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Napoli centrale

Tocca Bagnoli e poi muori

 

Il litorale di Bagnoli da giorni è sotto osservazione della procura di Napoli che dovrà decidere a breve se sequestrare l’area o dare il via libera ai lavori che dovrebbero ospitare la Luois Vuitton cup, vale a dire le gare preliminari all’America’s cup. I pm Buda e Bisceglia per vederci meglio sulla situazione inquinamento sentiranno nei prossimi giorni anche Corrado Clini, in quanto fino a ottobre aveva ricoperto la carica di direttore del ministero dell’ambiente prima di andare a dirigerlo. L’allarme è alto, visto che secondo le analisi della società Bagnolifutura il livelli di tossicità del mare e delle spiagge hanno superato di gran lunga i limiti consentiti. Anche gli ambientalisti dell’Assise che fa capo all’Istituto per gli studi filosofici sono sul piede di guerra, non vogliono che il quartier generale degli americani e tutti gli hangar dei gruppi velici vadano a posizionarsi sulla colmata a mare. Quasi un’eresia per quelli come loro che negli anni si sono battuti per la rimozione della piattaforma artificiale di cemento (vedi foto in alto), un rettilineo lungo 1 km e mezzo che serviva all’Ilva per il carico e scarico dei materiali sulle navi cargo, ma negli anni ’60 anche per gettare in mare i residui della lavorazione della ghisa e dell’acciaio.

Verrebbe dunque da dire tocca Bagnoli e poi muori. Sono anni infatti che non solo attuare i progetti, per i quali si sono come vaporizzati nel nulla decine di milioni di euro (e lire) pubblici, ma anche solo mettersi d’accordo sulla bonifica e la riqualificazione dell’area sembra un’impresa impossibile. Almeno dal 1996, anno della firma per la rinascita dell’area. Poi si sono avvicendate tre amministrazioni e due società, Bagnoli spa e Bagnolifutura per spendere i finanziamenti ottenuti e non modificare nulla. Sulla stessa colmata a mare si sono dati battaglia tra loro ambientalisti di fronte opposto, dibattendo sulla necessità di rimuovere l’ecomostro oppure lasciarlo dov’è mettendolo in sicurezza per attività turistiche. Mentre ci si divideva sul da fare, i soldi sparivano e le opere non iniziavano. Non da ultimo, visto che si parla del 28 luglio 2007, quando si firmò l’accordo – tra Pecoraro Scanio come ministro per l’ambiente, Antonio Bassolino, governatore della regione, Rosa Iervolino sindaco al comune – per rimuovere il moloch di cemento e portarlo a Piombino con l’assenso di quell’amministrazione, insorsero Wwf, Legambiente e altri, anche perché i materiali bonificati non dovevano essere trasportati fino in Toscana. Alla fine di tutti gli interventi, del polo turistico, della stazione acquatica, del parco delle meraviglie con esemplari di vegetazione mediterranea, nemmeno l’ombra. Le spiagge di Coroglio sono un ammasso di sporcizia, il mare resta inquinato e per anni i napoletani ignari si sono tuffati in un concentrato di metalli pesanti. Il problema a questo punto non è se fino al 2013 non si toccherà l’area e non partirà la bonifica, perché non saranno certo i prossimi 12 mesi a fare la differenza, ma se le condizioni ambientali sono tali da consentire l’avvio dei lavori. Mentre non è nemmeno giusto dare la colpa ora a Luigi De Magistris che non può con un tocco di bacchetta farci svegliare con la Bagnoli che vorremmo, o avremmo voluto.

In ogni caso secondo le analisi dell’Arpac i valori di inquinamento non sarebbero tali da creare allarme. Ma dall’Assise si oppongono fermamente anche perché non ritengono opportuno spendere altri milioni di euro per opere provvisorie. Forse a togliere tutti dall’imbarazzo ci penseranno i circoli nautici del golfo, dalla Canottieri al Molosiglio, che fiutato l’affare hanno alzato il tiro proponendo di fornire gli spazi e tenere le gare a via Caracciolo nella cornice del Castel dell’Ovo e di Mergellina. Ma anche Luigi de Magistris ha un piano B, nel caso la procura dovesse bloccare Bagnoli, pare potrebbe spostare tutto a Nisida o Castelvolturno. Il procuratore capo Giandomenico Lepore ha detto : “Sono sicuro che la Coppa America si farà a Napoli, ma bisogna farla nelle migliori condizioni “. Ben vengano le gare se può essere un modo per aiutare la città, ma dopo che si parta seriamente con la bonifica di Bagnoli.