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losangelista

Terrorismo anabattista

La barba del profeta Mullet

Ancora notizie questa settimana dal fronte dell’intolleranza religiosa. Stavolta l’Islam non c’entra ne’ la satira blasfema o l’apostasia delle pussy Riot. No le ultime intemperanze vengono da una branca pacifica quantunque tenace della dottrina cristiana, quei discendenti di sette anabattiste svizzere e olandesi stabilitisi nel nuovo mondo nel ‘700 e noti come Amish. Le placide colline dell’Ohio orientale  dove risedono i folklorici integralisti luddisti che rifiutano la tecnologia e l’innovazione sartoriale oltre il look collinare elevetico del 1600, sono infatti state recentemente convulse da episodi di odiosa intolleranza intergralista. Alla faccia dell’ascesi, una  setta fondamentalista di Amish ha intrapreso una campagna di terrore in cui seguaci di un santone locale, Samuel Mullet Sr. hanno compiuto una serie di raid contro dissidenti a cui e’ stata recisa a forza la barba  e nel caso delle donne tagliate le chiome, somma ingiuria fra i fedeli mennoniti per cui lo stile tonsoriale e’ parte integrante dell’ordnung, i precetti fondamentali della fede. Quindici adepti della setta piu’ lo stesso Mullet (si, il nome corrisponde alla designazione di un taglio di capelli particolarmente coatto: a spazzola davanti con zazzera lunga sul collo) sono stati condannati con l’aggravante di “hate Crime”. Se in America non e’ garantita la protezione costituzionale della religione, infatti, esiste invece e viene regolarmente applicata dai  tribunali, l’aggravante ove nella comissione di un delitto si riscontri movente dell’odio (razziale, religioso, sessuale).

Mennonite Mujihadeen