BIGLIETTO, TI ASSICURO, TI RODE UN TANTINO ASSAI, PARECCHIO, MOLTO,MOLTISSIMO !!!! SE TU, IO, O CHI ALTRI VUOLE FARE BENEFICENZA, SIAMO TUTTI PADRONI DI FARLO QUANDO E SOPRATTUTTO A CHI VOGLIAMO NOI . E POI CI LAMENTIAMO CHE LA SINISTRA STIA IN QUESTA PALUDE !!!! (ed io sono di sinistra).PORTARE AVANTI CERTE TESI ASSURDE E’ PROPRIO COME DARSI LA ZAPPA SUI PIEDI,SE NON PEGGIO !!!

  • http://www.lamentediandrea.com Andrea Scrimieri

    Partendo dal presupposto che non hai modo di definire il mio cervello “abituato a ragionamenti piuttosto primitivi”, vediamo se in questo modo il ragionamento ti risulta comprensibile. Se un articolo viene pubblicato su “Il Manifesto”, presumo che qualcuno nella redazione lo abbia permesso. Detto ciò, in un momento in cui l’Italia ha bisogno di legalità, un articolo che la giustifica non è meno colpevole della “nostra classe dirigente”. Quindi, ecco il nuovo sillogismo: un giornale che giustifica/promuove sul proprio sito ufficiale l’illegalità fa cattivo giornalismo. Si tratta quindi di un giornale poco “onorevole” e che quindi merita di essere liquidato.

    L’Italia non ha bisogno di altri elementi che giustificano l’illegalità. Se non sei d’accordo, non sei differente dalla classe dirigente.

  • Spiderbozen

    Chiunque ha definito questo come un articolo che difende l’evasione etc. non è nemmeno capace di leggere un articolo e ragionarci sopra 1 minuto prima di commentare ad cazzum.
    Il succo è non prendetevela con chi non paga! ma con chi gestisce le linee etc… protestate contro l’azienda e l’amministrazione non contro il singolo (pirla)!
    Scambiare i sintomi con le cause, è questo il problema che viene analizzato dall’autore.
    Se vi mettete a difendere la legalità e ste cose qui dopo la lettura dell’articolo è meglio che vi ritirate perchè siete solo dei moralisti de la domenica!
    Ripigliatevi!

  • Spiderbozen

    Il tuo ragionamento potrebbe andare un po’ oltre… su dai che ce la fai.

  • Spiderbozen

    Un confronto perfetto, davvero, complimenti, davvero.

  • Pierpaolo Paris

    Per me un servizio che si usa si paga, così come paghi il fornaio, il macellaio, quello che è.

  • Spiderbozen

    Premesso che ho preso 1 multa in tutta la mia vita e rompo i coglioni a chi non paga il biglietto, ti ho solo invitato ad andare oltre al discorso coglione/zecche perchè è un discorso da bar… parti ragionando sul perchè hai usato la particella “vi” nella tua frase.
    Per il resto tanti auguri!

  • Alessandro

    Provate a guardare oltre il vostro naso: chi non paga un biglietto sottrae risorse a un servizio pagato coi soldi di tutti, scaricando tutto il costo sulle spalle di chi invece paga. Un po’ come evadere le tasse. Questo è furto, bello e buono. Non c’è spazio per equivoci o interpretazioni spericolate. Risparmiati il sarcasmo.

  • Spiderbozen

    Il tuo invece va benissimo! :)

  • Sergej

    Non conosco la situazione di Roma, ma in base alla mia qui a Genova, direi che il discorso “la massa di gente che non paga il biglietto”, che sento paro paro anche qui dalle mie parti, è quanto meno esagerato (magari volutamente?) Scusate se mi dilungherò.
    Uso pesantemente i mezzi pubblici (non ho nemmeno la patente) e ho ovviamentel’abbonamento al bus. Quando capita un controllo, anche “astutamente” a sorpresa, con i controllori che salgono fuori fermata per impedire fughe, la scure della giustizia si abbatte, quando si abbatte, su uno raramente due “portoghesi”. A spanne, almeno metà delle volte risultano tutti in regola. E in genere quelli beccati sono spesso dei disgraziati.
    Poi penso ai dirigenti dell’AMT (l’equivalente ATAC qui a Genova) che pur avendo portato quasi al fallimento il servizio, rendendolo indegno di un paese in via di sviluppo, sono inamovibili e nelle stesse condizioni di protezione vergognosa dei loro corrispettivi romani (tutto il mondo è paese)
    Non sarà un caso se uno sciopero totale dei trasporti genovesi dell’anno scorso, con cinque giorni di città praticamente appiedata, seppur sofferto è stato caldamente sostenuto dalla cittadinanza, tanto che anche le peggio televisioni “governative” che cercavano di intervistare cittadini indignati per lo sciopero dovevano arrendersi e trasmettere manifestazioni di solidarietà delle vecchiette con la spesa che in sostanza dicevano “certo, è un problema, ma fanno bene a scioperare”.
    Tutto sto pippozzo per dire cosa? Niente, per sostenere la tesi del non-giornalista qui sopra: se è vero che ruba sia il dirigente strapagato per un lavoro che non compie, sia il “portoghese” che non paga il biglietto, mi pare più che logico che l’indignazione debba essere di molto ma di molto maggiore nei confronti del dirigente, che provoca un danno ben maggiore col furto di migliaia di euro ogni mese rispetto a quello provocato da quattro disgraziati (detta un po’ retoricamente) che approfittano della situazione.
    Con buona pace dei rancorosi giustizialisti del taglione che leggo nei commenti che vorrebbero trattare allo stesso modo il furto di una mela e il furto di una Ferrari.

