closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Toronto: Sundance Kid contro Guantanamo

Robert Redford sul set di "The Conspirator"

Altro protagonista al festival di quest’anno, Robert Redfrod che con Consipartor torna agli anni di Butch Cassidy – cioe’ fine ottocento, ma qui non siamo nei grandi spazi della frontiera, le badlands dello Utah dove contemporaneamente scorrazza Sundance Kid, ma in quelli angusti e angoscianti del crepuscolo di guerra civile e i suoi strascichi politici a Washington. La citta’ e’ logora capitale di un paese ridotto allo stremo dalla guerra fratricida, ormai praticamente vinta sui ribelli sudisti. Si aspetta solo la resa formale del generale Lee quando, il 14 aprile del 1865,  un cellula di simpatizzanti confederati mette a segno un ardita azione terrorista per decapitare la ledership unionista attaccando nella notte il segretario di stato William Seward, il vicepresidente Andrew Johnson e il presidente Lincoln. Quest’ultimo attentato e’ il solo riuscire quando l’attore John Wilkes Booth riesce ad introdursi nel  balcone presidenziale del Ford Theater e sparare a bruciapelo a Lincoln che assiteva ad una rappresentazione, consumando cosi’ la vendetta del Sud. E’ l’incipit della storia di Redford che segue il processo successivamente intentato ai congiurati e in particolare a Mary Surratt. In seguito al’attentato Booth viene braccatao e ucciso mentre tenta la fuga e altri cinque complici vengono catturati. Mary Surratt era la madre di uno di questi e la tenutaria di una pensione di Washington dove l’azione era stata progettata. A Toronto la proiezione in anteprima e’ avvenuta sabato scorso, l’11 settembre, data affatto casuale  dato che il film e’ una calibrata allegoria della repressione ai tempi di “crisi nazionale”  seguita agli attacchi del 2001. Lo ha spiegato Kevin Kline, il cui personaggio, il  ministro della guerra  Edwi Stanton ricopre un ruolo che ricalca quello di Donald Rumsfeld 150 ani dopo. “I prigionieri all’epoca vennero giudicati da commissioni militari appositamente istituiti in tribunali speciali, venne abrogato ogni loro diritto civile, non venne concesso appello, e questo per una volonta’ politica che avvallo’ il concetto di linciaggio istutuzionale nel nome della sicurezza interna, fomentando e sfruttando la paura  istillata nell agente della recrudescenza sudista e di ulteriori imminenti attentati”. Ecco quindi le carcerazioni preventive di sospettati e attenzionati, la reculsione di prigionieri incappucciati in guantanamo ottocentesche senza accesso a legali, gli interrogatori-tortura.  Alle misure starordinarie cercano di opporsi un’esigua minoranza fra cui il senatore Reverdy Johnson (Tom Wilkinson) che incarica un giovane avvocato eroe di guerra della difesa della Surratt (James MacAvoy). Ma allora come oggi i falchi avranno la meglio nel nome della sicurezza. E questo costume drama e’ il film piu’ polemicamente politico visto quest’nno a Toronto.