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Islamismo

Tunisia, islamisti in piazza sfidano la rivoluzione

Gli islamisti tunisini rivendicano l'hijab e il niqab

una donna manifesta per ottenere le foto velate nei documenti

Manifestazione islamista a Tunisi venerdì 1 aprile. Gli islamisti chiedono l’uso del  velo per le donne e la barba per i maschi. Le donne islamiste hanno già ottenuto, in questi giorni, di poter mettere le foto con il velo sui documenti di identità.

  • alvise

    Gent sig.ra Giuliana
    dopo quanto ha scritto, è ancora convinta che l’islam si possa modificare ?

    Davvero pensa che una forma religiosa che non ha una struttura gerarchica alla quale fare riferimento, paragonabile a quelle cristiane o sciite, possa far transitare milioni di persone – ognuna con i suoi interessi e opinioni personali – verso un’altra versione di quella stessa Fede ?

    Davvero ritiene che questa trasformazione potrà avvenire prima che i rapporti demografici della vecchia Europa non verrano ribaltati dalla prevalente presenza di persone , portatrici di quella cultura e credenza?

    Davvero è convinta che nel momento in cui sapranno di non aver più alcuno stimolo esterno a dover cambiare, ciò accadrà ?

    Se in cuor suo lei lo pensa, allora lei a mio avviso ha compiuto un atto di Fede. Cioè uno di quei gesti per i quali si crede, anche contro le evidenze.
    Lei è una credente,cara Signora.
    Suo malgrado !

  • Valter Di Nunzio

    Per quanto possa sembrare strano ai lettori la signora tunisina ritratta nella foto manifesta in nome della “libertà” ( “atalab bahria…” scritto sul cartello in arabo vuol dire ” chiedo la libertà di..”). Di libertà per gli islamisti ce ne stata molto poca negli ultimi decenni: mentre Ben Ali era vice-presidente dell’Internazionale Socialista, migliaia di islamisti sono stati incarcerati senza processi, uccisi e esiliati. Oggi hanno la possibilità legale di manifestare. Personalmente sono contento per loro anche se penso sbagliato innescare una battaglia identitaria sui simboli. Ci sono cose molto più urgenti dal punto di vista islamico: il condono dei debiti usurari, la riforma del sistema bancario, la liberalizzazione delle attività economiche, l’inquadramento istituzionale della zakat, il controllo dell’emigrazione. Auguro ai miei fratelli di An-Nadha di prendere questa seconda strada, Isch-Allah

  • giuliana

    caro alvise le assicuro che non sono credente e che mi baso sull’analisi della realtà, naturalmente le analisi possono essere sbagliate, ma queste rivoluzioni in corso hanno già dimostrato una grande capacità di reazione
    giuliana

  • carlo

    La laicità occidentale è vista dagli islamisti come “atea” e “immorale”. Dicono che se la laicità arriverà in Egitto, il Paese sarà anno dopo anno invaso dalle minigonne, dal bere alcolici, dalla droga, dal matrimonio fra omosessuali…
    Vedremo cosa accadrà dell’art. 2 della Costituzione egiziana, che richiama la sharia a fondamento della legislazione egiziana. Ma se ci sarà un referendum la maggioranza degli egiziani, anche se non è fondamentalista, non lo cambierà.
    Il resto del Nord Africa e forse del Medio Oriente seguirà l’esempio del Cairo.
    I musulmani “europei” , cosa aspettano a prendere posizione ?
    E cosa aspetta la sinistra italiana ad esigerla ?

  • Paolo1984

    “Ci sono cose molto più urgenti dal punto di vista islamico: il condono dei debiti usurari, la riforma del sistema bancario, la liberalizzazione delle attività economiche, l’inquadramento istituzionale della zakat, il controllo dell’emigrazione. Auguro ai miei fratelli di An-Nadha di prendere questa seconda strada, Isch-Allah” Valter Di Nunzio

    E..si vede che ai suoi fratelli islamisti interessa di più coprire le donne, che ci vuol fare?. Comunque mi auguro che seguano i suoi suggerimenti.
    Spero anche che la rivoluzione porti in Tunisia un governo autenticamente laico e socialista.

