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losangelista

Terminator Salvation

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“Amo rendere omaggio ai film che amo e rispetto dandogli un mio taglio personale” afferma McG, al secolo Joseph McGinty Nichol, regista di Terminator Salvation. Nel caso specifico purtroppo, come e’ ormai norma nei filmoni estivi  sfornati dagli studios, l’“omaggio” sconfina volentieri in plagio. Scene, personaggi, a volte film che “ripredono” per intero trame di predecessori illustri, vedi Eagle Eye della coppia Spielberg-LeBoeuf o Enemy of the State di Tony Scott, “riedizioni” rispettivamente di Intrigo Internazionale e The Conversation contando sul fatto che il pubblico target non abbia mai sentito parlare di Hitchcock o nemmeno Coppola. Remake non dichiarati insomma o nel caso della resuscitazione di Terminator, un oggetto inbrido nelle mani di McG che impasta esplosioni da blockbuster, intermezzi da b-movie cormaniano e una serie initerrotta di “citazioni” – dal piede di robot che schiaccia il teschio umano (pedaggio a James Cameron, inventore della serie) al cameo del tutto gratuito del “governator” Schwarzenegger. Una lunga sequenza di inseguimenti nel deserto e’ “imprestata” da Road Warrior completa di muta bambina aborigena, e poi di seguito scorci di Robocop, Blade Runner (quest’ultimo praticamente invocato come un mantra da una generazione di nuovi autori  – vedi Watchmen), perfino scene fotocopiate dalla Grande Fuga di Steve McQueen e un pizzico di Schindler’s list. Su questa impalcatura ribollita l’intensita’ “dark” di Christian Bale stona per eccessiva seriosita’ (oscurata tra l’altro dalla bravura del coprotagonista australiano Sam Worthington). Un esempio indicativo insomma della pochezza espressa dagli studios e dagli autori commerciali di Hollywood. McG, come alcuni suoi coetanei tipo Bret Rattner  e’ un alfiere di quella generazione di giovani registi che ama coniugare un kitsch dinamitardo alla Michael Bay o Renny Harlin con un infarinatura cinefila ad esito solitamente deleterio. Terminator Salvation (che in universo parallelo, immaginato chesso’, da Sam Raimi, avrebbe potuto essere un buon film di genere) ne e’ una buona rappresentazione.