  • FABIO

    A volte,pero’,chi non paga non sono solo i disgraziati,ma i prepotenti e disonesti,nonostante potessero farlo.
    I rom,per esempio,non pagano perché gli pare giusto cosi’,non perché non possano permetterselo.
    Anche con gli immigrati si ragiona allo stesso modo,essendo gli ultimi arrivati,e non essendo quindi responsabili dell’attuale situazione economica,come i dirigenti che approfittano da una vita,debbano essere giustificati a prescindere.
    E’ logico che bisogna prendersela di piu’ con i maggiori responsabili,ma cio’ non e’ un alibi per chi crea problemi minori,altrimenti chiunque e’ giustificato.

  • Sergej

    E onestamete non mi sembra si dica “liberi tutti” ma di distinguere, appunto, la gravità delle due cose. E non scatenare crociate contro i portoghesi ignorando bellamente i ladri in poltrona, perché direi che è proprio questo che denuncia zeropregi nel post

  • ahp68

    anche io nella mia trentennale esperienza di utente del mezzo pubblico a Roma – mi rifiuto di usare la parola cliente – posso testimoniare che quando le squadre di controllori salgono sui mezzi (abbastanza frequentemente nell’ultimo anno almeno), quando gli va bene trovano solo un paio di viaggiatori sprovvisti di biglietto.
    le rarissime volte che ho viaggiato senza titolo è stato perché: 1) gli abbonamenti mensili sono introvabili già il 3 o 4 del mese in corso e quindi 2) in situazioni di necessità, al di fuori delle zone centrali a qualsiasi ora del giorno, e dappertutto nelle ore serali o notturne, trovare un posto dove ti vendano un biglietto è quasi impossibile.
    Una cosa che scoraggia l’acquisto del biglietto, soprattutto per i giovanissimi che tendono molto a usare il mezzo pubblico (sempre per la ma esperienza), è il costo esorbitante del biglietto (1.5 euro) rapportato al tragitto “breve” che di solito fanno i ragazzi, in questo avere abolito la tessera mensile a prezzo agevolato per studenti (era 17 euro) non è stato un buon servizio.
    sicuramente hanno più conseguenze economiche sulla collettività QUESTE inefficienze, piuttosto che quelle derivanti dai viaggi a scrocco.

  • http://www.ilmanifesto.info/ il manifesto

    Bruna,
    i post si scrivono in minuscolo. non in maiuscolo, che è sgradevole ed equivale a urlare in una conversazione. tienilo a mente per il futuro, grazie.

  • bruna carrese

    Si, hai ragione, ma le prime volte scrivevo in maiuscolo perché pensavo fosse più corretto in maiuscolo per rendere lo scritto più leggibile, poi mi hanno detto quello che mi dici tu ed ho cominciato a scrivere minuscolo, ma quando riscrivo maiuscolo lo faccio intenzionalmente per sottolineare quanto sono incazzata. Ebbene, articoli come il tuo mi fanno terribilmente incazzare. Mi dispiace comunque se ho urtato la tua sensibilità.
    Bruna

    Il giorno 06 novembre 2014 19:20, Disqus ha scritto:

  • pippobardo

    Non conosco la situazione di Genova, ma come al solito non bisogna fermarsi all’orticello sotto casa….

    1 o 2 porteghes2 per autobus, moltiplicato per i mezzi che sono in circolo….

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/25/news/atac_ecco_il_dossier_sui_controlli_cos_si_perdono_55_milioni_l_anno-81801306/

    (Riassunto: 10/20% di portoghesi. Se venissero sanzionati (almeno il 10%) entrerebbero nelle casse 27 milioni di euro….