  • Paolo1984

    Comunque io non ho nulla contro la signora della foto che vuole essere “libera” di girare interamente coperta poichè il suo corpo e anche il suo volto è proprietà dei maschi della famiglia..se a lei sta bene questa visione del mondo ok, ognuno si sceglie la sua galera preferita. Solo spero che l’eventuale figlia di questa signora sarà libera di scoprirsi un po’ di più (perlomeno mostrare il viso) se lo vorrà, senza rischiare il ripudio o cose peggiori.

  • Valter Di Nunzio

    @paolo. Si ricordi sempre che in Tunisia c’era per l’appunto un Governo laico e socialista (so che lei ovviamente dà a queste parole un altro significato)ma non democratico, dove una donna NON poteva portare l’hijab nelle foto. Questo fa comprendere l’attaccamento ai simboli. Nondimeno avrà modo di constatare che il programma di An-Nadha in Tunisia e di Jamiat Al Ikhwan Muslimin in Egitto è un programma democratico, che rispetta tutti i cittadini ma a partire dai valori islamici, che sono quelli della grande maggioranza di quei paesi. E’ un passaggio importante, già avvenuto in Turchia, che sbagliate a sottovalutare. L’era Bush è finita a Baghdad ed è sepolta a Kabul. Questa è un’altra storia

  • Paolo1984

    Mi rendo conto che l’uso del termine “galera” può sembrare irrispettoso, mi scuso ma confermo tutto il resto che ho scritto.

  • lina

    a proposito della zakat, cui fa menzione il sig.Di Nunzio.
    Leggo da Wikipedia che è una tassa legata all’idea di purificazione, che ogni musulmano ha l’obbligo di versare, quasi recitasse una preghiera.
    I cristiani la chiamerebbero : Carità.
    A differenza della nostra però : E’ PROIBITO DONARLA A NON-MUSULMANI.

    Non posso evitare di chiedermi allora come i fondamentalisti tratterebbero migranti “infedeli” , se questi approdassero in una Lampedusa araba.

  • Ahmed

    La parte piu’ interessante di questo micro-articolo e’ il titolo. Piu’ una speranza che una cronaca. Tutti speriamo che il popolo Tunisino trovi piu’ liberta’ ed una vera democrazia dopo la rivolta, che e’ costata tante vite umane e devastazione materiale.
    Uno degli elementi cardine della liberta’ di espressione, in connessione strategica alla democrazia, e’ la liberta’ di criticare l’ideologia islamica, cioe’ la battaglia contro la c.d. blasfemia. I partiti islamisiti si nascondono dietro questo trucco per impedire alcuna critica alla loro ideologia di riferimento. Come si fa a sostenere un’onesta battaglia politica, che e’ fatta anche dall’attaccare dialetticamente l’ideologia degli opponenti, se e’ proibito criticare l’ideologia islamica? E’ impossibile, naturalmente. Da una parte ci saranno i partiti socialista, liberale, repubblicano, etc, le cui ideologie saranno criticate dagli islamisti e dall’altra vi sara’ il partito di Dio, che non puo’ essere criticato, pena la morte. Una bella democrazia.
    Inoltre un punto chiave di laicita’ dovrebbe essere la proibizione per il clero di candidarsi alle elezioni. Cosi’ come in Italia le forze dell’ordine o i magistrati non possono candidarsi, dovrebbe valere (sia in Tunisia che in Italia) una netta separazione tra coloro che acquisiscono consenso attraverso la predicazione religiosa ed i rappresentanti dei partiti.
    Tutti ricordiamo la tragica vicenda delle elezioni Algerine del 1992, dove il FIS presento’ numerosi Imam candidati, che odiavano la Democrazia e volevano creare uno Stato teocratico, e che culmino’ in una sanguinosa guerra civile.
    Sarebbe come se in Italia ci fosse una competizione elettorale tra Bersani, Vendola, Berlusconi ed il Papa!

  • Paolo1984

    Signor Di Nunzio, quello che si vede nella foto non è un hijab, l’hijab copre il collo e i capelli lasciando scoperto il volto. Quello nella foto è un burka, un velo integrale.

