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Islamismo

Tunisia, barbuti contro film “ateo”

I barbuti che si vedono nel film di Nadia el Fani  “Né Allah né padrone” sono senza dubbio meno aggressivi di quelli che domenica sera hanno assalito gli spettatori che assistevano alla proiezione della pellicola a Tunisi. Le vetrate del CinemAfricArt sulla centrale avenue Bourghiba sono state frantumate per dare la possibilità ad un centinaio di barbuti di fare irruzione nel cinema per interrompere la proiezione al grido di «La Tunisia è uno stato islamico» e «il popolo vuole criminalizzare la laicità» . I primi ad essere colpiti sono stati il proprietario della sala, il cui viso è stato cosparso del contenuto di un lacrimogeno, i due operatori e i registi presenti. Poi tutti gli spettatori sono stati minacciati di morte e quando hanno cercato di fuggire si sono trovati intrappolati: gli islamisti avevano chiuso le porte. E la polizia è intervenuta solo un’ora dopo. Nonostante la zona sia sempre presidiata dalle forze dell’ordine.

La rassegna cinematografica “Giù le mani dalla mia creatività” doveva servire a denunciare le aggressioni subite negli ultimi tempi dagli artisti tunisini. Particolarmente nel mirino – ma domenica non era presente – proprio Nadia el Fani, regista del film sulla laicità in Tunisia, oltre che di un documentario trasmesso dalla televisione. I  barbuti avevano già reagito con un post su Facebook che invitava a coprire Nadia con «dieci milioni di sputi».  «E’ contro la democrazia, proprio quella democrazia per cui ci siamo battuti il 14 gennaio», è la reazione dell’ong Tunisie Tolérence.

Già, la democrazia che si scontra con la teocrazia propugnata dai barbuti quando inneggiano allo stato islamico. E’ questa la sfida cui si trovano di fronte i democratici tunisini: garantire la democrazia anche a coloro che la negano oppure individuare delle regole che impediscano loro di nuocere? Il movimento islamista più radicale e violento, Tahrir, non è stato legalizzato ma questo non impedisce che il venerdì possa manifestare in avenue Bourghiba e fin davanti al parlamento con alla testa barbuti  con djellaba urlanti e donne con il niqab – velo integrale – che hanno chiesto di poter avere documenti con le foto con il velo e l’hanno anche ottenuto. Immagini che ricordano l’Algeria del 1989.

Anche Ennahda, il movimento islamista di Rachid Ghannouchi, considerato «moderato»  per il linguaggio pragmatico usato nelle sedi ufficiali, comincia a ribellarsi ai compromessi inevitabili in un difficile processo di democratizzazione.  Ennahda si è ritirata definitivamente (per ora) dalla commissione per le riforme perché non riconosce la legittimità dell’organismo che non afferma il principio del consenso. Si tratta del Comitato per il raggiungimento degli obiettivi della rivoluzione formato all’indomani della fuga di Ben Ali. Una prima protesta Ennahda l’aveva fatta per il rinvio delle elezioni, che avrebbero dovuto svolgersi il 24 luglio e invece si terranno il 23 ottobre. Inoltre Ennahda è contraria a una legge che regoli il finanziamento dei partiti: teme vengano bloccate le ingenti risorse che arrivano agli islamisti dall’Arabia saudita.

  • Valter Di Nunzio

    Premetto che non so nulla del contenuto di questo film. Credo tuttavia che i miei fratelli musulmani debbano accettare con maggiore tranquillità che esistano persone che non credono in Dio e che odiano chi è musulmano. Il Corano in una celebre sura ci raccomanda “lakum dinukum li-ad-din” (a loro la loro religione, a te la tua).
    A rischio di sembrare un “integralista”, tuttavia testimonio tutto il mio dissenso dai personaggi, che rappresenterebbero la “primavera araba” e che popolano i media occidentali. Molti mi sembrano come delle scimmiette ammaestrate in cerca di collocazione nel sistema dello spettacolo/informazione dell’Occidente mentre altri, più laicamente, li vedo come degli entusiasti supporters dei beni di consumo, leciti e meno. In ogni caso sembrano troppo lontani dal milieau dei loro Paesi per essere rappresentativi molto più che di se stessi.

