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Napoli centrale

Su internet i botti illegali, c’è anche la bomba Monti

 

 

L’ultimo arrivo sulle bancarelle dei botti illegali è la bomba di Monti. Pare faccia concorrenza allo storico pallone di Maradona che resiste nella tradizione dei fuochi d’artificio da circa 20 anni. Ma le sorprese per festeggiare il 2012 a Napoli non finiscono qui. C’è anche il botto “spread”, battezzato così per esorcizzare la crisi che come dicono nei vicoli “prima va su poi scende giù, ed è l’inferno”. Costo sui 50 euro.

Negli anni passati i nomi assegnati a quelli che nella maggior parte dei casi sono dei veri ordigni micidiali hanno preso spunto da calciatori famosi (sempre i più gettonati), ma anche da fatti di cronaca, così si poteva acquistare la capata di Zidane, la bomba di Bin Laden o il Kamikaze. La fantasia dei napoletani in quanto a ritrovati pirotecnici non ha limiti, peccato però si abbini a una pratica illegale che solo il primo del 2011 ha contato 1 morto e 500 feriti. Nemmeno a dirlo con la Campania pronta ad aggiudicarsi il record negativo, anche con un deceduto colpito da un proiettile vagante. Le forze dell’ordine riescono poco a contenere il fenomeno, troppo dilagante e inserito a pieno titolo nelle tradizioni natalizie partenopee. Una prova di mascolinità far esplodere le piccole bombe, gesti che avvicinano più ai miti della camorra, che non alla spenzieratezza dei festeggiamenti. Basti pensare che su Facebook c’è una pagina ad hoc che raccoglie i neofiti del capodanno violento e si intitola appunto: W i botti illegali. Non conta tanti membri, al momento sono solo 300, ma nelle informazioni il motto del gruppo è a dir poco agghiacciante: “Boom, boom, via un dito. Peng, peng giù un morto. Sbaba, via la mano. Evviva Napoli”. Le centiania di commenti, all’interno della bacheca aperta a tutti, rivelano poi che la pagina è seguitissima e con un numero di followers molto superiore agli iscritti. Sono soprattutto persone in cerca di botti illegali a buon prezzo, ed è chiaro che la chat è il modo per acquistarli senza perdere tempo. Kekko il fuokista per esempio scrive: “Sempre forza Napoli e botti illegali. Wagliuuu a Ponticelli trovate tutte le illegali ke volete. X informazioni contattatemi fratelli fuokisti. Vai ka e facim care sti palaz. Baci da Kekko il fuokist il nome dice tutto”. La informazioni sul mercato illegale, su dove recuperare i fuochi illegali sono ovviamente nascote, ma il tam tam è frenetico. Vittorio Pista scrive: “Ciao compaesani dove posso trovare a Napoli i cobra 6 illegalmente?”. Anche Mercato del Prince chiede: “Mi servono botti pesanti illegali contattatemi in privato”. Appare dunque chiaro che si tratti di un fenomeno culturale e non solo di svago. La repressione i sequestri non hanno mai dato grossi risultati. Forse solo con campagne informative e la sensibilizzazione della cittadinanza, a partire dalle nuove generazioni, potrebbe cambiare qualcosa. Un lavoro su cui varrebbe la pena di investire. Anche in clima di austerity, perché la bomba Monti potrebbe causare quest’anno morti e feriti.