  • alvise

    NOTIZIE dal mondo islamico
    Il 7 marzo scorso il governo del Bangladesh ha approvato la National Women Development Policy 2011, che promuove la parità femminile nel diritto alla proprietà, all’eredità e nel mondo del lavoro.
    A Dhaka, è scoppiato uno sciopero generale contro la nuova politica a favore delle donne. 120 gli arrestati. Il Comitato di applicazione della legge islamica ha organizzato la manifestazione per protestare contro la National Women Development Policy 2011, ritenuta contraria ai principi del Corano.
    La questione dell’eredità è ciò che scatena più proteste. Secondo il diritto di famiglia islamico, alle femmine spetta un quarto di quanto compete ai figli maschi. La norma, se approvata, stabilisce che tutti i figli devono ricevere la stessa parte di quello che il padre lascia in eredità: per i detrattori della Nwdp, una violazione assoluta del Corano e un’ingiustizia nei confronti dell’uomo.

    VIVA IL MULTICULTURALISMO IN ITALIA !

  • giuliana

    per la verità non è un burqa perché ha una rete sugli occhi, potrebbe essere un niqab che però in genere lascia almeno una fessura all’altezza degli occhi..
    giuliana

  • Ahmed

    Concordo pienamente con quello che scrive Lina.
    Tutta la struttura etica dell’ideologia islamica si basa su un principio di base: da una parte i musulmani maschi, dall’altra il resto del mondo, con una gradazione di livelli di inferiorita’ dalle donne islamiche, ai maschi non-islamici alle donne non-islamiche (e ulteriori categorie di razzismo religioso contro i c.d. politesti, gli atei, gli omosessuali, etc.). Quando ci rifilano le fandonie sulla uguaglianza sotto l’ideologia islamica, sulla solidarieta’, sulla liberalita’, parlano sempre e solamente dei maschi musulmani (ca. 700 mln.). Tutte le altre persone del mondo (6,3 mld.) sono considerate inferiori.
    Le charity islamiche aiutano SOLO altri islamici e, massimamente, piu’ che aiutarli contribuiscono alla loro schiavizzazione ideologica. Ricordo in Kosovo o in Afghanistan o in Indonesia dove vi erano centinaia di NGO che ricostruivano scuole, ospedali, strade, fognature, case, etc. e le charity islamiche che costruivano SOLO moschee e centri (mi vien da ridere) “culturali” islamici.

  • Valter Di Nunzio

    @lina. La zakat è effettivamente corrispondente all’obbligo della carità per i cristiani. E’ naturale che per tradizione venga data alle moschee esattamente come l’obolo dei cristiani sia dato alle Chiese: va utilizzata per gli “orfani, le vedove, le persone gravate dai debiti, riscattare gli schiavi, per coloro che combattono sul sentiero di Allah….” (ho usato le parole del Corano). Quindi nessuna discriminazione. La carità è una delle cose che ci rende diversi ma simili.
    @alvise conosco la vicenda del Bangladesh alla quale si riferisce e effettivamente la questione dell’eredità ha sempre posto problemi di coscienza ai musulmani. Ci sono dispute anche fra i giuristi islamici. So che se le citassi opinioni diverse però mi direbbe che non sono autorevoli.
    @ tutti. Spero che siate d’accordo sul fatto che una democrazia non possa coartare i diritti della grande maggioranza della popolazione come purtroppo è successo in tempi recenti in Algeria, Turchia e Palestina con un appoggio, quasi unanime, dell’opinione pubblica occidentale a dei veri colpi di stato “laici”. Magari Ahmed è soddisfatto di ciò che è successo in Algeria, mentre sarei lieto di conoscere l’opinione degli altri.

  • http://www.leconchiglie.altervista.org Bernardo Severgnini

    sarò utopico, ma penso che il modo migliore per sbarazzarsi della religione sia proporre qualcosa di alternativo. Ma questo non basta: occorre anche che a queste alternative venga concesso lo spazio mediatico che meritano. Mi riferisco, ad esempio, alla manifestazione laicista di tunisi, seguita all’assassinio di un prete polacco (per altro, per motivi privati). Certo, per noi europei fa molto scalpore, fa notizia, la manifestazione islamista. Ma vi assicuro che qui a Tunisi (da dove scrivo) l’evento non è che abbia sconvolto la città…
    Lasciamo che la paura ceda il posto all’ottimismo. il fondamentalismo va superato, più che soppresso.

