closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

TORONTO con Angela Davis

Anche quest’anno le sfolgoranti giornate settembrine, l’entusiasmo e l’immancabile cortesia del pubblico canadese hanno fatto di Toronto uno dei festival piu’ gradevoli in assoluto. Poi naturalmente c’erano i 280 e rotti film in programmazione nelle sale del centro, immancabimente assediate da cinefili in paziente attesa nella chilometriche file. La generale, socialdemocratica buona educazione non deve pero’ ingannare  e nella sostanza la rassegna programmata da Piers Handling e dal suo team di giovani curatori ha avuto un piglio piu’ ribelle, diremmo rivoluzionario, del solito. In programma quest’anno c’erano sia Loin Du Vietnam, lo storico saggio corale/manifesto agitprop di Godard, Resnais, Klein, Ivens, Varda e Lelouch (1967), che Far From Afghanistan in cui John Gianvito, Minda Martin, Travis Wilkerson, Soon-Mi Yoo e Jon Jost  applicano le stesse tecniche per un assalto gestalt/poetico alla guerra che per durata ha superato ormai quella dell’Indocina, seppur collettivamente rimossa. Come un omaggio a Chris Marker, tra gli altri, deve essere visto anche  Apres Mai di Olivier Assayas arrivato direttamente dalla laguna per l’esordio nordamericano sulle rive del lago Ontario.  Assieme a Company You Keep di Robert Redford hanno rappresentato sguardi complementari da due sponde dell’Atlantico sull’anima della controcultura rivoluzionaria giovanile degli anni 60 e 70: da un lato la meditazione limpida e trasognata di Assayas sulla foga e le peregrinazioni idealiste di una generazione che ha tentato di spendersi per le proprie idee. Dall’altro l’arringa di difesa di Robert Redford (sotto forma di thriller) per l’idealismo “in prima linea” dei Weathermen. Lo sguardo retrospettivo e introspettivo  sull’antagonismo delle idee ha coinvolto anche la sezione documentaria dove si e’ visto Free Angela and All Political Prisoners. Il documentario di Shola Lynch passato in prima mondiale al Roy Thomson Hall, narra del processo nel 1971 contro Angela Davis e rievoca il movimento mondiale a suo favore. Comunista, femminista, filosofa radical. Angela Davis e’ stata simbolo della contorcultura radical nera e giovanile, fra i top ten della lista dei ricercati FBI, studentessa di Herbert Marcuse, epurata dall’universita’ della California, insignita del premio Lenin per la pace. Oggi a 68 anni e’ professoressa emerita e militante per i diritti dei prigionieri detenuti negli Stati Uniti,  piu’ di due milioni di persone, in gran sproporzione membri di minoranze etniche e soprattutto afroamericani. Sul giornale di domani la nostra intervista con lei e qui sotto un paio di domande che le abbiamo fatto all’antepriam del Roy Thomson Hall.