closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Troppi vaccini contro l’H1N1: in Europa parte la svendita

La polemica infuria in Francia, ma anche l’Olanda e la Germania ne sono coinvolte. Gli stati, di fronte alla minaccia della pandemia influenzale H1N1, quest’autunno hanno esagerato nelle ordinazioni di dosi di vaccino. I laboratori farmaceutici hanno tratto enorme profitti dalla minaccia dell’H1N1. La Francia, per esempio, ha ordinato 94 milioni di dosi, per una popolazione di 65 milioni di persone, perché in un primo tempo era stato detto che erano necessari due vaccini per essere immuni. Poi le autorità sanitarie hanno ridotto la dose a una sola iniezione. Per di più, la popolazione si è mostrata molto reticente a farci vaccinare. A tutt’oggi, in Francia si sono fatti vaccinare solo 5 milioni di persone. Lunedi’ sera, la ministra della sanità, Roselyne Bachelot, ha annunciato, sotto il fuoco delle polemiche relative ai costi dell’operazione vaccino valutati intorno all’1,5 miliardi di euro, di aver annullato l’acquisto di 50 milioni di dosi.  Al ministero ammettono che il voltafaccia non sarà gratuito, ma che cercheranno di “trattare” un prezzo modico per la rinuncia. Il laboratorio farmaceutico francese Sanofi-Pasteur avrebbe accettato l’annullamento dell’oridinazione non ancora consegnata, senza chiedere una penale. Mentre non è ancora conosciuta la reazione dello svizzero Novartis e del britannico GSK.   La Francia, oltre ai 5 milioni di vaccini utilizzati nel paese, ha offerto 9,4 milioni di dosi all’Oms, a favore dei paesi poveri. Con l’annullamento dell’ordinazione di 50 milioni di dosi, il costo dei vaccini, previsto a 869 milioni di euro, dovrebbe venire quasi dimezzato, anche se nel paese la campagna di vaccinazione continua. I centri restano aperti, malgrado le polemiche sui disfunzionamenti. La ministra ha deciso lunedi’ che ormai anche i medici generalisti, in un primo tempo esclusi, potrannpo vaccinare nei loro studi. “All’evidenza, le somme considerevoli invesite e la campagna di comunicazione relativa alla vaccinazione sono state un fallimento” denuncia il socialista Jean-Marie Le Guen, che chiede una commissione parlamentare “per fare il bilancio di questi eccessi e trarre una lezione per il futuro”.  

Cosi’, in Europa si è aperto un nuovo mercato, per cercare di far fuori le dosi di vaccino in eccesso, meglio se al prezzo di costo (che va dai 6,25 ai 10 euro, a seonda dei laboratori). Ieri, è stato rivelato che la Francia ha venduto 2 milioni di dosi all’Iran, malgrado  le tensioni diplomatiche del momento. Domenica, un comunicato del ministero della sanità  aveva nascosto la vendita all’Iran, parlando solo di altri business: “300mila dosi sono già state cedute al Qatar e 2 milioni di dosi sono in corso di cessione a vantaggio dell’Egitto. Dei contatti sono in corso con altri paesi, in particolare con l’Ucraina e il Messico”. Ma l’Ucraina, che non è stata previdente nell’acquisto dei vaccini, è corteggiata anche dalla Germania, che ha anch’essa un eccesso da far fuori. L’Olanda, che aveva ordinato 34 milioni di dosi, adesso ha deciso di metterne in vendita 19 milioni. C’è già chi pevede una corsa al ribasso sul prezzo delle dosi, che causerà un aggravamento dei deficit. In Francia, il governo si difende dalle accuse dell’opposizione, evocando il “principio di precauzione”, ormai inserito nella Costituzione (dopo le polemiche per l’imprevidenza in occasione della canicola qualche anno fa).