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losangelista

SXSW 2 – Woodstock dei “blogger”

La  sezione “interattiva” del festival si e’ chiusa ieri con il keynote di Bruce Sterling. Non del tutto coincidentalmente una delle iniziative dell’autore cyberpunk nativo di Austin (presenza regolare a SXSW), e’ il dead media project il sito che aggrega le tecnologie defunte dalle quipu – collane “computazionali” degli Inca al Wordperfect. E effettivamente questo SXSW, ibrido di fiera campionaria, nerd-summit e festival di controcultura, accentua come spesso avviene, il senso di transitorieta’ dell’hardware e quindi della “cultura digitale”. Una delle file piu’ lunghe (delle centinaia che ad ogni momento si snodano qui davanti a cinema, conferenze e concerti live) non  acaso e’ stata quella durata un paio di giorni davavnti all’Apple store di Congress Street dove e’ andato in vendita l’iPad 2,  ultimo imprescindibile accessorio-totem (scorte esaurite nell prime ore). Oltre alla convivenza di una presunta “controcultura” digitale e il settore industriale che la alimenta (presenti tutti i pezzi grossi – dalla microsoft a Barry Diller), un altro tema diffuso ha riguardato la sostenibilita’ del modello di contenuto gratuito e universale contro la sua l’eventuale (inevitabile?) monetizzazione. Tante domande insomma, meno risposte e moltissima autocelebrazione delle tribu’ piu’ o meno giovanil-secchione:  geek (digitale), fanboy (cinema)  e hipster (musica) che a Austin se la suonano,  se la cantano …e un po’ se la tirano.

SXSW "BLOGGER STYLE": servizio parrucchiere nella "bloggers' lounge"