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Stupro di Pizzoli, il ginecologo: “mai visto nulla del genere”

In Italia i media e l’informazione non sono sempre corretti quando trattano di violenza di genere e di solito tendono a urlare la notizia, a cercare lo scoop, e a ricalcare modelli culturali sulla donna molto pericolosi e dannosi per le stesse vittime e per le donne in generale perché svilenti per chi subisce violenza (come l’insistere su particolari morbosi) e accomodanti per chi la pratica (era un bravo ragazzo, di brava famiglia, è stato un raptus, era troppo innamorato quindi l’ha uccisa). Un linguaggio e un background culturale che nei tribunali viene usato per sostenere ipotesi in difesa di stupratori e autori di violenza che sottintendono stereotipi pesantemente maschilisti e misogini (se l’è cercata, è lei che lo ha provocato, l’uomo è cacciatore, all’istinto non si comanda, era consenziente), per cui le vittime di violenza diventano spesso offender e sono costrette a dimostrare “la violenza” subita, sopportando pressioni psicologiche che si aggiungono a quello che già hanno vissuto. Troppo spesso inoltre, lo stupro viene considerato un reato di serie B e le donne si sentono talmente poco tutelate da preferire il silenzio alla denuncia, perché sanno che durante il processo potrebbero non sopportare il peso di un’altra violenza, quella psicologica e verbale. Su quello che è successo tra l’11 e il 12 febbraio nello stupro alla discoteca di Pizzoli, vicino L’Aquila, dove una ragazza di vent’anni è stata trovata sulla neve, seminuda, coperta di sangue per l’emorragia che le lesioni della violenza subita le avevano provocato, è stato scritto e detto molto. Anche troppo. Di questo reato è stato accusato un militare, F.T. di 21 anni, e per lui il giudice, a differenza di altri procedimenti in corso in questo periodo su reati di stupro, ha disposto la custodia in carcere. La famiglia del ragazzo ha chiesto scusa alla famiglia della giovane stuprata, ma l’avvocato difensore, Alberico Villano, ha tranquillamente pronunciato il nome e il cognome della ragazza durante uno show televisivo con grave violazione della privacy ma soprattutto violando la riservatezza sulle norme di sicurezza cui la ragazza è sottoposta. Oltre al reato di stupro, a carico del militare c’è l’ipotesi di tentato omicidio, in quanto l’uomo è stato fermato mentre si stava allontanando dalla discoteca, sporco di sangue, lasciando la ragazza in fin di vita sulla neve: un mancato soccorso che sarebbe costata la vita della studentessa se non fosse interventuto il personale della discoteca che l’ha soccorsa. La ragazza, uscita dal’ospedale ma ancora in convalescenza in un luogo segreto, non ricorda esattamente i fatti avvenuti perché lo shock è stato troppo forte, ma in una fase della sua ripresa in ospedale avrebbe detto: “Quelli mi volevano uccidere”, perché in realtà fuori dalla discoteca, oltre al militare inquisito, erano stati fermati anche altri due commilitoni del 33esimo Reggimento Artiglieria Acqui, insieme alla fidanzata di uno dei due. L’avvocato del militare ha sostenuto in maniera convinta che il rapporto sessuale che ha subito la studentessa era un “rapporto amoroso consensuale”, sostenendo che l’uomo avrebbe provocato le ferite con “la mano”, malgrado i 48 punti di sutura che la ragazza ha dovuto subire per ricostruire le parti interne lese. Alla domanda sulla gravità delle ferite della giovane, che fanno pensare senza dubbio alcuno (e senza possibilità di dimostrare il contrario) a una violenza inaudita, il legale ha risposto che “non sono state provocate da un atto sessuale non voluto”, e che “la ragazza non è stata costretta”. Secondo il legale: non ci sarebbe stato nessun corpo estraneo nell’atto sessuale; i due giovani commilitoni e la giovane non sono intervenuti in nessuna fase del fatto; e il giovane militare, “molto impaurito”, quando ha visto il sangue, è rientrato nella discoteca per chiedere aiuto. Non solo, perché la ragazza, secondo l’avvocato, “Dovrà spiegare il perché e il motivo per il quale è uscita fuori dal locale con il freddo e la neve insieme al suo giovane coetaneo”. In poche parole la ragazza dovrebbe rispondere al fatto che non solo era consenziente a farsi provocare quelle ferite ma anche che lei la violenza se l’è cercata. Su questo caso si è parlato di “pratica estrema”, del diametro di una mano chiusa a pugno considerando possibile che quelle ferite potessero essere state prodotte da un rapporto, “consensuale”, con l’uso di una pratica sessuale che si chiama fisting e che viene esercitata con il pugno. Un quadro davvero deprimente, vergognoso, schifoso, che su una vittima di stupro approfondisce quelle ferite che non guariranno mai. Ma la vita è generosa anche nella tragedia, perché dalle dichiarazioni fatte in una trasmissione su Canale 5 ieri dal dottor Gabriele Iagnemma, il ginecologo dell’ospedale che ha “ricucito” la ragazza stuprata, si capisce che non può essere stata né una mano né un rapporto consenziente. Dichiarazioni che dovrebbero spazzare via tutte le elucubrazioni di dubbio gusto rimettendo al centro la vittima che ha subito una violenza terribile e il suo diritto ad avere giustizia, e quindi il riconoscimento assoluto di quello che ha subito, e anche a individuare l’autore di una violenza efferata che forse è pericoloso anche per la società: “In trent’anni di attività non avevo mai visto nulla del genere – ha detto il dottor Iagnemma – quando è stata portata all’ospedale dal 118 e scortata dai carabinieri, è arrivata ricoperta di sangue in condizioni di incoscienza e in un grave stato di shock emorragico dovuto alle gravi lacerazioni che aveva. Lacerazioni che interessavano oltre che l’apparato genitale anche altri organi. E’ stata portata immediatamente in sala operatoria, dove ho chiamato subito il collega chirurgo e insieme, l’abbiamo operata. Un intervento di oltre un’ora nel quale sono stati ricostruiti l’apparato digerente e l’apparato genitale”. La ragazza sarà sottoposta a ulteriori controlli ed esami “soprattutto per verificare la funzionalità di alcuni organi, perché dal punto di vista anatomico è guarita, ma non sappiamo se lo sia dal punto di vista dell’apparato digerente che è la parte più colpita”.  Secondo gli inquirenti nello stupro è stato utilizzato uno strumento metallico e anche per i medici le ferite riportate non sono affatto compatibili con un rapporto senza violenza. L’amore, il sesso estremo, l’avventura di una notte, qui non c’entra: è solo violenza.

