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losangelista

TORONTO: Follie di Mezzanotte

Abbiamo parlato l’altro giorno della sci-fi ipertrofica e bizantina dei fratelli Wachowski di Cloud Atlas,  ma il genere fantascientifico–fantastico-horror  ha avuto anche un altra vita al TIFF di quest’anno. Vetrina preposta come al solito  la sezione Midnight Madness curata da Colin Geddes e’ andata in scena ogni sera a mezzanotte davanti alle platee gremite del Ryerson Auditorium, folle di fan rumoreggianti, moderatamente inebriate  e entusiasticamente munite di  palloni gonfiabili da spiaggia da rimbalzare nel cinema  in attesa dell’inizio dei film. In cartellone fra gli altri (il deludente) Hellbenders di JT Petty su una confraternita di esorcisti eretici e blasfemi di Brooklyn, lo splatter demoniaco  Lords of Salem della premiata ditta  Rob Zombie, ABC’s of Death, compilation corale di mortifere vignette affidate a 26 autori internazionali di “new horror” e dulcis in fundo John Dies at the End che il regista, Don Coscarelli, aveva gia’ portato a Sundance a gennaio. Coscarelli occupa una posizione abbastanza unica  nel panorama  del “genre movie” indipendente, un autore-produttore diventato celebre con Phantasm e le tre  successive  sequel stracult che negli anni 80 e 90 hanno fatto la storia del terrore lowcost. A questi nel 2002 Coscarelli, nato in Libia da gentori italoamericani ma cresciuto in Southern Californa, ha fatto seguito con Bubba Ho Tep un gioielletto di horror supernaturale che mette insieme in un ospizio di provincia un anziano Elvis Presley, un pensionato afroamericano che crede di essere John Kennedy e uno spirito malefico dell’antico egitto, un lavoro “minimalista” dal registro sardonico che rimanda  al tono del primo Raimi e che conferma doti nettamente superiori alla media degli “indie” di  genere. Ora  quasi dieci anni dopo (inframezzati dalla collaborazione televisiva a   Masters of Horror) Coscarelli torna con  John Dies interpretato e prodotto da nientemeno che Paul Giamatti che il regista aveva inizialmente contattato per una sequel a Bubba Ho Tep (doveva essere il vampirico  colonello Harper, cattivo manager del “king” in  Bubba Nosferatu). In questo film adattato dall’omonimo romanzo di David Wong invece e’ un reporter contattato da un giovane che gli racconta un inverosimile storia a base di universi paralleli, viaggi interdimensionali, anomalie spaziotemporali  e il potente stupefacente allucinogeno detto “Soy Sauce” che trasforma una tranquilla suburbia americana e i  giovani che vi abitano in un crocevia di inspiegabili avventimenti e mostruose creature. Queste ultime rese con consueta inventiva effettistica (digitale e prostetica) e senza mai trascurare il lato comedy dell’horror “B” – dimostrando che se fatto bene “less” e’ sicuramente “more” .