  • alvise

    E dov’è la notizia , gentile sig.ra Giuliana ?
    Sarebbe stato strano il contrario, ovvero che i fondamentalisti fossero rimasti immobili in questa fase di transizione !
    Mi chiedo e le chiedo cosa direbbe e cosa farebbe lei, se a Tunisi si instaurasse un regime come quello di un FIS “tunisino”.

  • Paolo1984

    Ora e sempre contro l’oscurantismo religioso e per la libertà di espressione. Grazie, Giuliana

  • giuliana

    cara valter come fa lei convertito a disprezzare chi rivendica la propria libertà contro la corruzione e la dittatura? Lei non è solo integralista ma razzista
    giuliana

  • giuliana

    Noi potremmo far ben poco e purtroppo sarebbero loro a pagarne le conseguenze
    giuliana

  • lina

    @ W. Di Nunzio
    non si preoccupi, lei non corre nessun rischio per le sue idee, quando le professa nel nostro Paese.
    Sono gli arabi cristiani che rischiano la vita e la famiglia, quando manifestano le loro in quelli a prevalenza islamica.

    Quando lei e quelli come lei , che vivono in Italia, scenderanno in piazza per manifestare contro l’estremismo ,che anche lei mi pare condanni a parole, allora la sua posizione sarà più credibile.

  • Paolo1984

    Caro Valter, io non sono credente, ma non odio chi è musulmano o comunque credente in una determinata religione, ma odio la censura e, da cinefilo, odio chi vuole impedire agli spettatori di un cinema di vedere un film..qualsiasi film.

  • Valter Di Nunzio

    cara giuliana, francamente non riesco a capire dove veda il razzismo e/o l’integralismo. Come ho già detto penso che sono i miei fratelli che debbano abituarsi anche all’idea che esista chi ci odia, evitando forme di manifestazione del dissenso assolutamente controproducenti per loro. A loro parziale scusante credo di poter dire che probabilmente hanno avuto poche chances di abituarsi a una società pluralista. Infatti sotto Burghiba e Ben Ali mentre la sig.ra Al Fani (della quale non so assolutamente nulla) era libera di fare ciò che voleva, i “barbuti” finivano invece in galera, torturati, uccisi o esiliati. Hanno bisogno di un pò di tempo e spero che lo utilizzino bene, ischallah.
    Per quanto riguarda l’altra osservazione, che credo sia quella incriminata, non c’entra moltissimo con i fatti di Tunisi ma la confermo: credo che spesso i tanti sedicenti portavoce delle “primavere” che popolano i media occidentali, ivi compresi quelli che nei social network inventano di sana pianta una omosessuale siriana oppressa, siano alla ricerca del successo nel sistema dell’informazione/spettacolo più che puntare alle coscienze dei propri concittadini. E’ evidente che in quel settore si è meglio accettati se si segue il maistream liberista e magari non si rischia di essere considerati razzisti. Per parte mia ho ben presente invece il razzismo vero e autentico di registi alla Theo Van Gogh e il servilismo da “negro da cortile” (cito il Malcom X di Spike Lee) di giornalisti come Magdi Allam. Da persone serie e coraggiose come lei invece mi aspetto che rispettino chi non la pensa come loro.

  • giuliana

    valter, io rispetto le diverse opinioni, ma siccome ho vissuto dall’interno la rivoluzione tunisina con tutti i problemi e ostacoli, trovo le sue osservazioni su chi ha lottato anche a prezzo della vita per la propria libertà e dignità insultanti. forse ignora che i maggliori sostenitori del liberismo economico sono proprio gli islamisti
    giuliana

  • nadia agustoni

    “forse ignora che i maggliori sostenitori del liberismo economico sono proprio gli islamisti”

    Non molli Giuliana,con stima.

