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Islamismo

Tunisi, sequestrato dai salafiti rettore universitario

Ieri sera (lunedì 28 novembre)  il rettore dell’università di Manhouba (Tunisi) è stato  sequestrato nel suo ufficio da  salafiti

perché aveva emesso una circolare in base alla quale non ammetteva all’università studentesse con il volto coperto. Chiediamo a tutti di diffondere questa notizia e di esprimere solidatietà con il rettore e chiederne l’immediata liberazione.

  • enrico

    Buongiorno,
    il rettore dell’universita’ della Manouba non e’ piu’ sequestrato, nondimeno i salafiti (cosi’ sono stati definiti, ma loro affermano di non riconoscersi come tali) stanno impedendo le attivita’ dell’ateneo.
    di fatto si tratta di un gruppo poco consistente, ma il rettore non ha richiesto lo sgombero forzato da parte della Guardia Nazionale, afferma che questo sara’ l’estrema ratio. L’intento del rettorato pare quello di dimostrare coi fatti che ogni via ragionevole non e’ percorribile con questi soggetti.
    Ovviamente la mia solidarieta’ va ai progressisti, ma pongo a tutti una domanda: erano forse i metodi repressivi di Ben Ali’ gli unici percorribili come pare dimostrino i fatti? io la risposta me la sono data, ma sono curioso delle altre.
    Enrico

  • Rossana Parè

    Ogni ricorso alla violenza è inammissibile, intollerabile.
    Perchè Ennahda non smette di andare sull’altalena? Deve pronunciarsi una volta per tutte su questi atti ripetuti che non sono semplici intimidazioni verbali (come se queste fossero meno gravi!) ma vere e proprie azioni di violenza. Non se ne puo’ più di ascoltare continue giustificazioni per questi atti di intrusione nei luoghi educativi. Non si puo’ difendere cio’ che non puo’ essere difeso!Che finalmente Ennahda prenda una posizione netta, chiara su questo grave problema.
    Prendere in ostaggio una persona dovrebbe rientrare nel penale, oppure non esiste neanche più il Codice? Che questi dementi lascino studiare gli altri in pace, a loro continuare servirà ben poco: è impossibile dialogare con questa gente.
    Esprimo la mia totale solidarietà con chiunque continuerà a difendere la neutralità dei luoghi del sapere e lotterà sempre contro ogni forma di settarismo, contro ogni genere di intransigenza faziosa per sostenere le proprie idee o i propri principi.
    Restiamo umani (ci sta sempre bene!)

  • Rossana

    Ben lontani dal rimpiangere i metodi del dittatore!! Mai più la polizia nelle facoltà!!! Era una vergogna!! Giovani poliziotti infiltrati nelle classi e addestrati al controllo di professori e studenti! Che schifo!
    Tuttavia in uno stato di diritto, quale spero diventi prestissimo la Tunisia a tutti gli effetti quando verrà nominato un governo stabile, una difesa da parte delle forze dell’ordine quando è necessario ci vuole o no? I fatti non dimostrano che i metodi repressivi di Ben Ali’ erano gli unici percorribili, se il popolo avesse potuto vivere in libertà e democrazia fin dall’inizio, non ci troveremmo ora davanti a queste gravità.

  • enrico

    il fatto e’ che Ennadha NON PUO’ prendere una posizione diversa da quella che ha, ovvero quella dell’ottica religiosa! per un credente serio, di qualunque religione esso sia, il comportamento politico non puo’ essere diverso da quello morale, cioe’ i salafiti saranno “politicamente scomodi”, ma per un musulmano serio HANNO RAGIONE.
    in tutto questo rientra anche l’attegiamento “liberale” : sempre in un ottica un po’ bizzarra, ha senso VIETARE il niqab e la preghiera a scuola come faceva il satrapo cacciato? sarebbe come dire che la democrazia va bene, ma solo come la vogliono i progressisti?
    sapete tutto cio’ cosa mi ricorda? una pubblicita’, quella del bambino che vle andare in bagno a casa del suo amico che ci hanno lo spray deodorante: eh no bello mio! la cacca puzza!

    (che poi in questo momento sono in Pakistan dove l’islamismo e’ una roba pericolosa davvero e a leggere di certe querelle mi viene da ridere)

  • lina

    La situazione mi pare più complessa e seria di come ci appaia dalla notizia sul Rettore .
    Nessun giornale italiano ha raccontato di come sono andate le elezioni svolte tra i tunisini e le tunisine che vivono in Francia.
    Là dove ci saremmo aspettate che i gruppi più laici avessero buon gioco, Ennhada ha incassato 4 seggi sui 10 disponibili per il voto all’estero, diventando il partito più votato.

    E’ curioso scoprire che hanno votano in maggioranza per partiti che nel loro paese d’origine esprimono i valori più contrari a quelli del paese d’adozione. Sarebbe diabolico scoprire che le tunisine che vivono Oltralpe possano mai augurarsi che le leggi di cui beneficiano in Francia a tutti i livelli – in quanto donne – non valgano e non debbano essere applicate anche nel Paese natale.