closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

SXSW 3: Il Macello

Con le sue tre sezioni specializzate South By Southwest e’ una specie di entusiamante chimera  di Coachella, Sundance e MacWorld. E dopo cinema e interattivo ora tocca alla  musica. Austin e’ stata invasa da centinaia di band con l’inizio di SXSW music, nato nel 1986 come alternatva texana al New Music Seminar di New York e in seguito cresciuto a dimsisura fino a superare abbondantemente il proprio modello. In cartellone quest’anno un impressionate numero di  complessi (oltre 2000) piu’ le centinaia di  musicisti non in selezione ufficiale che optano semplicemente per un angolo di strada – preferibilmente la 6th Street su cui si affacciano dozzine di locali di live music – e si mettono a suonare ad ogni ora del giorno. La musica e’ tutt’ora il cuore pulsante di una manifestazione pensata all’inizio soprattutto come vetrina per indie bands in cerca di visibilita’ ed eventualmente un contratto da uno dei tanti discografici che  da canto loro la usano come vivaio di nuovi talenti. Oggi con la rivoluzione digitale che ha messo sottosopra l’industria musicale le cose sono un po’ cambiate ma lo spettacolo di una citta’ letteralmente invasa dalla musica dal vivo e’ semmai aumentato: bolgia musicale e’ probabilmente la descrizione piu’ accurata, ma anche  “macello” come mi dice Mederic , chitarrista dei francesi Tahiti 80 – parte di un robusto contingente di bands europee (anch le italiane Tiger Shit Tiger Shit e Classic Education). I Tahiti sono qui per la seconda volta,  e si finisce per parlare del solito argomento, tanto per cambiare: qual’e’ il modello operativo per una rock band nell’era digitale. Finora la risposta e’ sembrata essere “il live”  ma guardando la “bolgia” della 6th Street – ci saranno almeno 20 band che suonano contemporaneamente nel raggio di tre isolati, si capisce “l’abbatoir”  di Mederic: un gioco al macello in cui migliaia di band  – non parliamo dei super big, certo  – suonano, spesso gratis, per un pubblico che che oramai se lo aspetta  e lo pretende. Un  tritacarne  insomma dove tutti offrono ma nessuno puo’ crescere. Intanto  Gerome imbraccia la Fender e sale sul palco, lo spettacolo, i mille spettacoli di SXSW “must go on”.

band in attesa di futuro. SXSW 2011