  • http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.com/ Lola

    Io credo che a questo punto noi donne dovremmo ricominciare ad essere presenti nei “processi per stupro”, come negli anni ’70.
    Non può essere concesso all’avvocato Villano e a quelli come lui di continuare nell’opera di distruzione di una donna.

    A questo punto sta a noi non stare zitte.

    http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.com/2012/02/proposta-alle-donne.html?spref=fb

    Andare davanti ai tribunali delle nostre città, distrubuire volantini, non far calare l’attenzione.

    #italyrapesinsilence

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  • Ilaria

    E’ inaudito tutto ciò. Ergastolo a chi violenta le donne! Ho scritto una petizione “A MISURA DI DONNA” Esigiamo un decreto che sancisce l’ergastolo come condanna per le violenze sessuali sulle donne.
    http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2012N18842 Se condividete il contenuto, sosteneteci con una vostra firma e la divulgazione della suddetta. Grazie. Ilaria
    N.B. Su facebook è presente il gruppo che sostiene la petizione, riporta la stessa denominazione.

  • Pingback: Doppio stupro « Milocca – Milena Libera()

  • Giulia

    A parte l’ergastolo per i militari, visto che la pena di morte non c’è, io farei dare anche all’avvocato Alberico Villano una pena di 20 anni per come giustifica il fatto, rendendosi complice di quei carnefici.

