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Islamismo

Tunisia, le donne contro le aggressioni dei salafiti

“Dégage”

Les salafistes qui se sont rassemblés devant le campus universitaire de la Cité des sciences à l’Ariana (Tunis) utilisent le même slogan que celui utilisé par les révolutionnaires contre Ben Ali pour agresser verbalement les femmes qui arrivent au campus. Á l’intérieur de l’université se tient la réunion du forum universitaire pour décider de la conduite à tenir suite à l’agression des étudiantes et étudiants contre une enseignante qui ne porte pas le voile. Celui là n’est pas un cas isolé, le même sort à été réservé à une enseignante de l’université de Manouba. La salle de la Cité des sciences est au comble, la participation est réservée aux universitaires. Quand on cherche à monter dans un taxi qui vient de débarquer des barbus, le chauffeur pour refuser dit: « le taxi est en panne ! », puis part.

Par contre dans les autres villes, comme à Sousse et Nabeul, les salafistes veulent imposer aux étudiantes le niqab. « Comme ça on pourra même plus les reconnaître ! », nous dit Nadjia Neji, une enseignante de langues à Nabeul. Elle est venue à Tunis pour participer à une manifestation de lutte pour la défense des doits des femmes dans le cadre de la réforme constitutionnelle. Les femmes qui se retrouvent pour manifester à la place de la Kasbah, en face du palais du gouvernement, sont une centaine. Elles ne sont pas nombreuses « on devait être beaucoup plus, mais l’organisation de la manifestation a échoué», dit Latifa Bekky, enseignante de l’histoire de l’islam. Elle est donc très inquiète : « si pendant mes leçons je dis quelque chose qui ne plaît pas aux islamistes…. je vais avoir des problèmes».

La tension augmente à Tunis et l’appel diffusé par des femmes inconnues a quand même pu mobiliser des femmes. Mais les féministes s’interrogent sur les tenants et les aboutissants d’une telle action. Il faut donc être vigilante et méfiante, car l’instrumentalisation bat son plein en ce moment en Tunisie.

Mais ce qui frappe de plus à la place Kasbah, c’est l’agressivité des hommes et des jeunes qui regardent les femmes qui manifestent. Un d’eux montre une pauvre vieille femme toute voilée et dit : « celle-ci est la vraie femme tunisienne, vous n’êtes pas des tunisiennes ». Un des jeunes se bagarre avec une autre femme. Pourquoi cette bagarre ? « Elle est contre l’islam, elle est contre En-nahda » répond-il.

Et alors, lui demandais-je ? « Moi, j’ai voté En-nahda, c’est le seul parti qui défend les droits des hommes, ces femmes-là ne respectent pas les hommes, elles font ce qu’elles veulent, elles sont violentes » me rétorqua-t-il.

Le pauvre jeune homme ne sait pas comment se défendre !

scusate se uso questo pezzo che ho scritto in francese, ma spero sia comprensibile a tutti

  • enrico

    Signora Giuliana,
    come dice l’articolo le donne presenti in Place de la Casbah erano un centinaio, una manifestazione chiaramente disertata perche’ in odore di faziosita’.
    Girando per le strade di Tunisi si avvertono parecchie inquietudini, ma quella dell’integralismo islamico, che tanto preoccupa l’europa, e’ forse quella meno presente: le birrerie sono aperte e non sono piu’ segnalati casi di intimidazioni, neppure il venerdi’. Il quartiere dei bordelli e’ come sempre in attivita’ cosi’ come i cinema “sexy” (da non confondersi col porno che qui non esiste), la avenue Bourguiba e’, come sempre, luogo di appuntamenti non precisamente morali, nella hall degli hotel le prostitute/i continuano a svolgere la loro attivita.
    Se lei andasse a chiedere alle donne per strada scoprirebbe che i tre quarti le risponderebbero che “… i barbuti si rassegneranno a tagliarsi la barba…” in sostanza la Tunisia continua ad essere un Paese profondamente matriarcale e le donne non sono per nulla disposte a rinunciare alle loro abitudini, se e dove lo fanno questo non succede col senso della “rinuncia” come lo percepisce l’europoe, ma succede col senso del “riappropriarsi” della identita che per 23 anni la dittatura ha negato.
    Il tunisino uomo o donna e’ prima di tutto musulmano, e Ben Ali’ ha cercato inutilmente di reprimere una religiosita’ profonda che ora si e’ espressa con l’eccesso della rabbia.
    Io non credo che nessuna donna tunisina si sia coperrta il capo perche’ un salafita di passaggio glie lo ha imposto, e neppure lo fara’: Signora GIuliana, i barbuti fanno paura solo all’Europa, qui in Tunisia ce ne freghiamo e sappiamo benissimo come tenerli a bada, almeno fino a che un governo europeo o americano non decida di fornirgli armi e copertura aerea come e’ successo in Libia.
    Le rinnovo l’invito a venire a Tunisi, a girare per strada, e a bersi una birra di venerdi’: offro io.
    Enrico

