closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lo scienziato borderline

Torino: Gramsci e l’hotel di lusso

Nel prossimo mese di giugno, nel centro di Torino, in quella piazza che tutti i torinesi chiamano sempre Piazza Carlina, sarà  inaugurato, nel palazzo dove Antonio Gramsci abitò tra il maggio del 1914 ed il 1922 e dove lavorò alla pubblicazione della rivista “Ordine Nuovo“ guida del movimento operaio dei Consigli di fabbrica, il nuovo albergo di lusso che si chiamerà, appunto, e inopinatamente, “Antonio Gramsci“.

gramsci

Proprio ierisera siamo passati per Piazza Carlina: i lavori sono quasi ultimati, ed occhieggiando all’interno abbiamo visto metaforicamente “i velluti e gli ori”, e abbiamo pensato ad un “albergo di signori”. Cosa ne avrebbe pensato Antonio Gramsci, che passò gli anni più fecondi della sua maturità intellettuale in una stanza assai meno comoda, una cella malsana delle carceri speciali fasciste, “soggiorno” che lo condusse a prematura morte nel 1937? Rabbrividiamo al solo pensiero.

Antonio Gramsci è il fondatore e leader storico del Partito Comunista d’Italia, promotore di un giornale, l’ “Ordine Nuovo“, appunto, che guidò le lotte operaie nel “biennio rosso“ (1919-1920), quando la borghesia, come molti storici ancora oggi ricordano, provò la “grande paura“, cioè la paura di perdere il potere politico ed economico in seguito al movimento dei Consigli di fabbrica ed alla occupazione delle fabbriche stesse, sull’onda dell’esempio della Rivoluzione d’Ottobre del 1917 in Russia, a cui la borghesia reagì nel biennio successivo (1921-1922) promuovendo l’avvento del fascismo.

Torino, per quegli accadimenti, e per i successivi cicli di lotte operaie e popolari che hanno costellato la sua storia contemporanea (scioperi del marzo 1943-1944, movimento dei comitati di gestione e CLN nelle fabbriche durante la resistenza antifascista, lotte operaie negli anni 1969-1975 fino alla occupazione della Fiat nel 1980) è considerata, non per auto proclamazione, la capitale del movimento operaio italiano ed una delle capitali del movimento operaio europeo.

Stante questo retaggio storico, quale avrebbe dovuto essere l’utilizzo dell’edificio di Piazza Carlina in Torino? In seguito ad una adeguata ristrutturazione, secondo noi quel Palazzo doveva ospitare l’insediamento del Museo del Movimento Operaio, con una ricca documentazione della storia delle lotte, delle vittorie ed, anche, delle sconfitte di intere generazioni di operai, di lavoratori torinesi e non, a cui i comunisti, ed Antonio Gramsci in prima persona, hanno dedicato ed ancora oggi dedicano la loro vita.

Ma tant’è. Viviamo in epoca di revisionismo storico, politico ed ideologico, ed i valori e le idee dominanti sono quelli delle classi dominanti. Ai capi gloriosi del movimento comunista ed operaio, quale Antonio Gramsci fu, si concede, post mortem, l’ “onore“ della intitolazione di un hotel di lusso che contraddice tutti i valori per cui si batté la persona del cui nome si fa uso, mentre, quando erano in vita, si concesse loro il “privilegio“ del carcere duro e della morte per le sofferenze subite durante la carcerazione stessa.

Per queste ragioni, i comunisti non mancheranno di promuovere, come già hanno fatto negli anni scorsi, un vasto movimento popolare di indignazione e di protesta contro chi, prima fra tutti l’Amministrazione Comunale a guida PD, si rende promotrice di un vero e proprio stupro politico e culturale verso le tradizioni di una grande città operaia e popolare quale Torino, capitale del movimento operaio italiano e culla di una cultura politica anticapitalistica, quella comunista, che, oggi come ieri, lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, contro ogni forma di oppressione sociale, per la libertà e l’uguaglianza vera, per il socialismo, ideali e valori in cui si sono identificati, ed ancor oggi si identificano milioni di donne ed uomini.

Forse, l’idea originale di chiamarlo Hotel Carlina, questo bell’ “Albergo 4 stelle superior” aveva perlomeno un certo senso di rispetto e di decenza. Persino i vertici della catena spagnola NH Hoteles, partner dell’iniziativa cofinanziata da Intesa Sanpaolo e Credito Valtellinese, hanno espresso perplessità, probabilmente originantesi da pensieri opposti ai nostri, cioè il timore di impaurire con il nome di un comunista la “clientela di fascia alta” cui mirano i proprietari della società immobiliare che ha portato avanti l’operazione. Ma la voglia di appropriarsi di un nome storico, da parte del PD che è lo sponsor politico dell’operazione, fa molta gola: una sorta di affermazione ex-post di una continuità della quale, a dispetto delle operazioni finanziarie e di belletto, non si è più degni da tempo: e non basterà riservare al nome Gramsci una sala Congressi in quell’Albergo di lusso per ritornare ad esserlo. Antonio Gramsci – ne siamo sicuri – non ci avrebbe mai messo piede.

Suggeriamo qualche altra idea agli immaginifici innovatori del complesso industrial-politico che comanda Torino. Il nuovo SUV della FIAT chiamiamolo “Battista Santhià urban vehicle”. L’orrendo ecomostro grattacielo San Paolo potrebbe essere battezzato “Giovanni Pesce eco-skyscraper”. E magari il TAV “Locomotiva superfast Francesco Guccini”: hai visto mai che la gente ci caschi?

Ringrazio Dario Ortolano, Coordinatore nazionale del Partito Comunista, che è stato anche Assessore all’Ambiente della Città di Torino negli anni 2001-2006, per avermi scritto la lettera con le sue considerazioni amare su questa vicenda, e che ho riportato integralmente insieme alle mie.