  • http://www.esthia.net patricia

    purtroppo penso che @Lola abbia ragione: bisogna ricominciare ad essere presenti nei processi… rimane l’invito a voi:
    PROGETTO ESTHIA
    promuove
    FLASHMOB
    Ci incontriamo alla Casa delle Donne, Via della Lungara 19, Roma, alle 14.00 per un Flashmob sul ponte d’avanti al Carcere – contro la scarcerazione degli stupratori. Lunedì 26.03.2012.
    Associazione Culturale Esthia

  • Sebeto

    Non concordo con i commenti e con il “tono” dell’articolo. Nei paesi civili si può essere condannati solo dopo che un giudice ha accertato come sono andati i fatti. Non prima, come state facendo voi. Le cose potrebbero (sottolineo, potrebbero) essere andate così: i due ragazzi si sono appartati per praticare del sesso estremo (che, piaccia o non piaccia, molti praticano) e il ragazzo per imperizia nella pratica, che evidentemente richiede attenzione e competenza, ha forzato la mano (in senso letterale, ahimé). Visto che si parla di lesioni all’apparato digerente, potrebbero essersi trattato di fisting anale (piaccia o non piaccia, esiste anche quello). In questo caso le fattispecie penali saranno comunque gravissime, dal tentato omicidio (per l’abbandono) alle lesioni, ma non stupro. Sottolineo ancora: potrebbero essere andate così, non che sono andate così (non sto escludendo che si sia trattato di reale stupro). Ma è il giudice che lo deve dire, non voi. Se no si ricade, come troppo spesso avviene nel nostro paese (leggi Schettino), nell’arbitrio e nel giudizio di popolo, che sono la negazione del diritto e della giustizia.

  • francesca

    e come sempre, la statistica spiace dirlo è schiacciante, l’unica voce fuori dal coro è di un uomo. questo spiega tutto. io dico, sarebbe meglio non commentare piuttosto che avvalorare, o no?

  • Sebeto

    secondo me se c’è un’unica voce fuori dal coro non è perché essa è di un uomo, ma perché quell’unica voce è capitata su questo blog per caso. Chi lo frequenta abitualmente, immagino, è fortemente coinvolto in queste tematiche e quindi ragiona in termini essenzialmente ideologici. In altri termini, la statistica andrebbe fatta anche sulle donne che non sono particolarmente impegnate o comunque sensibili al tema e vedere se resta così schiacciante. D’altra parte se essere “fuori dal coro” ed essere “uomo” sono necessariamente elementi legati da un rapporto di causa / effetto vuol dire dire che tutti gli uomini che non concordano sono potenziali stupratori o comunque considerano lo stupro un reato minore. Ma questo, evidentemente, non è il mio caso. Io ne faccio solo una questione giuridica. Per rimanere in tema, visto che molte tra voi postulano l’ergastolo per lo stupro, delle due una: o si abroga il principio costituzionale di proporzionalità della pena oppure deve essere reintrodotta la pena di morte per il reato di strage (a meno che non ci sia qualcuna che sostenga lo stupro essere più grave della strage, ed allora, effettivamente, se ne può discutere).

  • claudia

    no fidati caro, io non sono così coinvolta in queste tematiche, ma i tuoi commenti sono agghiaccianti lo stesso.

  • Sebeto

    può darsi che lo siano, ma tu, a differenza di quanto ho fatto io, non motivi le tue idee. Ti limiti alla petizione di principio (quindi ideologica) “i tuoi commenti sono agghiaccianti”.
    Se ne hai voglia, ti invito a spiegare punto per punto perché lo sono e, in particolare:
    – come fai (fate) ad essere certa che si sia trattato di stupro e non di “imperizia tecnica” (oppure, come sostiene l’avvocato di parte, di “abuso del consenso già dato”, situazione peraltro che, a mio parere, può (deve) comunque essere inquadrata nel reato di stupro);
    – se è ragionevole che lo stupro sia punito al pari dei reati più gravi alla luce del principio (che spero nessuno voglia contestare: lo ha postulato Beccaria, mica io) del principio di proporzionalità della pena.

  • Paolo1984

    Sebeto, il punto è che comunque sia andata, la cosa sicura è che la ragazza ha sofferto e sta soffrendo, io non so se abbia acconsentito o meno a “pratiche estreme” (io ne dubito ma sarà il processo a stabilirlo, e per quanto ne so tali pratiche prevedono regole precise per evitare di “eccedere” e causare seri danni fisici, precauzioni di cui il ragazzo non ha tenuto conto) so che di sicuro la ragazza non ha acconsentito ad essere lasciata sola e sanguinante e dolorante. I suoi commenti, per quanto siano pieni di “buonsenso”, sembrano scarsamente empatici con la vittima. oltretutto sto notando che su internet i garantisti saltano fuori sempre e solo nei casi di stupro, e spesso è la stessa gente (non dico sia il suo caso) che magari vorrebbe vedere impiccati i politici corrotti. io dico: se si è garantisti bisogna esserlo con ogni imputato non solo con alcuni. chiaro?

