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losangelista

“Toscanization”

Forse e’ cominciato col successo di Under a Tuscan Sun, il diario di una donna di mezza eta’ che ritrova se stessa e la gioia di vivere mentre restaura una casa a Cortona, successivamente adattato nel film di Audrey Wells con Diane Lane  che ha diffuso la Toscana, o meglio l’idea e lo stereotipo della Toscana, a macchia d’oilo nei media e nella cultura pop americana, dai menu dei ristoranti agli spot pubblicitari per non parlare del marketing dove “tuscan” e’ ormai un archetipo dalle boutique nei centri commericali ai menu delle catene fast food dove impazzano i “tuscan panini”. Un brand insomma ormai abbastanza annacquato (quanto insipidi sono i “paninis”). Forse pero’ e’ l’architettura ad aver subito l’influenza piu’ pervasiva. Nelle colline di Hollywood come nell’hinterland di Cleveland la paorla d’ordine del look “in” e’ tuscan. Una mia amica architetto e’ ormai praticamente specializzata nella ”toscanificazione” di ville losangelesi (mediante l’aggiunta di finte travi a vista o caminetti in stile), come da insistenti richieste dei clienti bramosi di “sofisitcazione”. Ancora piu’ entusiasta e’ stata l’adozione dell’archetipo tuscan da parte dei grandi costruttori. A Los Angeles, a due passi  dai grattacieli del centro finanziario sono spuntati grandi condomini per giovani professonisti:  il “Medici” sta  dirimpetto al “Borgia apartments”  che e’ vicino a sua volta  ai “Raffaello”– ognuno con le sue balaustre “rinascimentali” stampate in cemento con vista sulla freeway. Il fenomeneo e’ ormai affermato anche nei comprensori buttati su a ripetizione nelle periferie desrtiche  e negli shopping mall i cui panneli prefabbricati sono ormai immancabilmente – ca va sans dire – color terra di Siena bruciata.

  • http://italianculturalstudies.splinder.com gerardo

    Non c’è bisogno di rivolgersi ad un “esperto” per toscanizzare. Basta andare dovunque si siano insediati emigrati italiani per scoprire innovazioni ardite, soluzioni impensabili, ibridita’ da mozzare il fiato. Lasciamo alla cultura ersatz tipica del capitalismo questi simulacri costruiti su altri simulacri e rivolgiamo lo sguardo all’architettura popolare della grande diaspora italiana, che e’ molto più interessante e creativa.
    All’estero, la vera arte popolare italiana si plasma con il cemento in una miriade di piccoli cantieri. Vedere per credere.
    Se volete, chiedetemelo e vi invio qualche foto.