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Rovesci d'Arte

Tesoro nazista, ma la storia dell’arte non cambierà

La vicenda di Monaco – il ritrovamento di circa 1500 opere stipate in una casa-magazzino (di quelle descritte nelle sindromi per compulsivi accatastatori) – ha dell’incredibile più che altro per la mole, ma certo non cambierà la storia dell’arte. E’ vero, dopo due anni di indagini e studi, chi ha deciso di rendere pubblica la scoperta sta mostrando quadri mai visti di grandi maestri, come Otto Dix (un autoritratto), Henri Matisse (una donna), Franz Marc e molti altri ne usciranno ancora fuori, nelle settimane che verranno. Ma sono artisti di cui si è detto tutto il possibile, a meno che esca fuori un qualche “cugino” più sfortunato che i manuali impareranno a inserire fra le loro pagine. Intanto, le autorità di Monaco hanno fatto sapere che non pubblicheranno online tutte le immagini e che, per eventuali restituzioni, bisognerà rivogersi direttamente a loro.

Cornelius Gurlitt, il proprietario di quel tesoro nascosto, recuperato per caso, in virtù di un sospetto di evasione fiscale, era figlio del nazista Hildebrand, “dealer” del Fuhrer che commercializzava per la “patria” l’Arte Degenerata: aveva fatto arricchire innumerevoli gerarchi, oltre se stesso, e aveva campato sulle spoliazioni di diverse famiglie di ebrei. Sembra che almeno duecento di quei dipinti fossero esposti nella celebre mostra di Monaco del 1937, inaugurata da Hitler in persona e tesa a dimostrare l’orrore delle devianza dei pittori contemporanei (bolscevichi-giudaici). Il resto, però, fu collezionato rapinando o comprando per due soldi da chi era costretto alla fuga. Come avvenne all’altro gallerista, Paul Rosenberg: quegli stessi artisti che ritroviamo qui lui li aveva messi sotto contratto e sostenuti durante gli anni duri, allestendo una collezione da capogiro che però dovette abbandonare per scappare in America, appunto. Sono anni che segugi di tutto il mondo inseguono le piste dei presunti quadri scomparsi o polverizzati durante la guerra: un affare da miliardi. E ogni volta assistiamo a sorprendenti apparizioni. Delizie per gli occhi, per i palati di chi fa autentiche e per casse delle case d’asta. Gli eredi, infatti, tornati in possesso dei loro beni, sovente li vendono. Hildebrand stesso aveva affermato di aver perso tutto, nei bombardamenti della sua casa. Arrestato, si salvò in quanto “vittima” grazie a una nonna ebrea. Venne rilasciato e visse in tranquilità sino a che nel 1956 un incidente stradale lo uccise.

Per chi volesse saperne di più e vedere alcune opere ritrovate, ecco qui, c’è anche un video

http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-24823323

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