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losangelista

TORONTO 5: LAPD Movie

L’LAPD Movie e’ il sottogenere di poliziesco che tratta del famigerato dipartimento di polizia di Los Angeles, probabilmente il corpo di polizia piu’ notorio al mondo e sicuramente quello piu’ filmato. La contiguita’ con Hollywood, la propensione per rincorse in macchina e gli scontri a fuoco hanno da sempre garantito la visibile presenza degli agenti dalle attillate divise nere  in bibliografia e filmografia gialla e noir. Dai Keystone Cops delle comiche mute alle torbide apoteosi di Ellroy, i polizotti di LA  hanno un esistenza parallela nell’immaginario collettivo, attivamente promossa dal dipartimento con un apposito ufficio addetto a  gestire i contratti con studios e  i contatti coi produttori. L’anno scorso qui al TIFF il genere era rappresentato dal Rampart di Oren Peli, sceneggiato dallo stesso Ellroy mentre quest’anno in cartellone c’e’ End of Watch, di David Ayer, gia’ sceneggiatore di Training Day. Quel film diretto da Antoine Fuqua era interpretato da Denzell Washington nei panni di un “cattivo tenente”, un agente corrotto e violento di stampo dunque assolutamente ellroyiano trasferito nell’ambientazione contemporanea  delle gang di South Central e East LA. End of Watch invece trasporta il genere nell’universo visivo di youtube adottando lo sguardo di un agente videomane (Jake Gyllenhall)  che con la telecamerina mantiene un diario delle ronde  che conduce assieme al partner, poliziotto chicano (Michael Pena). La struttura narrativa e’ piuttosto convenzionale: una sogettiva tutta dalla parte dei poliziotti nelle trincee di un fort apache assediato da gangster e cartelli messicani,   ma innovativa e’ la narrazione che  infonde il genere del “buddy movie” (il nocciolo del film e’ l’amicizia fra i due poliziotti) con l’energia visiva  dell’era dell’ov obbiettivo onipresente, “atomizzando” lo sguardo in decine di telecamere e cineprese con grande efficacia. Assieme i due poliziotti compari navigano le strade infestate di gang nere e ispaniche, scherzano come possono solo due vecchi amici, condividono matrimoni, battesimi e funerali..la vita,  e ogni giorno, sulle strade affrontano il pericolo di perderla. Questi sono poliziotti, giovani, multietnici, “veri” ma sostanzialmente eroici. DA buoni agenti LAPD hanno sempre la pistola in mano ma le usano solo contro i cattivi . Non c’e’ menzione invece delle centinaia (aumentate del 60% quest’anno) di persone che ogni anno “muoiono di polizia” perdendo la vita  in seguito ad un contatto con  le forze dell’ordine della propria citta’.  Ma tant’e’ la “dramedy” rende efficacemente l’immagine e il linguaggio meticcio di una citta’ poliglotta e multirazziale, in cui la polizia e’ solo una delle gang che si contendono le strade. Una sceneggiatura  destinata ad innovare il genere quanto lo hanno fatto in passato film come Colors.