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Lo scienziato borderline

The Concert in Gezi Park

The concert in Gezi Park, Istanbul

The concert in Gezi Park, Istanbul

Qualche volta, una semplice fotografia vale più di mille parole, o di mille articoli sui giornali.

Qualche volta, costa più di una battaglia perduta.

Nel primo anniversario della rivoluzione di Gezi Park, il democratico Erdogan ha vietato ogni manifestazione, usando migliaia di poliziotti, lacrimogeni, mezzi corazzati per presidiare Istanbul.

In decine di migliaia sono scesi lo stesso in piazza, in molte città turche.

Timurtas Onan è un artista, un fotografo indicibile, ed è mio amico da quando ci siamo parlati a lungo a Gezi Park, lo scorso anno.

Ha colto in questa immagine il simbolo della libertà. Un uomo solo suona a Gezi Park, in uno scenario che sembra quasi da fiaba.

Ma non è una fiaba, è l’incubo reale dei lacrimogeni. È l’incubo di un paese schiacciato dal pugno di ferro poliziesco di un regime fascista.

È l’immagine dei resistenti di Gezi Park, e di tutti i resistenti del mondo che si ribellano al fascismo travestito da occidente.

Potrai anche arrestare tutto il tuo popolo, soffocare tutti con i lacrimogeni, uccidere e reprimere, signor Erdogan.

La musica suonata da quest’uomo solo ti accompagnerà, presto o tardi, verso il tuo destino: è già segnato, qualunque sopruso commetterai. La tua fine sarà la stessa di tutti i fascisti: la pattumiera della storia.