  • Valter Di Nunzio

    @giuliana. Questa è la “sua” Tunisia, nel senso che questo è l’aspetto della realtà che le interessa e che decide di raccontare. E’ pienamente legittimo. Sarebbe superfluo dirle che ho degli amici a Tunisi che abitano poco distante dai luoghi di cui parla e che a stento si sono accorti dei fatti che racconta. Uno di questi, che invece è abbastanza informato mi ha detto, pensi un po’, che i gruppetti salafiti fanno tutta questa bagarre proprio perché indispettiti dal successo dei “moderati” di En-Nadha. Tuttavia alla maggioranza del popolo tunisino, di tutta questa questione della “laicità”, interessa poco e comunque meno che della corruzione, dell’aumento dei prezzi e della disoccupazione. Per questo hanno votato En-nadha e non il PDM, che ha schierato ben altre risorse economiche in campagna elettorale ma ha sbagliato appunto a contrapporsi frontalmente all’Islam. Per quello che può valere, credo che le persone che parlano con lei hanno perfettamente ragione: non si può valutare la professionalità di un insegnante dal fatto che indossi o non indossi l’hijab e non si può dire a nessuno che il taxi è in panne se non lo è; ma non si ha neanche il diritto di pretendere che la maggioranza debba accettare dei principi costituzionali decisi 220 anni fa in Francia. Se uno mantiene chiari questi due punti fermi, ha tutto il diritto di protestare contro chi ha vinto ma non per questo convince tutti. Fra questi, credo, ci sia anche lei, perché no?

  • giuliana

    @enrico anche se non sembra io giro per tunisi e preferisco il vino alla birra, anche se quando capita la bevo…
    le sensibilità sono diverse tutto qui, per il futuro vedremo
    giuliana

  • giuliana

    @valter immagino che anche lei se fosse a tunisi non si accorgerebbe dei fatti che racconto. per il resto, tutti sono musulmani in tunisia a proprio modo e il 60 per cento non ha votato un partito non perché non rispetta la religione ma perché preferisce mantenere la religione fuori dalla politica…
    giuliana

  • Rossana Parè

    Vorrei informare la sig.ra Sgrena che sabato 19 novembre alle ore 14 a El Theatro hôtel Golden Tulipe El Mechtel la Ligue pour la défense de la laïcité et des libertés (LDLL) organizza un convegno. Un seul mot d’ordre: Rassemblons-nous dans l’unité la plus large!
    Cette rencontre voudrait être l’occasion d’une reflexion sur la preoccupante situation des libertés individuelles.
    Mi scuso se ho approfittato dello spazio del suo blog per questa comunicazione, ma visitandolo sempre volentieri è stato per me il sistema più veloce. Un cordiale saluto e buon lavoro

  • giuliana

    @ rossana, grazie
    g.