  • alex1

    Il comportamento del ragazzo e’ stato squallido e vile in ogni caso per avere abbandonato la ragazza sofferente e sanguinante, per il resto deve essere il tribunale a giudicare se il rapporto era consensiente o meno, e mi pare che il giudice abbia preso una sua decisione in questo senso. Cosi’ sia, si applichera’ la pena prevista dal codice penale. Per fortuna i giudici sanno in genere valutare meglio di alcune femministe invasate che vedono l’uomo come nemico della donna a prescindere e sempre dalla parte del torto.

  • Sebeto

    Concordo al 100% con tutto (e, per quanto mi riguarda, se è vero che non sono mai sceso in piazza ad applaudire, è altrettanto vero che non ho neanche mai lanciato monetine).
    In ogni caso l’empatia non c’entra niente con il codice penale e, anzi, quando si parla di codice penale la si deve tenere più lontano possibile, perché (a mio parere, ovviamente) è proprio quella che può portare a giudizi sommari. Quello che ho cercato di dire, e con questo chiudo la “polemica”, è semplicemente che se si è commesso uno stupro si deve essere puniti per stupro, ma se si è commesso un fatto che rientra in una fattispecie diversa per quella solo si dovrà rispondere. Tutto qui.

  • Ilaria

    A molte persone che mi hanno risposto così: “Non la firmerò perché credo che un omicidio sia più grave di uno stupro e quindi se a uno stupratore gli diamo l’ergastolo all’omicida cosa gli diamo?” Ho risposto come segue: “che diritto hanno gli uomini di far male alle donne? Serve una legge che contribuisca a far diminuire questi episodi dolorosi per le donne in qst caso. Nn c’è nessuna legge che li condanna a dovere. Per me la violenza che sia subita da una donna o da un uomo deve essere punita con l’ergastolo. Io credo che l’omicidio non possa essere paragonato ad una violenza. Una pallottola fa male e muori e di conseguenza non vi è memoria, non soffre più, non si sente e non si vede ma una violenza la porti con te per sempre ed una parte di te è morta. Non so se riuscite a comprendere la differenza.” So che la legge prevere la rieducazione e la reintegrazione ma personalmente non la condivido, così come non condivido la pena di morte che è nulla rispetto all’ergastolo. L’ergastolo consente di riflettere a vita sui propri errori e sul male fatto. La questione principale è la legge: quanto considera grave questa violazione della libertà personale? La legge conosce gli effetti di tale violenza sulle donne? Alcune si lasciano morire ma non ci sono manifesti che lo dicono, ma accade. Sono morti fisiche che seguono quelle interiori. La legge cosa ha fatto e cosa sta facendo per impedire che queste stagi accadono. Considerate stage solo l’uccisione fisica e non tenete conto di quella umana, di quella interiore che non si vede ma che muta o muore. Forse le mie parole risultano poco credibili, allora recatevi in un centro e ascoltate le storie delle poche donne coraggiose, le voci di altre donne non le ascolterete mai perchè ricordare e condividere fa male ma fa più male sapere che pur raccontando si rimane comunque sole con un dolore dentro che nessuno può mai cancellare. Purtroppo in una società che si definisce civile ci sono ancora violenze di tutti i generi. Ripeto se le leggi fossero significative la violenza nel mondo cesserebbe ma dato che così non è rimarranno pochi uomini sulla terra, solo coloro che sono stati fortunati, coloro che hanno la forza di reagire e infine coloro che hanno fatto del male.
    Sono contro ogni forma di violenza!

