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losangelista

Toronto: l’ultimo di Clint

Eastwood al lavoro con Frankie Mc Claren

Hererafter il 32mo film firmato da Clint Eastwood comincia con una ricreazione “iperrealista”,  cioe’ digitale, dello tsunami indonesiano con l’uso inconsueto cioe’  grandi effetti speciali da parte dello specialista dell’intimo rigore. La grande onda travolge una localita’ turistica del Pacifico  e con essa Marie (Cecile De France) una giornalista televisiva francese in vacanza. Tratta morta dalle acque, Marie torna in vita emergendo anche dalle eteree visioni che la avvolgono nella “near death experience” che molti “resucitati” da morti cliniche raccontano. E’ l’avvio di un trittico che narra parallelamente la sua storia, quella di George (Matt Damon) un operaio di San Francisco e medium part-time e di Marcus (Frankie Mc Laren) un bambino di Londra il cui gemello muore in un incidente. Le narrative dei tre convergono a distanza connesse dall’esperienza dell’aldila’ e in cosa (im)materialmente questa consista. “E’ la domanda a cui e’ impossibile dare risposta” ha detto Damon ieri sul tappeto rosso dell’Elgin Theater di Torornto dive il film ha avuto la prima mondiale, “domanda a cui il film naturalmente non cerca di dare risposta limitandosi a porre il problema per far pensare” ha aggiunto l’attore che torna a recitare per la cinepresa di Clint dopo Invictus. Il film e’ sceneggiato da Peter Morgan autore di Frost NixonThe Queen, un copione ha detto Eastwood a Toronto che “indaga in maniera intelligente su cio’ a cui tutti pensano partendo da fatti in parte realmente accaduti per speculare su come l’epereinza dell’aldila’ influisce su chi le ha provate” . L’ultima introspezione del regista ottantenne e’ stata naturalmente letta come una meditazione sulla propria mortalita’ benche’ egli stesso abbia smentito al Los Angeles Times un atinenza cosi’ diretta.  A Torornto ha comunque confermato un nuovo film per il prossimo anno congedandosi con un ultima rassicurazione: “Non la smetto mica, io”