closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Tampa: Il Repubblicano senza nome

L’apparizione che ha elevato la stucchevole pantomima della convention a elettrizzante spettacolo e’ stata la sua – il lupo solitario piu’ indipendente, il ruvido liberatrio che si diverte a stuzzicare Hollywood coi suoi film fuori dalle formule e le sue esternazioni repubblicane. Il  vecchio Clint stavolta l’ha fatta grossa, coronando una carriera di bastian contrario con la massima eresia: un intervento a sorpresa nel tempio di Mitt Romney. Uscito sul podio davanti alla gigantografia dell’Uomo Senza Nome, dopo l’ovazione, ha preso a parlare a braccio, senza teleprompter, perdendo occasionalmente (spesso) il filo. La prima impressione e’ stata quella di un signore anziano lievemente smarrito che ha fatto temere il peggio per lui, ma Clint e’ andato avanti imperterrito, elencando le ragioni per cui e’ ora di cambiare, ‘i politici lavorano per noi, quando non fanno bene il lavoro li dobbiamo mandare a casa’: un “citizen politician”, “Mr. Clint Goes to Washington” come un suo personaggio o uno di Jimmy Stewart in un film dell’amico e mentore Frank Capra.  Graffiante anche, sarcastico  nelle battute contro la casta e certo, contro Obama con cui e’ stato feroce, improvvisando un bizzarro numero cabaret con l’aiuto di uno sgabello vuoto accanto a lui, un dialogo  immaginario con un presidente invisibile: ‘adesso parlo io, lei zitto’, ‘cosa vuole che dica a Romney? Certo che non lo faro’. Eppoi come fa a farsi da se quella cosa li? Non  e’ fisicamente possibile’. Davanti al pubblico in visibilio ma ogni tanto un tantino  a disagio  per lo sprezzo proprompente verso  l’ordine, gli ordini, costituiti, Callaghan ha inscenato un happening situazionista di cui Obama, schernito senza pieta’, e’ stato l’agnello sacrificale. Sicuramente il momento piu’ memorabile di tutta la tre giorni di Tampa, non fosse altro per la spontaneita’ di uno, l’unico, che chiaramente della scaletta se ne infischiava. Finale a botta e risposta con Clint che intonava “Go Ahead” e la folla i coro: “Make My Day” – solo la traduzione italiana (Coraggio, fatti ammazzare) sarebbe risultata piu’ surreale.

  • marco cerioni

    E così, il vecchio Clint, in compagnia dell’ex sindaco di New York Giuliani, e di chissà quanti altri, fanno coro attorno a Romney, e la tanto simpatica Sarah Palin chissà quanto se la ride alla TV, dal momento che non si mostra in scena, anche se lei più di tutti dirige questo scenario. E quando ci sarà Romney alla White House, non che con Obama sia cambiato gran che, avremo di nuovo un’America che lancia bombe sulla testa della gente in nome della libertà. Della loro libertà, non quella degli altri popoli, a cui da sempre succhiano il sangue con la bombe, la schiavitù, le guerre imposte in loco e l’imperialismo. Ma qui forse ce ne siamo dimenticati tutti, e dall’Italia poveraccia, un costante inno al padrone d’oltre oceano, a cui abbiamo concesso tutto basi NATO comprese, non può certo mai mancare. Forse perché ce l’hannno insegnato i democristiani, con i comunisti che cominciano a simpatizzare, o forse perché sentimentalmente l’italiano ha sempre bisogno di un padrone. E loro sono padroni, noi ne abbiamo bisogno. Saluti.

  • Gianfilippo De Astis

    Ho guardato il filmato del suo intervento. Non riuscivo a capire proprio tutto il surreale botta&risposta con la sedia vuota. Ho perso qualche passaggio ma non mi sembrava contasse proprio il significato letterale. E ho avvertito qualcosa di profondo, come dire… di esclusivamente americano che mi è sfuggito in quel discorso. Una cosa nell’aria e nei gesti, più che nelle parole. Per es. ad un certo punto quel gesto di tagliar la gola… E non so arrivarci in questa zona d’ombra e mi dispiace perché sono un grande ammiratore del cinema di Eastwood ma sono totalmente avverso al duo Romney-Ryan ed alla politica repubblicana dei tea-party – come pure a quella più morbida (e questa invece mi suona come apocalittica e nera come un Emmerich) – e dunque non posso credere che Clint Eastwood abbia voluto dare linfa e speranza proprio a QUESTO candidato ed a questa Convention di zombie del nuovo millennio. E’ tutto dovuto alla vecchiaia ed al suo passato di credente nei “vecchi valori”…? Cos’è che continuo a non capire? C’è qualche altro intento dietro la performance di Dirty Harry?

  • real

    Clint sostiene Romney,sostiene quindi la lobby delle armi,il meno tasse per i più ricchi e meno welfare per i poveri ecc…Non vedo cosa ci sia di libertario,farà anche dei bei film ma è il classicismo repubblicano.

  • Paolo1984

    ma chi se ne importa se è repubblicano. Per me resta un grande uomo di cinema