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Street Politics

Tehran reagisce alle misure discriminatorie di Trump

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Giuseppe Acconcia

La reazione iraniana al bando deciso dal presidente Donald Trump contro sette paesi a maggioranza islamica non si è fatta attendere. In una dichiarazione ufficiale il ministro degli Esteri, Javad Zarif, ha parlato di «insulto al mondo islamico». Zarif ha definito «illegale, illogico e contrario al diritto internazionale» il provvedimento stabilito da Trump. «Sebbene sia stato concepito con la pretesa di combattere il terrorismo, sarà ricordato nella storia come un grande regalo agli estremisti e ai loro sostenitori», ha proseguito Zarif. «La decisione del governo Usa di applicare una discriminazione collettiva contro i cittadini di paesi islamici servirà solo a determinare un terreno fertile per il reclutamento di terroristi», ha aggiunto Zarif. Nelle dichiarazioni di Zarif si legge che le autorità iraniane studieranno gli effetti di breve e lungo termine del provvedimento e prenderanno provvedimenti di reciprocità rispetto ai cittadini statunitensi ma non in via retroattiva. Quindi chi ha già un visto iraniano potrà recarsi nel paese.

Molti cittadini iraniani sono stati già colpiti dal provvedimento discriminatorio. Tra loro il regista Asgar Farhadi che ha deciso di non partecipare alla cerimonia di consegna dei premi Oscar. «Gli estremisti di ogni paese guardano il mondo come ‘noi e loro’ per instillare il germe della paura nel popolo dei loro paesi», ha scritto Farhadi che ha duramente condannato il provvedimento.

Il leader laburista, Jeremy Corbin, ha chiesto di impedire la visita di Trump in Gran Bretagna finché la misura discriminatoria non verrà rimossa.