  • Valter Di Nunzio

    @lina Potrei raccontarle parecchie cose strane che accadono a dei musulmani nei Paesi democratici e un certo numero di processi imbastiti sul nulla e finiti nel nulla anche in Italia. Tuttavia preferisco confermarle che, se è vero che qualche isolato e locale caso di intolleranza verso i cristiani avviene nei Paesi musulmani, questo è nel conto dell’ignoranza e della regressione di settori della popolazione islamica. Nella storia invece l’Islam ha insegnato la tolleranza all’Occidente cristiano, che a sua volta l’ha assorbita solo quando la religione cristiana ha smesso di essere politicamente influente. Con la stessa tranquillità dico a lei e @paolo che preferisco chi costruisce un cinema a chi lo distrugge. Vi traduco per intero,dal Corano, la Sura Al kafirun che recito numerose volte al giorno nelle preghiere (e come me chissà quanti centinaia di milioni di musulmani)

    Di a coloro che non credono:
    “A ciò a cui vi sottomettete
    io non mi sottometto
    ciò che voi servite
    io non servo”
    A loro il loro credo a te il tuo.

    Con queste semplici parole, Allah (Gloria all’Altissimo) ha prescritto ai muslimin la saldezza della propria fede e il rispetto degli altri

  • Paolo1984

    Signor Di Nunzio, Theo Van Gogh è stato ucciso solo perchè il suo film non piaceva agli islamisti.
    Uccidere o minacciare di morte una persona solo perchè i suoi film o libri o vignette ti “offendono” non è una “manifestazione di dissenso controproducente”, è un crimine.
    il cinema, la letteratura, il fumetto, l’arte hanno il diritto di offendere, tu puoi dire che quell’opera ti fa schifo ma non puoi proibirla o peggio fare del male al suo autore. O si accetta questo o la libertà di espressione sparisce.
    le differenze tra me e i credenti più fanatici stanno in questo: io considero la libertà di espressione artistica (come la libertà sessuale tra adulti consenzienti) un bene in sè, i credenti fanatici invece no.

  • Vale Trotter

    Gentile Valter, poiché scrive di non conoscere né il contenuto del film né la storia personale di Nadia El Fani, perché non si esime dall’esprimere giudizi inopportuni! Si sbaglia di grosso, infatti, quando dice che ”sotto Burghiba e Ben Ali mentre la sig.ra Al Fani era libera di fare ciò che voleva, i “barbuti” finivano invece in galera, torturati, uccisi o esiliati”. Lei parla di una Tunisia ‘presunta’ libera, dove l’unica voce ad esser ‘punita’ era quella dei ‘barbuti’. Evidentemente non conosce l’orrida censura che ha colpito con incarcerazioni, torture e altro, tutti i dissidenti del regime (prima quello di Bourguiba, e ancor più quello di Ben Alì). Giornalisti e artisti come Nadia El Fani sono stati impossibilitati ad esprimersi, in quanto contrari al sistema dittatoriale.
    E poi, sebbene io ripugni la tortura e la pena di morte contro chiunque, vogliamo mettere sullo stesso piano chi cerca di rendere la società civile più cosciente attraverso la propria arte (cinema, teatro, letteratura etc…) e chi fa propaganda di dettami religiosi oppressivi? Ci rifletta, almeno.

  • giuliana

    a valter peccato che islam voglia dire sottomissione. qui non si tratta di islam, non voglio affrontare questioni religiose ma l’uso della religione a fine politico e questo lo fanno tutti i religiosi e gli islamisti in prima linea
    giuliana

  • lina

    a W. Di Nunzio
    riparto dalle sue parole :” ….preferisco confermarle che, se è vero qualche isolato e locale caso di intolleranza verso i cristiani avviene nei Paesi musulmani” …..

    Per replica le riporto qui di seguito qualche notizia degli ultimi giorni da paesi a prevalenza musulmana, la quale evidenza a mio modesto avviso una costante malafede nelle posizioni da lei assunte in molti suoi interventi ai blog del Manifesto.