  • athesius

    Purtroppo siamo tutti condizionati dalla deriva islamista della rivoluzione iraniana ma come non pensare che tutti gli attuali sommovimenti del mondo arabo (sacrosanti!)abbiano finora portato alla caduta solamente di Ben Alì e Mubarak,entrambi filo-occidentali e unici amici di Israele nella regione.Come non notare che in Libia Gheddafi è ancora al potere,in Siria Assad non mi sembra particolarmente indebolito,nello Yemen ed in Bahrein la situazione si mantiene confusa con forte influenza iraniana.Spero di sbagliarmi ma vivo in Cina e le reazioni del governo cinese (paura di contagio ma anche soddisfazione per l’evidente indebolimento americano nella regione,l’Europa viene quì poco considerata)mi sembrano nell’ottica di un forte auspicio ad una islamizzazione della regione che porterebbe ad un importante obiettivo della seconda potenza mondiale:il raggiungimento delle tanto agognate risorse energetiche.

  • giuliana

    a valter ho scritto ripetutamente su quanto successo in Algeria e sono contenta che si sia scelto il “male minore” che tanto minore non è stato visto il numero delle vittime ma almeno l’algeria non è diventata un nuovo iran
    giuliana

  • giuliana

    alcune di noi, che eravamo in tunisia e c’erano anche tunisine, ci siamo spaventate perché erano le stesse immagini dell’algeria nel 1989
    giuliana

  • carlo

    Potete sognare tutti i mondi possibili e democratici, la realtà è che l’ascesa dei partiti islamici spinge i cristiani a fuggire dall’Egitto. Dopo la caduta di Mubarak oltre 70 persone a settimana chiedono informazioni per lasciare il Paese.
    Sono costretti a emigrare a causa della violenza e della pericolosità di movimenti e partiti estremisti islamici che ora premono per l’applicazione della sharia in tutto il Paese.
    Stanno prendendo piede anche gruppi più radicali tra cui l’ Islamic Jihad Movement e i salafiti, che si fanno “giustizia” da soli. E’ dei giorni scorsi il tentativo di lapidazione per strada di una giovane donna, denunciato dalla stessa polizia egiziana.
    Di Nunzio può dire quello che vuole, ma che la violenza sia una parte non cancellabile dell’islam è una notizia che si ripete.

  • Paolo1984

    X Valter Di Nunzio
    io penso che i risultati elettorali vadano sempre rispettati, se in Algeria e in Palestina la gente ha votato in maggioranza per un partito fondamentalista allora i fondamentalisti hanno il diritto-dovere di governare..la questione delle democrazie però è che il politico quando va al governo deve rispettare e tutelare anche i diritti di chi non l’ha votato, e mai avrebbe voluto vederlo al potere: Ben Alì e Mubarak non rispettavano tali diritti (Mubarak una certa libertà di azione ai Fratelli Musulmani l’ha data mentre ha represso ogni opposizione laica)…tantomeno credo li rispetteranno gente che crede di “avere Dio dalla sua parte”.
    Il problema dei partiti islamisti è lo stesso dei partiti neofascisti in Europa: è giusto permettere a persone che disprezzano la democrazia e vogliono abbatterla di prendere parte ad una competizione democratica? (mentre i socialisti laici la democrazia vogliono inverarla, renderla sostanziale e non mi tiri fuori i satrapi Mubarak e Ben alì, quello non è socialismo)..certo se permetti a uno che odia la democrazia di competere alle elezioni e quello vince..poi devi farlo governare, purtroppo.

  • alberto

    Concordo con Ahmed su tutto.
    E aggiungo che la democrazia che tanto viene invocata (a mio giudizio a sproposito) per i paesi a maggioranza islamica non è un valore in sè, ma solo se ed in quanto assicura a tutti la libertà e la possibilità di esprimere le proprie idee. Se nei paesi a maggioranza islamica venisse “democraticamente” eletto un governo islamico, quei paesi metterebbero la parola fine alla stessa democrazia, perché l’islamismo altro non è che una teocrazia, ovvero una dittatura religiosa (vedasi Iran). E ricordiamoci anche che Hitler andò al potere eletto democraticamente.