  • Julius Brando

    Ma ripigliati tu!

    Certo che me la devo prendere con chi non paga. Che questo voglia dire che non devo criticare chi gestisce le linee lo stai dicendo solo tu, non lo dice nessun altro.

    Quale singolo pirla e singolo pirla…qui non paga una massa di persone considerevole. Non vedo dove sia lo scandalo o il moralismo nel dire che il servizio fa schifo e il malcostume di non pagare un servizio a pagamento pur usandolo, esista.

  • Julius Brando

    Scusa ma perché dobbiamo avere due pesi e due misure per accogliere una tesi mediocre? Non possiamo farne una migliore…mah io non capisco questa atrofia critica.
    L’indignazione per i mezzi pubblici é totale. Il servizio fa schifo e la rete di trasporti pubblici è carente, sporca, lenta e ridicola. Però quei pochi mezzi ci sono, passano, degli autisti li guidano in mezzo al caos cittadino e migliaia di romani utilizzano le due linee di metro quotidianamente.
    Perché non devo pagare il biglietto se uso questi mezzi?
    Perché non devo ugualmente indignarmi di chi utilizza un servizio (scarso quanto vuoi) e non lo paga?
    Guarda che a Roma non sono affatto 4 disgraziati, non è il singolo portoghese. Ci sono linee in cui l’intero pubblico sul tram non ha il biglietto ed è cosí ogni giorno.

    Questa contrapposizione mela-Ferrari è del tutto pretestuosa e non necessaria. Si tratta di due fenomeni correlati, due facce della stessa medaglia.

    Ma soprattutto perché allora da questo giornale non viene allora un articolo o un input veramente critico verso la dirigenza dei mezzi pubblici? che ce ne facciamo di un articolo del genere?

  • Julius Brando

    Ma che ne sa zeropregi che si ignorano i ladri in poltrona? Lo assume lui, ma dove sta scritto?
    Fra l’altro il cittadino comune vede quello che può vedere e protesta per quanto può, ma sarebbe compito di blogger come zeropregi o del manifesto denunciare il ladri in poltrona in modo molto piú efficace di quanto possa fare il singolo cittadino pur animato dalle migliori intenzioni.

  • Sergej

    “non viene allora un articolo o un input veramente critico verso la dirigenza dei mezzi pubblici”
    perché questo di zeropregi cos’è? un peana alla dirigenza ATAC?

    Per tacere del “Ci sono linee in cui l’intero pubblico sul tram non ha il biglietto ed è cosí ogni giorno” che amerei sapere su cosa si basa a parte il “lo sanno tutti”

  • Julius Brando

    Non so che linee utilizzi. Su certe linee il biglietto non ce l’ha nessuno. La gente preferisce rischiare per una volta che paghi 50 euro di multa, ha centinaia di viaggi gratuiti.
    D’accordissimo sul danno di aver abolito la tessera mensile a prezzi agevolati.
    Altro scandalo assoluto è il fatto che con un biglietto da 1.50 euro posso fare solo UN viaggio in metro. Per una città con un servizio bus indecente, la pur misera metro è comunque un ancora di salvezza. Far pagare 3 euro per un’andata e ritorno è veramente una cosa per la quale bisognerebbe indignarsi e protestare (il che non significa per come la vedo io, non pagare).

  • Sergej

    perché i tuoi discorsi nell’altro commento “su certe linee non paga nessuno” dove stanno scritti?

    si ignorano i ladri in poltrona perché se porti il discorso sui portoghesi sono tutti pronti alla crociata e al rogo, se nomini i ladri in poltrona è un “eh sì vabbè, si sa, è tutto un magna magna… però è colpa anche di quelli che non pagano il biglietto!” o come la spiega meglio zeropregi sopra “Motivo per cui sarebbe stato il minimo augu­rarsi uno scio­pero del biglietto, una voglia di pre­sen­tarsi sotto la sede Atac a pro­te­stare. Niente. I ten­ta­tivi di creare una rete di pro­te­sta attra­verso giu­ste cam­pa­gne come “atac nun te pago” non hanno rac­colto in con­sensi spe­rati.”

  • Sergej

    e per la terza volta “Su certe linee il biglietto non ce l’ha nessuno” io e ahp68 ti abbiamo detto cosa succede quando ci sono i controlli, tu a parte dire la stessa cosa per tre volte come la provi?

  • Sergej

    Juuulius… per la centesima volta, come fai a dire che non paga una massa di persone considerevole? su che ti basi?