    1/7 – Islamabad cancella il ministero per le Minoranze.
    Rischio impunità per l’omicidio Bhatti, il ministro cattolico per le Minoranze assassinato il 2 marzo 2011.
    Il governo ha disposto la cancellazione del ministero federale per le Minoranze, declassandolo al rango di dipartimento provinciale, in un Paese in cui i cristiani continuano a morire per abusi o vendette personali…. –

    27/6 – Alto Egitto, violenze contro i cristiani in aumento.
    Bruciate otto abitazioni
    Il caso è avvenuto lo scorso 25 giugno nel villaggio di Awlad Khalaf (Suhaj). Oltre 200 estremisti islamici hanno assaltato le abitazioni della locale comunità cristiana accusata di voler costruire una chiesa senza il permesso delle autorità. In aumento anche i casi di rapimento di giovani copte costrette a convertirsi all’islam. –

    25/6 – Centinaia di salafiti attaccano una chiesa copta nell’alto Egitto.
    Armati di bastoni, gli estremisti islamici hanno assediato per cinque ore la chiesa di San Giorgio a Bani Ahmed, nell’arcidiocesi di Minya, minacciando di uccidere il parroco. La chiesa era già stata attaccata lo scorso 23 marzo. A scatenare le violenze il tentativo di restauro dell’edificio. Secondo fonti locali gli estremisti si sono presentati davanti all’edificio armati di bastoni, intimando ai fedeli di consegnare il sacerdote, che stava celebrando la messa.

    18/6 – Pakistan, Dieci famiglie cristiane sono state costrette a fuggire da Chak nel distretto di Khanewal, per timore delle conseguenze di un’accusa di blasfemia. Un bambino cristiano di otto anni, Ihtesham, soprannominato “Sunny” si è recato a comprare del ghiaccio in un mercato, ed è stato circondato e infastidito dagli studenti di una madrasa, una scuola religiosa islamica. Gli hanno chiesto di recitare dei versi dal Corano, quelli che ogni musulmano recita, la cosiddetta “Kalma”, cioè la dichiarazione “non c’è Dio se non Allah…”. Gli hanno chiesto di rinnegare la sua religione e di convertirsi all’islam. Uno zio di Sunny, Dildar Masih, vedendo che suo nipote era in difficoltà, a causa degli studenti, è intervenuto. Sunny gli ha spiegato che lo stavano maltrattando perché rinnegasse la sua religione. Dildar ha affrontato i ragazzi, li ha rimproverati e ha detto a Sunny di andare a casa. I ragazzi hanno raccontato l’incidente ai religiosi della madrasa. Questi ultimi hanno annunciato che Dildar Masih aveva commesso blasfemia, prendendosi gioco dei versi coranici, e l’altoparlante della madrasa ha incitato tutti a punire il blasfemo, per stabilire un esempio. Una folla è accorsa dove Dildar stava lavorando e lo ha aggredito. Dopo l’incidente, dieci famiglie sono fuggite dal villaggio.

    E qui mi fermo.
    La prego però di non abusare del diritto di parola.
    La mancanza di verità stona e pregiudica anche i buoni musulmani.
    Le suggerisco di convertirsi davvero all’islam, affinchè abbia il coraggio di dire come stanno sul serio le cose !

  • bozo4

    Dobbiamo ridurre la immigrazione. E diversificarla : Africa e Medio Oriente sono importanti ma anche gli altri lo sono. In Europa abbiamo gia’ i nostri fanatici ci mancano solo quelli degli altri.