  • alberto

    Avete cancellato il mio commento senza alcun motivo: ecco la democrazia vetero-comunista. Vi dico solo una cosa: vergognatevi! Meritate di scomparire.

  • lina

    Dopo quanto è accaduto a Vittorio Arrigoni, di cosa vogliamo ancora discutere nei blog ?
    L’islam è un altro mondo e segue ragioni e scopi che appartengono a lui.
    E non a noi !

    E non ditemi che quel gruppo salafita è minoritario e non rappresentativo.
    Perchè allora andrebbe combattuto con determinazione, poichè danneggia alla grande la causa palestinese. (Quale spot migliore e gratuito per Israele, che dimostra l’inaffidabilità della controparte)
    Del resto se la stessa Hamas, con i suoi mezzi e drastici sistemi non riesce a controllare la situazione a casa sua…..come potremmo affrontarlo noi, se un gruppo salafita volesse fare del male nel nostro Paese ?

  • Valter Di Nunzio

    @giuliana La ringrazio per la franchezza e anche per l’ammissione implicita dei massacri perpetrati dai militari algerini, illegittimamente al potere, contro coloro cher avevano vinto delle elezioni regolari.
    Con altrettanta franchezza è fuori discussione che la tendenza qaedista, salafita o più semplicemente oscurantista è tragicamente presente all’interno dell’islamismo, come dimostra il raccapricciante episodio di Gaza. Queste tendenze si alimentano di simboli offesi, di bandiere da riprendere nella polvere, di tradizione (riscritta e forzata) perchè l’essenza del comunitarismo islamico è totalmente lontana da loro, anche se possono affascinare qualche ragazzino con la loro durezza e la loro (apparente) intransigenza. Però, con altrettanta evidenza NON E’ LA MAGGIORANZA. E quando dico maggioranza, non mi riferisco alla immaginaria contrapposizione moderati/integralisti ma proprio alla maggioranza, sunnita e scita, praticante e islamista, che caratterizza quei Paesi, che oggi attraverso le sue espressioni politiche esprime una ipotesi democratica CHE NULLA HA A CHE FARE con le tendenze regressive che ho detto. Se però l’Occidente continua a contrapporsi a tutto tondo all’Islam, come fa dai tempi della rivoluzione khomeinista, dimostra scarsa saggezza e poca comprensione di risultati che sono finora deludenti.

  • giuliana

    alla vigilia delle elezioni del 1991 in algeria avevo intervistato il leader del Fronte islamico di salvezza Madani al quale avevo chiesto: molti algerini temono che se vincerete le elezioni non ce ne saranno altre, cosa risponde? “Sarà Allah a decidere”, mi aveva risposto!
    giuliana

  • giuliana

    a alberto: se c’è qualcuno che si deve vergognare è lei. non io. e la prego di non scrivere più sul mio blog visto che merito di scomparire.
    giuliana

