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Rovesci d'Arte

Tacheles, a rischio la casa della Free Art

Ha resistito a tutte le intemperie della storia. Anche alle riunioni infami delle Ss e ai bombardamenti a tappeto della seconda guerra mondiale. E’ la Tacheles, la celebre “casa occupata” di Berlino dove si pratica la free art. Un centro sociale nel quartiere Mitte che ospita circa 60 artisti nei suoi 30 studi, dove si può bere birra e mangiare un pasto caldo a prezzi modici e dove i writer possono disegnare anche al bagno.
Quell’edificio che ha rappresentato la cultura underground, punto di incontro dei giovani di tutto il mondo, ora è sotto sfratto definitivo e rischia di essere messo fuori uso. A Berlino si sono mobilitati in tanti per evitare questa catastrofe, settemila sono gli intellettuali, i politici e gli artisti che hanno firmato un appello, mentre il teatro offre spettacoli da devolvere a quel “laboratorio della creatività”. Conquistata dal 1990 dagli artisti, aperta 24 ore al giorno, la Tacheles viene visitata da circa 400mila persone l’anno. Sono vent’anni che sopravvive autofinanziandosi: nel 1998 i suoi occupanti erano pure riusciti a strappare un contratto decennale per potervi rimanere, in cambio di una manutenzione dell’edificio. Il proprietario, infatti, lì dove un tempo c’era stato un centro commerciale, poi gli uffici nazisti e in seguito un semplice magazzino doveva trasformarlo in un resort di lusso. Ma non l’ha mai fatto, è fallito e alle sue calcagna ora c’è la banca, che non scherza. E sfratta. 2200 metri quadrati di arte e workshop che tentano di resistere alle ruspe. E siccome Berlino non è né Roma né Milano, le autorità municipali e la polizia stessa chiudono un occhio e non intervengono, lasciando vivere ancora per un po’ la “casa occupata” senza sigilli. Ma la soluzione va trovata comunque e c’è chi, dall’interno, propone una bella Fondazione