  • Valter Di Nunzio

    @ paolo. Caro Paolo, il livore anti-islamico di Theo Van Gogh è fuori discussione: inquadrare una sura del Corano sulla schiena di una povera ragazza stuprata dai parenti del marito, attribuendo così all’Islam la responsabilità di un abominio del genere dà semplicemente il voltastomaco. Tuttavia se fossi un hakim non avrei emesso una condanna a morte nemmeno per lui e ritengo che, anzi, la sua uccisione abbia fatto il gioco dei razzisti olandesi suoi amici.
    @ vale trotter. Possiamo cambiare il presente e il futuro ma non il passato. Il sig. Ben Ali era uno dei vice-presidenti dell’Internazionale Socialista e i partiti laici, compresi due partiti comunisti, erano rappresentati nel suo Parlamento-zombi. Invece Rachid Ghannouchi sarebbe finito in carcere appena avesse messo piede in Tunisia, pur essendo a capo di un movimento neppure esplicitamente politico. Per il resto, ripeto, non ho assolutamente nulla contro la sig.ra Al Fani: leggo che ha persino cambiato il titolo del suo film, dimostrando tolleranza e intelligenza anche verso i comportamenti sbagliati e controproducenti di una frangia (piccola) degli islamisti
    @ giuliana. Non finga di non sapere: noi “barbuti” (anche quando ci radiamo) siamo sottomessi a Dio (swt) ma a nessun uomo, fosse anche il Profeta (Su di lui la benedizione e la pace di Dio) e a nessun feticcio creato da uomini. Per di più i nostri fratelli della Tunisia sono così anti-democratici da protestare sopratutto contro i continui, laici, rinvii delle elezioni. Che c’entra con l’uso politico della religione?

  • Valter Di Nunzio

    @nadia agustoni e giuliana. Una piccola precisazione sul liberismo. L’islamismo è sicuramente contrario allo statalismo e per questo (oltre che per l’ateismo) ha sempre guardato con diffidenza e giustificata ostilità al socialismo reale, mentre è invece naturalmente “comunitarista” e promuove un esteso “terzo settore”, come lo chiamereste voi. Ma è ancora più ostile al capitalismo finanziario che agli occhi di un musulmano è un vero e proprio peccato, la riba (usura), mentre si considera halal (lecito) il guadagno che deriva dalla condivisione del rischio d’impresa. Questo atteggiamento ha brillantemente tenuto fuori la finanza islamica, per esempio, dall’ultimo supercrack planetario

  • Giacomo Fiaschi

    Cara Giuliana, che sia esistito e che esista tuttora un “uso della religione a fine politico” è un fatto evidente, così come è evidente il fatto che esista un uso a fine politico di diverse filosofie e diversi sistemi di pensiero e di opinione. Le religioni, a differenza della fede personale, sono un fenomeno di natura sostanzialmente sociale che si manifestano non solo nell’esercizio del culto, ma anche -e soprattutto- nel riconoscere l’esistenza di un ordine morale oggettivo in base al quale vengono definite le norme del vivere sociale.
    Credo che sia normale e del tutto legittimo che si possa, in democrazia, prendere parte alla vita politica associandosi in partito in nome di un pensiero condiviso, sia esso riferito ad un sistema di pensiero che a un altro.
    E’, semmai, deplorevole l’assenza di un dialogo permanente che permetta di costruire una base di valori morali -e quindi “politici”- condivisibili da non credenti e credenti appartenenti ad una e ad un’altra religione, o a nessuna. Da questo punto di vista mi par che esista solo un terreno di scontro, uno sgangheratissimo campo di battaglia all’interno del quale si combatte una guerra fra irriducibili integralisti dell’una e dell’altra fazione. Il risultato è sotto i nostri occhi.
    Da suo sincero estimatore, sarei lieto di leggere un suo articolo dal titolo “La maschera dell’antifondamentalismo islamico”, magari partendo proprio da quello del dittatore Zine El Abidine Ben Ali.
    Con molta simpatia,
    Giacomo.

  • giuliana

    valter è inutile che faccia il falso ingenuo
    giuliana

  • giuliana

    valter e che ne dice della corruzione delle istituzioni islamiche? E’ questo il terzo settore islamico?
    giuliana
    ps la pazienza ha un limite

  • giuliana

    grazie, anche per il suggerimento
    giuliana

  • lina

    a W. Di nunzio
    nel suo post (18)afferma che “l’islamismo è comunitarista e promuove il terzo settore”.
    La trovo una affermazione non confermata dai fatti.