  • Ahmed

    La Democrazia e’ un sistema di governo. E’ piu’ “forma” che contenuto. I contenuti dovrebbero essere liberamente inseriti dal popolo, dando mandato ai rappresentanti politici.
    Ma uno dei fattori fondamentali e’ quello temporale: qualunque forza politica vada al governo deve mantenere la libera informazione/critica e permettere nuove elezioni. Anche Hitler arrivo’ al potere attraverso libere elezioni, poi uccise la democrazia.
    Ma la “forma” democratica e’ debole e deve essere difesa da poteri terzi. In Italia, ad esempio, la Costituzione prevede un bilanciamento dei poteri tra Esecutivo, Presidente della Repubblica, Magistratura, Esercito (Carabinieri), etc.
    In caso di tentativo di golpe da parte di un esecutivo, e’ pefettamente legittimo (anzi auspicabile) che gli altri poteri prendano le necessarie misure per ripristinare le condizioni Democratiche. Chi vince non prende tutto, non puo’ cambiare le regole.
    In Algeria vi era stata una forma di Stato autoritario statalista per 30 anni, quando si decise di svoltare verso una forma democratica. L’unico potere alternativo a quello dei militari era stata la rete di moschee, sotto la cui ombra era cresciuto il dissenso. Ogni altra forma laica di opposizione era stata massacrata.
    La Democrazia ha bisogno di un’informazione libera, durante un lungo periodo di tempo. E’ molto difficile passare da una dittatura che non permette alcuna informazione libera ad una Democrazia in cui il nucleo fondante il giudizio degli elettori e’ basato sulla libera informazione.
    E’ per questo che le situazioni in Tunisia o Egitto sono preoccupanti, perche’ le forze laiche sono germogli fragili, schiacciati tra regime militare e Muslim Brotherhood. E’ per questo che il MB ha fretta: se si va velocemente alle elezioni, il popolo non avra’ tempo per informarsi sui partiti laici e comprendere la bonta’ delle loro ragioni, cosi’ il MB fara’ incetta di voti.
    Inoltre, in Algeria, il programma di conquistare il potere attraverso mezzi democratici per poi uccidere la Democrazia stessa era stato addirittura teorizzato dal vice-presidente del FIS, Ali Belhadj (un imam! Come se fare partecipare alle elezioni il clero fosse una cosa normale!): “La Democrazia non ha alcun senso, perche’ la sola fonte di potere e’ Allah, attraverso il Quran, e non il popolo. Se il popolo vota contro la legge di Allah, questa e’ semplicemente blasfemia. In questo caso, e’ necessario uccidere i mis-credenti per la buona ragione che si vorrebbero sostituire all’autorita’ di Allah”. Questo era il FIS.

  • alvise

    Il sig. Di nunzio può affermare quello che vuole.
    I fatti che accadono in Nord Africa e MedioOriente parlano un’altra lingua.

    Dopo la caduta di Mubarak oltre 70 persone, di religione cristiana, alla settimana chiedono informazioni per lasciare il Paese.
    Lo afferma il capo ufficio stampa della Chiesa cattolica egiziana, il quale sottolinea la pericolosità dei movimenti e partiti estremisti islamici che premono per l’applicazione della sharia in tutto il Paese.
    Piccoli gruppi, non molto diversi da quelli che hanno agito a Gaza contro Arrigoni, riescono a far sentire e imporre la loro voce.
    I seguaci di questi movimenti applicano la sharia per conto loro. La stessa polizia ha reso noto il tentativo di lapidazione per strada contro una giovane donna, accusata di essere un’adultera.

    Anche nell’esercito egiziano, che dovrebbe essere super-partes, le cose non sono pacifiche.
    Molti sono gli ufficiali che utilizzano la religione per farsi obbedire dai sottoposti.

    Forse il giorno in cui il sig. Di Nunzio ci dimostrerà che nel mondo islamico, a cominciare da lui, è una pratica diffusa ed accettata la distinzione tra Stato e Fede, allora i suoi ragionamenti cominceranno ad essere credibili.

  • nadia agustoni

    Di fronte al livello di integralismo politico e religioso di molte donne, non solo in paesi islamici ma ovunque nel mondo, quello che mi sorprende è la mia/nostra incapacità di risposta. Chiedere ragione delle ragazze uccise nelle prigioni iraniane, delle lapidate, delle ragazze che emigrano per abortire sembra diventata un’impresa titanica. La cosa più amara è che i fondamentalismi sono usati al fine di avere un pò di potere da parte di alcune e infine sono subiti dalle altre. Assistiamo allo strapotere di destre diverse ma letali: come non ci fossero altre strade tra velate e veline, come se il corpo fosse un campo di battaglia per una guerra che vede bambine asfissiate col gas nelle scuole, bambine che non nascono perchè bambine, ragazze vendute o indotte a vendersi con plauso genitoriale perchè quel che conta è piacere e obbedire.
    Quello che non è mai in questione è però il privilegio del sesso vincente, e questo ovunque, anche se mi dicono che quando il potere sfigura è quando è alle corde.
    Un saluto Giuliana.