  • silvia

    non è questione di essere femministe… scusate ma a voi piacerebbe essere sodomizzati da qualcuno, picchiati e feriti da qualcuno che fisicamente è molto più forte di voi? avete idea di come possa sentirsi una donna che ha subito violenza sessuale in ogni momento futuro in cui magari volesse avvicinarsi al sesso? e come si sente una vittima di stupro dovendo anche sentire che quello che è successo è colpa sua perchè certamente lei ha provocato il suo stupratore? se voi incontraste dei balordi per strada che vi conciano per le feste per il loro divertimento, a gratis, non vorreste giustizia? e considerando che nello stupro si viola l’intimità di una persona, a voi piacerebbe che colui che vi ha sodomizzati girasse libero per strada come se nulla fosse? forse non avete figlie, ma se un deficiente facesse quello che quest’idiota patentato ha fatto a vostra figlia, siete sicuri che se lo vorreste dietro le sbarre è solo per femminismo e non per volontà di giustizia… 5 anni di galera vi basterebbero per sentirvi “risarciti” di un offesa che non si limita al vostro corpo (quello di solito guarisce) ma vi dilania l’anima a vita.
    ci sono molte donne che dopo uno stupro e senza giustizia si sono suicidate… non è cmq un omicidio? per me ogni caso di ingiustizia provocato da ingiustizia sociale che provoca un suicidio diventa un omicidio collettivo, siamo tutti responsabili di tutte le morti provocate dall’ingiustizia dei colpevoli e dei tribunali. La violenza sulle donne, sugli animali sui bambini… sono tutti crimini orribili, perchè si infierisce su chi non riesce a difendersi. un uomo che violenta una donna è pericoloso per tutte le donne, se lo ha già fatto e l’ha scampata lo rifarà, statene certi per cui io mi indigno per ogni stupratore che la fa franca e per ogni giudice che con leggerezza lo lascia uscire. a sanremo (non era uno stupratore ma un violento) anni fa una donna è stata sgozzata dal fidanzato… cosa c’entra? c’entra, perchè quell’uomo è stato lasciato libero da un giudice un anno prima, aveva già ucciso la sua ex ma secondo il giudice non era pericoloso… infatti l’ha rifatto… io mi indigno perchè in quanto donna ogni verme lasciato fuori rappresenta un pericolo in più per me e le altre donne, mentre la giustizia dovrebbe almeno toglierne di mezzo uno dalla circolazione…
    e non si tratta di femminismo ma di sicurezza. allargate gli orizzonti per favore, non si sta parlando di rubare le caramelle.

  • silvia

    aggiungo solo un esempio: anni fa lorena bobbit taglio letteramente il membro al marito, dopo anni di sevizie e violenze… gli uomini sono insorti chiedendo una punizione esemplare per la donna che aveva evirato… ebbene vi dico uno stupro per una donna è paragonabile all’evirazione di un uomo. il danno psicologico supera quello fisico e chi non riesce a capirne la gravità significa che parla per leggerezza, perchè sente che l’argomento non può toccarlo da vicino… ebbene se ci fossero più donne come la bobbit (e preciso che non sono affatto d’accordo con ciò che ha fatto) certamente ci sarebbero più uomini che comprenderebbero la gravità di reati simili…

  • Sebeto

    Mah… o parliamo lingue diverse oppure sono stupido e non riesco a capire il vostro punto di vista. Non riesco a capire, in particolare, l’esigenza di dover sottolineare, ripetutamente, quindi, inutilmente, quello che è talmente ovvio da non dover neanche essere argomento di discussione. Che bisogno c’è di insistere sull’odiosità di un crimine efferato quale la violenza sulle donne e sui danni psicologici che comporta? Queste cose nessuno le mette in dubbio (tranne qualche ritardato mentale la cui opinione è assolutamente trascurabile).
    Per rispondere, io non metto in dubbio che se violentassero mia figlia o me stesso, avendone la possibilità, sgozzerei con le mie mani lo stupratore. Tuttavia, grazie a dio, non siamo più nel far west ed è lo stato che si deve occupare di applicare la sanzione. Se poi lo stupratore esce dopo un anno o gli danno i domiciliari, ciò accade non perché lo stupro non è considerato come un reato grave oppure perché non c’è sensibilità da parte del giudice (come voi femministe sostenete), ma perché in Italia qualsiasi reato non è considerato grave. In altri termini, i vari Pietro Maso e le varie Erica sono stati liberati prima di aver compiuto 30 anni, dopo aver commesso quello che per me è il più efferato crimine possibile in assoluto (matricidio e parricidio).
    Allora, se volete essere veramente costruttive, il formum fatelo per sensibilizzare sulla necessità di abrogazione dell’art. 27 della costituzione (funzione di emenda della pena), per l’abrogazione della norma che prevede il rilascio automatico, dopo 24 anni di pena, per gli ergastolani che hanno tenuto buona condotta, per l’abrogazione della norma che prevede la sospensione condizionale della pena, per l’abrogazione delle norme che prevedono le misure alternative al carcere, per l’abrogazione del patteggiamento e del rito abbreviato, etc.etc. e vedrete che tutti i delinquenti, compreso gli stupratori, in carcere ci andranno (e resteranno) veramente.
    Fare una eccezione al sistema giuridico italiano (balordo quanto si vuole, ma questo è) solo per gli stupratori, sarebbe, paradossalmente, ingiusto per questi ultimi.