    Tanto per citare una recente notizia da Abu Dhabi risulta che sia stato permesso alla Chiesa indiana di assistere a giovani e malati che lavorano in quel Paese, ma di farlo …..solo in India, non nella penisola arabica.

    Sostegno economico a 40 malati gravi, operazioni alla cataratta già pagate a 400 anziani, borse di studio a 40 studenti poveri: questo è il programma di beneficenza della Marthoma Church. Lanciato in occasione del 40mo anniversario della chiesa, il piano non può essere applicato negli Emirati Arabi, pena l’accusa di proselitismo.

    Quella che lei magnifica, caro sig. Di Nunzio, è dunque una carità PELOSA che funziona solo per chi è un suo correligionario.
    Sarebbe come se l’assistenza ospedaliera in Italia fosse riservata solo a chi è cattolico e può esibire un certificato del suo parroco.
    Vergogna !

  • Paolo1984

    “Tuttavia se fossi un hakim non avrei emesso una condanna a morte nemmeno per lui e ritengo che, anzi, la sua uccisione abbia fatto il gioco dei razzisti olandesi suoi amici.” Valter Di Nunzio

    Ammazzare un regista perchè il suo film anti-islamico ti ha dato il voltastomaco è sbagliato in sè e non solo perchè favorisce il razzismo. Se un ebreo fondamentalista offeso da The Passion avesse ammazzato Mel Gibson o m se avesse ammazzato un regista che ha diretto un film negazionista della Shoah, se un cristiano avesse ucciso Martin Scorsese per via dell’Ultima tentazione di Cristo..sarebbe stata una cosa sbagliata in sè e non solo perchè favorirebbe l’odio contro gli ebrei o i cristiani

  • Valter Di Nunzio

    @ lina. Il miglior esempio è sotto i suoi occhi: con poco più di un dollaro al giorno il popolo di Gaza resiste all’assedio sionista, grazie alle strutture comunitarie che lei disprezza, e Hamas, prima di essere un partito, era un’organizzazione di sostegno ai poveri e di promozione. Immagino che lei sia portata a considerare “pelosa” la carità degli altri e “depilata” la propria, ma Dio (subbhana wa t’ala) è un giudice migliore di lei e di me.
    Non era comunque mia intenzione minimizzare i casi di intolleranza verso i cristiani in alcuni Paesi musulmani. Ho detto solo che sono episodi locali, che vedono coinvolte minoranze sedicenti salafite, spesso esigue, esattamente come i i pazzi criminali dell’attentato di Marrakech, nel totale dissenso della stragrande maggioranza dei credenti. Però, mi creda, è un errore prospettico grave identificare il cristianesimo con la “religione dell’Occidente”

  • Valter Di Nunzio

    @ paolo. Est modus in rebus. Esprimersi senza offendere e insultare gli altri è un valore della convivenza, non della religione. E’ anche un esercizio non facile ma necessario, in ogni società. Lei può credere di vivere in una libertà metafisica ma senza la responsabilità verso gli altri essa è solo la servitù del male, il male.

  • danilo recchioni baiocchi

    E per fortuna che Di Nunzio è moderato, democratico, tollerante,!…
    Si limita a comprendere e giustificare i tagliagole, i persecutori, gli assassini,…
    Spero di non incontrare questi ultimi, che si definiscono musulmani un pochino più coerenti!
    Francamente non vedo nessun odio per i musulmani nel mondo. I cristiani sono tenuti ad amare tutti, anche i nemici, pur condannando i loro errori. Gli atei, poi, soprattutto una buona parte della sinistra europea, dimostrano chiaramente di comprendere molto più facilmente le ragioni di coloro che vogliono imporre la sharia qui da noi che quelle dei missionari che partono da qui per andare nel mondo a creare ospedali e scuole, magari facendosi ammazzare perdonando coloro che li uccidono.
    E’ che qualche volta i musulmani (ulema, imam, ayatollah, etc.) con le loro dichiarazioni di odio verso l’Occidente, Israele, gli omosessuali, la giustificazione di ogni forma di sottomissione femminile e di ogni forma di violenza in generale in nome di Allah, possono rendersi un tantinello antipatici, o quanto meno inquietanti, no?

