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Bar Condicio

Tsipras non è il messia

E’ vero che la vittoria ha molti padri e la sconfitta, poverina, è quasi sempre orfana. In comunicazione politica, poi, mettere la faccia su un successo è una regola aurea. Ma qui si sta proprio esagerando. Tutti, ma proprio tutti, a mettere il cappello sulla vittoria di Tsipras (a proposito, Cin!). La Lega in nome dell’euroscetticismo, Forza Italia per antichi rancori contro la Merkel (mi sembra di ricordare che non piacesse molto a Berlusconi…), il centro per la forza della democrazia, il Pd in nome di un’alleanza per un’Europa sociale e, più pragmaticamente, per vincoli meno stringenti. E Sel? Come se avesse vinto le elezioni in Italia. Ci sta, è giusto. Sacrosanto dal punto di vista della comunicazione politica, che vive di simboli. Un nuovo sprint per motivare e dare una visione ad un elettorato sempre più disilluso. Ma, se passiamo dalla comunicazione alla politica, andiamoci cauti. Un conto è analizzare gli effetti del voto ellenico sulle politiche economiche e sociali (queste sconosciute) dell’Unione Europea, un altro è pensare di riproporre anche in Italia un modello che delle specificità uniche. L’assimilazione forzata di Syriza da parte della sinistra italiana è rischiosa. Pensando che il ‘grecale’ da oggi soffi forte anche da noi è una pericolosa illusione. L’Italia non è la Grecia. Troppe le differenze per poter riprodurre un modello nato da un tessuto sociale devastato dall’austerità imposta per evitare il default. La Grecia ha vissuto, e vive ancora, una crisi economica e sociale drammatica, ai limiti dell’emergenza umanitaria. La società è lacerata e l’analisi del voto lo dimostra: le formazioni radicali si sono affermate, moderati e riformisti, invece, sono rimasti al palo. Uno scenario molto diverso (per fortuna direi) da quello italiano, appena uscito da un ventennio di bipolarismo muscolare. E’ presto per cantare vittoria e celebrare la rinascita della sinistra italiana. L’illusione rischia di essere cocente se non lo si capisce. Non stiamo qui a ricordare che solo pochi mesi fa la Lista Tsipras in Italia ha superato per un soffio la soglia di sbarramento alle elezioni europee. E viste le premesse si è trattato di un risultato non disprezzabile. Anzi. C’è un gran bisogno di sinistra a casa nostra, ma attenzione ai facili innamoramenti. Vi ricordate di Zapatero? E, in ordine sparso, di Blair, Lafontaine, Schroeder, Jospin, Fischer, Royal? Colpi di fulmine durati, in alcuni casi, molto poco. La sinistra deve rinascere nella società italiana, dall’analisi e dall’azione, non basta sperare in un messia. Neanche se è giovane e vincente. In ogni caso godiamoci questa vittoria di popolo, è un bel segno per tutti. Cin!

  • fabnews

    Vale la pena anche andare a vedere quali sono le ragioni per cui in Italia non nasce nessun nuovo movimento politico serio, non solo di sinistra.
    L’Italia non e’ la Grecia, verissimo. Qui abbiamo il Vaticano e loro no. La sinistra italiana ha Vendola, Renzie e Prodi che pregano gesu’,,, la sinistra greca ha Tsipras che fa il politico….

  • gts-r

    Perché i commenti dei vecchi articoli sono chiusi?