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Park City

Park City

Sundance 2013 verra’ forse ricordato soprattutto per la strepitosa settimana di sole che ha per una volta accolto  gli stati generali del cinema indipendente, invece delle tempeste di neve che di solito sferzano Park City durante il festival. Anche quest’anno il regno glamour-indie e liberal di Robert Redford e’ sembrato ancora piu’ rimosso del circostante  stato mormone che e’ anche quello piu’ compattamente repubblicano dell’unione. Ancora una volta il contrasto ha prodotto la requisita polemica, quest’anno concretizzata nella  protesta di un’associazione coservatrice, il Sutherland Institute,  che ha chiesto il ritiro dei sussidi statali alla manifestazione che “non rapprrsenta i valori famigliari dello Utah” riferimento ai numerosi film attorno alle disfunzioni sessual-emotive che hanno in un certo senso costituito la cifra di questo Sundance. Alla fine la convivenza e’ destinata a continuare, coadiuvata dalle splendide piste da sci per i visitatori da Hollywood  e dagli $80 milioni portati all’economia locale da un festival giunto alla 27ma edizone. Su e giu’ per Main St. si sono visti numerosi i volti noti, alcuni in particolare  abbonati alla kermesse, registi come Richard Linklater e attori come Shia LeBoeuf e Evan Rachel Wood ,  o come Brit Marling. A 29 anni la Marling sta rapidamente diventando uno di volti piu’ rappresentativi qui. Due anni fa aveva presentato ben due film di cui era protagonista, produttrice e co-autrice, il bel sci-fi metfisico,  Another Earth di Mike Cahill e l’iquietante thriller Sound of my Voice di Zal Batmanglij su una misteriosa setta religiosa. L’anno scorso e’ tornata come figlia di Richard Gere nell’ expose’ finanziario  Arbitrage  –  e subito dopo in Company You Keep dove era stata figlia dello stesso Redford. Quest’anno  e’ l’interprete di The East, nuova collaborazione con Batmanglij, un thriller politico su un gruppo di “eco-terrroristi” anarchici,  ispirati a grandi linee sul Earth Liberation Front, formazione fautrice di azioni di sabotaggo ambientale negli anni ’00. Nel film lei e’ operatrice di una societa’ di spionaggio industriale  che infiltra il gruppo capeggiato dal tenebroso Alexander Skarsgard. Il film e’ prodotto dalla Scott Free di Tony e Ridley Scott e i militanti sono quindi  la versione  hollywoodiana  di ambientalisti radical sul tipo di Earth First, cosiddetti “domestic terrorists” contro cui l’FBI da anni conduce una guerra senza esclusione di colpi (ben documentata ad esempio nel documentario If a Tree Falls, a Sundance due anni fa). SourceURL:file://localhost/Users/lucacela/Documents/1My%20documents%20US/LOSANGELISTA%203.doc Una versione romanzata che cede troppo presto alla formula action standard di Hollywood, a differenza di Zero Dark Thirty il film che quest’anno ha davvero rivendicato il potere che la finzione ha di sprigionare immagini “proibite” nel collettivo immaginario.

Brit Marling

Brit Marling

LucaCelada

  • Livio

    “Il film e’ prodotto dalla Scott Free di Tony e Ridley Scott”. Ma Tony Scott non era morto?

  • luca celada

    Si e’ morto suicida l’anno scorso ma e’ pur sempre stato cofondatore della societa’ – e soprattutto fautore col fratello di un filone estetico hollywoodiano ben preciso.