  • Valter Di Nunzio

    @ paolo. Sfidando la pazienza della nostra ospite mi permetto di sottoporti una considerazione aggiuntiva sulla libertà di espressione. Facciamo il caso che un film o di un programma televisivo non parli di Dio o della religione, cose del tutto ininfluenti nella nostra società secolarizzata, ma parli di una qualunque multinazionale, ledendone gli interessi e l’immagine, senza fornire prove inoppugnabili di verità delle fonti, confermabili in Tribunale, che fine farebbe la sua metafisica libertà artistica? Solo per curiosità vorrei chiederle se lei è mai riuscito a vedere in una sala cinematografica italiana un il film “Il leone del Deserto” che racconta la storia di un grande mujahid, Umar Al-Muqtar. Le voglio anche raccontare il caso di un film eponimo, “Anni di piombo”, di M. Von Trotta. Sa quanto tempo è stato in programmazione quando è uscito nella mia città : 24 ore! Esiste, senza dubbio, la piccola violenza dei miei fratelli “barbuti” ma esiste la grande violenza delle vostre democrazie. Il problema è che ormai quest’ultima vi passa sulla testa e và perduta, come lacrime nella pioggia.

  • giuliana

    a valter, hamas ha perso molto di quella missione caritatevole che ha avuto in passato e ora è contestato per la sua intolleranza non solo verso i cristiani ma anche verso i musulmani che la pensano diversamente.
    giuliana

  • giuliana

    a valter per fortuna dopo decenni siamo riusciti finalmente a vedere il leone del deserto in tv, io anni di piombo l’ho visto al cinema, certo non è un film che è stato sponsorizzato ma molto bello, purtroppo questa è la sorte che tocca a film belli ma che scavano nella realtà in cui viviamo o nella memoria più o meno recente
    giuliana

  • lina

    @W. Di Nunzio
    nel mio post 23 io ho citato un caso che riguarda Stati (Emirati Arabi) e non una minoranza. Lei tende spesso a equivocare. So che per un musulmano ciò è considerato lecito quando si rivolge ad un infedele.
    Ad una infedele poi…non ne parliamo !

    Non mi stupisce quindi la sua malafede.
    Io parlo di Emirati A. e le mi risponde con Gaza. E’ il suo modo retorico per evitare una riposta seria.

    Comunque, a dimostrazione che le violenze sui cristiani del Medioriente non sono solo da parte di gruppi minoritari, come lei sostiene , la informo che fino a pochi giorni fa in Egitto esiteva una norma che costringeva i cristiani “convertiti” per errore all’islam ad avere sui propri documenti la dicitura “ex musulmano” , scritta fra parentesi accanto alla religione di appartenenza.
    A tutt’oggi, in molti uffici dell’anagrafe egiziana, i neonati e chi deve cambiare i documenti sono registrati come musulmani.
    Spesso i funzionari si rifiutano di correggere e invitano i cristiani a non cambiare status perché “essere musulmano è un vantaggio”. Secondo alcuni studiosi cristiani ciò dimostra la volontà di alcuni uffici amministrativi – ovvero dello Stato – di approfittare della loro posizione per “islamizzare” i cristiani.
    Organizzazioni musulmane rivendicano la “conversione” all’islam di almeno 10mila cristiani ogni anno.

  • Paolo1984

    Signor Di Nunzio, sono un amante del cinema e conosco i film che ha citato: le ha già risposto Giuliana (il leone del deserto è stato trasmesso su SKY l’11 giugno 2009), io mi limito a farle presente che Moustapha Akkad (regista de Il leone del deserto) non è stato ucciso da un nazionalista fascista italiano, è morto in Giordania assieme alla figlia in un attentato di Al Qaeda, nemmeno la Von Trotta, che io sappia, è stata uccisa per il suo film. La censura in qualunque forma è sbagliata, resta il fatto che se io faccio un film dove senza prove accuso una multinazionale rischio una querela, non di finire accoltellato..ma poi mi scusi, siccome ci sono forme di censura anche in Italia questo renderebbe meno grave ammazzare un regista “colpevole” di aver fatto un film sgradito?? Davvero, io non la capisco.