  • Raja Bourguiba

    Allora per i miei cari amici stranieri,oggi due professoresse sono state aggredite,una al Kram,periferia nord,perché ha rifiutato di permettere ad uno dei suoi allievi di uscire per fare la preghiera del tramonto,prima della fine della lezione,sapendo che in islam le preghiere sono cinque,e percio l’allievo l’ha insultata.E’ stato punito e via alle proteste !!!!!!!!!
    La seconda,una professoressa di disegno,sequestrata per ore nella sua classe nel liceo del “tadhamen,el ahd el jadid”perché secondo i barbuti la sua materia é eretica !!!
    Adesso signor Enrico,le dico una cosa io sono una donna tunisina,professoressa e madre di una figlia di 11anni,ed ho paura per i miei diritti ed acquisti al livello della legge,o quello sociale,ma ho soprattutto paura per mia figlia,e non posso impedirmi di avere in mente l’immagine di una farmacista dell’Afganistan,la cui figlia non ha potuto andare all’università, come sua madre,la causa Lei la conosce sicuramente! Ennahdha dice Lei,ha ottato per un islam moderato??Chi puo’ crederci?? Se Lei ha sentito l’ultimo intervento di Hamadi Jebeli a Sousse,che congratula quelli che hanno votato per il suo partito Ennahdha,e dice :siamo entrati nell’ Era del sesto kalifato!!Potrbbe forse capire la mia anzia e quella delle donne e degli uomini liberi che sognano di una TUNISIA,libera,moderna e perché no laica come l’Italia !!

  • giuliana

    @raja grazie per la sua testimonianza, spero che questi fatti rendano consapevoli le donne italiane e non solo dei rischi che state correndo
    Resistete! io penso che sia importante denunciare tutti i fatti che accadono, quindi se mi scrive io cercherò di far conoscere la vostra situazione al pubblico italiano attraverso il blog e non solo
    giuliana

  • lina

    Trovo allarmante il fatto che il sig. Di Nunzio abbia scritto nel suo post (2) che non condivide i principi costituzionali che sono alla base di molte leggi fondamentali europee.
    Quale “dialogo” si possa avere con un tale personaggio – come pure con tutti i convertiti ad una religione intransigente come l’islam – non me lo so immaginare.
    Spero solo che la sig.ra Giuliana, quando gli dà spazio su questo blog, si renda conto che è un dialogo tra sordi.
    Altro che “integrazione” !

  • Nadia Néji

    Mi stupisce veramente la reazione del signor Enrico!!! sembra che l’emancipazione della donna consista solo nella prostituzione e nel fatto di permetterla o no!!! se ho capito bene, secondo il signor Enrico, la Tunisia è un paese dove si rispettano i diritti della donna tanto che ci si trovano prostitute?!
    No caro signore, l’emancipazione e la libertà valgono molto più di una birra o di qualche altra ossessione, se queste sono le Sue priorità!!!

  • Rossana

    Per il Sig. Enrico e il Sig.Valter ecco un link dove potrete leggere un articolo comparso oggi su un quotidiano tunisino popolare, direi molto moderato, La Presse (se siete ancora convinti che si stia esagerando quando vengono denunciate violenze e aggressioni, soprattutto nei confronti delle donne)

    http://www.lapresse.tn/22112011/40753/actes-dintimidation-a-lencontre-de-professeurs.html

    Effettivamente questi atti di aggressione non sono più casi isolati come li avete presentati, ma cominciano a prendere una brutta piega un po’ dappertutto. La sto vivendo questa realtà attraverso i racconti dei colleghi insegnanti, ma soprattutto dei miei figli, di cui uno studia all’università e due al liceo.
    L’attività infida, subdola che stanno praticando i gruppi di estremisti islamici nei luoghi educativi, dai licei alle università, induce al vomito.
    La verità è questa miei signori, non ci sono realtà differenti. Nè mia, nè sua, nè vostra.
    Per quanto riguarda il commento della Sig.ra Nadia lo condivido pienamente, ma Nadia non si deve stupire, la mente ristretta degli uomini su certi temi non ha nazionalità, come ben puo’ constatare.

  • enrico

    @rossana
    leggo La Presse tutti i giorni, non e’ “moderato” e’ semplicemente filogovernativo, e comunque non ho una mentalita’ ristretta, osservo solo le cose in modo un po’ scomodo; piuttosto mi pare la vostra una mentalita’ un tantino sempliciotta e riduttiva: ridurre il concetto di liberta’ a un femminismo d’antan.. che poi e’ del tutto vostro, femminismo eurocentrico, che magari in Tunisia non e’ condiviso! o credete che le donne Tunisine siano delle somare che non sanno come difendersi?