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losangelista

Tony Curtis: Singer of Songs

Questo murale adorna un cavalcavia della Hollywood Freeway, all’uscita di Sunset boulevard, a due passi da casa, uno dei tanti  murals che appaiono e ahime’ troppo spesso scompaiono dai muri di LA. Da oggi sara’ un po’ piu’ triste vederlo sbiadire giorno per giorno su quel muro, annerito dagli scarichi di centomila macchine che gli sfrecciano davanti. Tant’e’ – e’ noto che Holywood non e’ clemente coi suoi miti, ma ancora piu’ sconcertante e’ stato ascoltare online i coccodrilli offerti dalle radio italiane corredati di audio clip recanti  la calda voce di Pino Locchi recitare la traduzione italiana delle battute scritte da Billy Wilder per A Qualcuno Piace Caldo. Ora Locchi, scomparso nel 1994, dopo una carriera cui diede voce oltre a Curtis a Sean Connery, Omar Sharif, Elvis Presley  e l’orso Baloo dal Libro della Giungla, era un bravo doppiatore  ma il suono della sua voce senza nemmeno il benefico dell’immagine di Curtis davvero e’  incongruo – cioe’ Curtis con quella clip non aveva assolutamente nulla a che vedere  trattandosi di una registrazione di diversi suoni effettata da un altra persona a decine di miglaiai di chilometri dal Hotel Del Coronado, di San Diego, location del film. Molti, troppi gradi di rimozione  per far altro che sottolineare l’assurdita’ del doppiaggio – specie alla radio! Di quella barabara pratica cioe’ che deruba lo spettatore del suono del vero strumento dell’attore – la sua voce con tutte el sue magnifiche idosincrasie – nel caso di Curtis ad esempio il piacere sommo di udirlo in Spartacus presentarsi all’arcigno Marco Crasso di Laurence Olivier (che tenta di sedurlo nel jacuzzi) come “Antoninus, singer of songs” con tale accento jewish-Long Island da far impallidire un venditore di borscht della Lower East Side. Noi lo ricorderemo sempre cosi’.

PS – Apprendiamo dalla pagina wiki di Locchi che fra i “suoi” doppiati c’era anche Sidney Poitier che  ne il grande La Parete di Fango di Stanley Kramer  (1958) recitava appunto con Curtis. Poco male in quel caso Locchi fece Curtis e Poitier fu doppiato da Glauco Onorato – tanto si sa le voci sono intercambiabili.

PPS – la traduzione con Parete di Fango del titolo originale The Defiant Ones rimane nei pur affollati annali delle trasposizioni in italiano  come una delle peggiori traduzioni di sempre – ma questa e’ materia per un’altro post.

  • Antonio

    Con riferimento alla “materia per un altro post”, vorrei suggerire una menzione speciale per Doppia Personalità, Raising Cain in originale, che svela la trama già nel titolo, rovinando parte della “sospensione” che il regista aveva previsto. Bravi.