  • https://sites.google.com/site/cerquinigiuseppe/home cerquini

    Il senso della vita.

    Pochi fortunati esseri umani possono dare un senso alla vita. La stragrande maggioranza, invece, non ha la possibilità o la voglia di pensarci perché colpita da innumerevoli sofferenze, causate dalla natura o dagli uomini stessi.

    Molto frequentemente la sofferenza colpisce anche quei pochi che un senso alla vita l’avevano dato.

    La SOFFERENZA è quella che imperversa su tutto!

    Viene spontanea questa considerazione:

    La divina commedia

    Immaginare, ipotizzare, pensare, credere, che possa esistere un essere tanto malefico, malvagio, tragico, che, oltre a tutte le altre malefatte ( infinite sofferenze per gli esseri viventi, umani ed animali ) abbia creato anche la tortura eterna, è una idiozia colossale.
    Dante che l’ ha scritta e Benigni che la decanta, sono due inconsapevoli terroristi idioti. ( iddioti e credini, detto alla maniera di Odifreddi )
    Purtroppo anche alcune persone geniali, essendo inculcati di religione sin dall’infanzia, non si rendono conto delle stupidaggini che gli hanno propinato.
    La scuola deve essere assolutamente liberata da insegnamenti religiosi. Ai nostri figli si deve insegnare l’ uso della ragione, e tanto, tantissimo allenamento al tale uso. Oltre, ovviamente, all’ apprendimento della storia delle religioni e dell’ ateismo.
    Amen

    https://sites.google.com/site/cerquinigiuseppe/home

  • Paolo1984

    e voglio ribadire che la lunga censura subita dal film Il leone del deserto è una vergogna e dimostra come l’Italia non abbia ancora fatto i conti col suo passato coloniale: ed è triste che per vederlo in tv (sia pure una pay-tv) ci sia voluta la visita di Gheddafi in Italia e quel discutibile (per usare un eufemismo) “trattato di amicizia”

  • Valter Di Nunzio

    Giusto due osservazioni di tono “estivo”: il sig. Baiocchi è così convinto che i musulmani siano terroristi che mi accusa di “giustificare i tagliagole, i persecutori, gli assassini”, cosa che che non mi sognerei mai. Ma la cosa più incredibile è che mi dà addirittura del “moderato”: uno accetta pure, con fatica, il democratico e il tollerante ma moderato… A parte gli scherzi, sig. Baiocchi, relativamente a una religione cosa vuol dire essere moderati? Lei crede moderatamente nel dogma della Trinità, della Transustanzione e della verginità di Maria (Sia pace su di lei) o indulge in qualche integralismo? Immagino però che si riferisca alla politica. Spesso ho citato ad esempio i Fratelli Musulmani, Hamas, Hezbollah, En-nadha ed altri notori “moderati”. per farvi notare che queste grandi oraganizzazione islamiste (che prendono il 30-50% in elezioni libere) sono oggi lontanissime dalle assurdità dei gruppetti salafiti, come quelli che vanno a distruggere un cinema credendo di essere “l’esercito di Allah”. E’ questo l’elemento dinamico della realtà, che a me interessa e fa piacere. Tutto qui.
    @ giuliana anch’io riuscii a vedere “Anni di piombo” a cinema facendo la coda per entrare ma il film fu, nei fatti “censurato”, non dalla distribuzione ma dal clima politico di allora, che lei e il suo giornale certamente ricordate. Una cosa simile, e di più lungo periodo, è successa a “Il Leone del deserto”. Ma sarebbe ancora più eclatante e emblematico ricordare il flop di “Citizen Kane” nel 1941 per capire quanto pesa “la libertà artistica” contro gli interessi mondani e tangibili nelle società democratiche. Ciò giustifica chi distrugge un cinema, che proietta un film che lo critica? Ovviamente no, ma lo pone in una luce storica diversa.