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Islamismo

Tunisia, ingenuità o strumentalizzazione?

La voce si diffonde rapidamente: le donne tunisine di tutte le tendenze politiche si incontrano martedì alle 17 al centro culturale di al Manzah 6 a Tunisi. La tensione è alta dopo la vittoria di En-nahda anche se le rappresentanti delle varie associazioni femministe o anche dei partiti democratici ostentano sicurezza e dicono di voler mettere gli islamisti alla prova delle loro promesse di rispettare i diritti acquisiti dalle donne tunisine.

Non sono ancora le 17 quando la sala è già strapiena, donne di tutte le età si scambiano opinioni, timori e speranze. In sala viene distribuito un appello a difendere i diritti acquisiti dalle donne tunisine nella prossima costituzione.  Non c’è firma e le donne che leggono l’appello dal palco si definiscono apolitche e senza ideologie, “anche se non siamo contro i partiti, En-nahda compresa”. Le donne presenti – i maschi, pochi,  vengono allontanati dalla sala – cominciano a chiedere alle organizzatrici dell’incontro chi sono, ma non ottengono una risposta convincente. Com’è nata l’iniziativa? Durante un pranzo tra undici donne.  Con che soldi hanno organizzato l’incontro? “Ci siamo autotassate”. Che intendono fare? “Incontrare il capo del governo Beji Caid Essebsi e i leader di tutti i partiti. Gli incontri sono già fissati, il primo è con il premier  domani alle 13 (mercoledì 2 novembre), sono a disposizione bus e la sicurezza è garantita”.

Queste donne “sconosciute” chiedono alle presenti di rappresentarle in questi incontro e di sostenerle.  Ma le numerose domande che vengono urlate nella sala restano senza risposta  e così le donne cominciano a lasciare la sala,  fuori altrettante donne non sono riuscite nemmeno ad entrare.

Le donne del palco ottengono pochi consensi e suscitano molte perplessità e sospetti. Possibile che siano delle ingenue che vogliono difendere i diritti acquisiti e chiedono il sostegno a quelle donne che invece da tempo chiedono la parità? La maggior parte delle presenti si convince che si tratta di una strumentalizzazione, ma di chi?

Il momento che sta vivendo la Tunisia è estremamente delicato e le strumentalizzazioni sono all’ordine del giorno, come scoprire chi c’è dietro ad ogni inziativa o alle informazioni è un compito arduo,  ma necessario.

  • enrico

    Gentile Giuliana,

    qui in TUnisia ci sono dei parametri ben precisi che consentono di valutare certi avvenimenti, uno di questi e’ il luogo dove avvengono.

    El Menzah 6 a Tunisi e’ come di i Parioli a Roma, o Piazza San Babila a Milano, e’ il quartiere della borghesia commerciale e industriale.

    Le signore dei quartieri alti ovviamente sono ben determinata a difendere i diritti che hanno acquisito, peraltro neppure ne avrebbero bisogno, parliamo di uno strato sociale che, a mali estremi, puoi permettersi 4 mesi all’anno di vacanza a Parigi.

    pero’ basta andare fuori citta’ o scendere nei quartieri bassi, o nella banlieu sud, o a Soliman, dove lavoro io… li’ un’ampia maggioranza delle donne considera queste “femministe” solo delle sgualdrine ricche, le madri si preoccupano molto della verginita’ delle figlie, e sperano solo in un marito proprietario di un mezz’ettaro di terra.

    questa mentalita’ non impedisce pero’ chele famiglie tunisine siano rigorosamente matriarcali, che i matrimoni li combinino le madri e che sostanzialmente siano le donne le depositarie della democrazia:

    in sostanza Ennadha e Gannouchi non potranno mai fare nulla che le donne tunisine non vogliano.

    io ho visto sul Cap Bon decuplicarsi i veli sul capo delle donne, e non ne ho incontrata nessuna che non lo abbia voluto, piuttosto ho incontrato mariti parecchio infastiditi dalle mogli che gli impediscono la birretta settimanale.

    cosrdialmente da Tunisi.

    Enrico

  • giuliana

    @enrico se ha problemi con le donne è una questione di genere e non di classe sociale
    giuliana