  • Julius Brando

    Quelle linee le prendo tutti i giorni e le rarissime volte che salgono i controllori, il bus si svuota alla prima fermata…
    Comunque, il nodo della dicussione è nel tuo secondo punto. Che ci sia parecchia gente che non paga e che ci sia uno schifo di servizio mi pare infatti innegabile e c’é poco da dire.

    Ma lo sciopero del biglietto non puó funzionare. Come si può pensare che una campagna come Atac nun te pago possa cambiare lo stato di cose, dai…è per lo meno ingenuo.
    Come si fa a non accorgersi che proprio chi non paga il biglietto è totalmente disinteressato dallo stato del servizio? Finchè c’è un servizio scarso, con pochi controlli, chi non vuole non paga e i mezzi li prende ugualmente e vive lo stesso. Male, ma vive.
    Gli incazzati sono quelli che invece il biglietto lo pagano perché lo ritengono un dovere, visto che usano il servizio. E si ritrovano a pagare per un servizio che fa schifo.
    “Atac nun te pago” va benissimo come protesta e io sono il primo a sostenerla, ma oggettivamente non può risolvere il problema, perché piú tu non paghi piú e ATAC invece di innalzare il servizio, lo abbassa! Tanto che je frega a quelli?
    È evidente che non si sono raccolti risultati.

    Per questo trovo l’articolo abbastanza inutile, perché la contrapposizione non é cosí ingenua come la vuole mettere zeropregi. Il problema a mio modo di vedere è:
    una fetta larghissima di utenti non paga e a meno che il sistema non diventi molto restrittivo non pagherá.
    una fetta di utenti continua a pagare, frustrandosi, ma per lo meno è onesta perché usufruisce del servizio.
    I vertici non hanno interesse a migliorare le cose, ma semmai a mantenerle miserevoli perché tanto il loro livello di benessere rimane inalterato.

    Conclusione: sarebbe benvenuto un articolo del Manifesto, zeropregi o Gabanelli, Gabibbo o chiunque altro contro i ladri in poltrona, ma io non vedo mai questo tipo di articoli.

  • Julius Brando

    Ti ho risposto sopra per l’assenza di viaggiatori paganti.
    Per l’articolo di zeropregi, mi chiedo infatti cosa sia. Non mi pare affatto un articolo di denuncia del servizio atac (se ci ha provato, a giudicare dai commenti non gli è riuscito). È semmai un articolo contro “chi critica i portoghesi senza mirare invece ai ladri in poltrona”. Mi pare una categoria inventata da zeropregi e non mi sembra utile a nulla disquisire di questo. I problemi veri sono altrove.

  • Sergej

    “sarebbe benvenuto un articolo del Manifesto, zeropregi o Gabanelli, Gabibbo o chiunque altro contro i ladri in poltrona, ma io non vedo mai questo tipo di articoli.”
    Insisto: questo articolo non parla certo bene della dirigenza ATAC, tutt’altro, anzi in fondo dice proprio quello che scrivi “I vertici non hanno interesse a migliorare le cose, ma semmai a mantenerle miserevoli perché tanto il loro livello di benessere rimane inalterato”
    Ma tu (e altri nei commenti che utrlano al rogo del portoghese) lo hai letto come un invito a non pagare. E su questo non so più che dirvi.

  • Julius Brando

    Perchè oltre a dirla, anche voi come la provate scusa?
    Con la vostra esperienza personale. Che vale quanto la mia.

  • Julius Brando

    Io e non solo io, ma anche altri, lo leggiamo come una sterile critica a chi dice che la colpa è dei portoghesi invece di dire che la colpa è dei vertici.
    Oh evidentemente zeropregi non è stato cosí chiaro come voleva, che vuoi che ti dica.

  • Sergej

    ” una sterile critica a chi dice che la colpa è dei portoghesi invece di dire che la colpa è dei vertici.” Infatti. Quello vuole essere. Una critica possibilmente non sterile. Ovvero una rivisitazione del famoso “quando il dito indica la luna l’imbecille guarda il dito”. Inutile ululare che sono i ‘portoghesi’ che rovinano tutto perché NON È VERO, perché senza portoghesi ma con i ladri in poltrona sarebbe merda uguale, il servizio farebbe schifo. mentre senza ladri in poltrona -forse sarebbe utopia- ma ‘solo con i portoghesi’ sarebbe sì un problema ma di portata ben minore, con un servizio decente e un problema da risolvere col controllo.
    Poi per te e per gli altri il male sono solo quelli che non pagano, forse perché molti li identificano con gli emigranti o peggio con gli zingari, e vabbè, zeropregi non saprà spiegarsi ma forse non tutti sanno capire…