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losangelista

Sud Sudovest

E’ entrata nel vivo la veniticinquesima edizione di South By Southwest, il festival di “musica, cinema e interattivita’” che si svolge ad Austin, anomala eccezione edonista e tollerante nel profondo del Texas. La cittadina di Lyndon Johnson, capitale dello stato Lone star e’ anche la sede della Univeristy of Texas il cui spring break coincide col festival conferendo al tutto un aria di goliardico carnevale.  Il cuore del festival sono i concerti  che da mercoledi’ faranno di  questa cittadina, una delle capitali americane della musica dal vivo (con Memphis e Nashville), una vetrina per bands provenienti da tutta America e dal mondo. Dozzine di locali, parchi, strade chiuse al traffico diventeranno una enorme jam session e ai margini appuntamento immancabile per addetti ai lavori della musica. Intanto e’ partita la rassegna di cinema con un enfasi assolutamente indie (SWSX, appoggiato dall’indigeno Robert Rodriguez  e’ una specie di Sundance giovanile) ma con ormai anche alcune preview hollywoodiane. La serata di apertura e’ appartenuta a Source Code il thriller meta-fantascientifico di Duncan Jones che due anni fa aveva piacevolmente sorpreso con un altra opera Sci Fi, Moon. Source Code e’ interpretato fra gli altri da Michelle Monaghan, Vera Farmiga e Jake Gyllenhall nei panni di un  pilota dell’aeronautica che si risveglia su un treno a Chicago su cui esplode una bomba, poi, inspiegabilmente torna ripetutamente a vivere gli ultimi otto minuti  di questa esperienza.  Il suo personaggio come quello di Sam Rockwell  in Moon scopre di essere una vittima solitaria della tecnologia – un po’  come il Capt. Tom di Space Oddity – forse non una completa coincidenza, il regista (Duncan Jones) e’ figlio di David Bowie.