  • Lorenzo

    Io penso solamente che se i medici hanno potuto constatare che il danno non era assolutamente riconducibile ad alcuna pratica sessuale, quali altri dubbi ci sono? E poi nessuno di noi era li , è vero , e quindi difendere o condannare a spada tratta non è semplice , per questo esiste la magistratura , ma cmq io mi chiedo come si fa ( viste le perizie mediche) a difendere delle persone del genere inducendo anche gli inquirenti a dedurre che la ‘pratica’ era VOLUTA da entrambe? Chi finirebbe volentieri all’ospedale con quel genere di lesioni? Un suicida , visto che per quella ‘PRATICA’ come la chiamano loro la ragazza ha rischiato di rimanere, ammesso che non lo sia già ahimè , segnata a vita? Per cui , non giudichiamo gli intenti , ma i FATTI. quelli visibili , non le ipotesi…

  • Nicola

    Discussione interessante.
    E concordo con Sebeto su quasi tutto: soprattutto sull’applicazione razionale della pena e sull’abrogazione di articoli di legge che la rendono nulla (non solo quella di stupro, ma in generale).
    Su una sola cosa non concordo (e bada bene, Sebeto, che in linea di principio, ragiono come te): è vero che i magistrati, come i medici, dovrebbero tener lontana l’empatia nel giudicare i reati. Ma dovrebbero tener lontana anche la dispatia. Per intenderci, se non piango e non mi dispero mentre ascolto la vittima, non dovrei nemmeno permettere agli avvocati che difendono gli imputati, di utilizzare parole o termini, come “raptus perchè era troppo innamorato” o “purtroppo è una pratica comune, ma lui era inesperto”, facendo così sembrare l’imputato una persona degna di essere commiserata.

    Quindi teniamo lontana l’empatia da entrambi, imputato e vittima.

    Per quanto riguarda me, nel personale, non mi pronuncio. Mia moglie è stata violentata a 15 anni, io però, l’ho conosciuta 15 anni dopo e la’veva superato. Anche se mantiene delle forti insicurezze. Ho tre figli, di cui due bimbe. E io stesso, ho provato su me stesso, l’inutilità della giustizia. Non siamo nel far west. Ma se qualcuno facesse questo a mia figlia o a mia moglie, anche se fossero consenzienti, non credo che potrei garantire loro la salvezza. Ad ogni costo. E questo proprio perchè in Italia, si fanno molti discorsi, ma poca giustizia.
    Si tutela moltissimo l’imputato e il deteneuto, poi. Ma poco la vittima.
    Anche nei reati minori: ho venduto un’auto, per 8000 €, perchè dovevo versare la caparra per l’acquisto di un appartamento. Sono stato pagato con un assegno a vuoto. La persona denunciata, aveva già commesso spesso questo illecito. Tuttavia, continua ad essere a piede libero e senza problemi. Io che ho tre figli, una moglie e lavoro solo io, ho perso un’auto.

    I reati non sono piccoli: dipende da come vengono percepiti. Ricordiamo “Ladri di Biciclette” di De Sica: hanno rubato solo una bici…ma ne 1946, quella bici era l’unico mezzo per un padre, per garantire il cibo al figlio…

  • Franco

    Io sono d’accordo con Sebeto.Lui fa un discorso giuridico, la maggiorparte degli altri altro, legittimo, ma che non rientra nelle logiche giudiziarie. Ergastolo agli stupratori? Magari. Ma ció che dá fastidio é che donne di sinistra in particolare diventino giustizialiste solo quando tocca alle donne …. io dico ok.. ma allora non rompete le balle quando per omicidi di bimbi/ pedofila/ sequestro di persona e segregazione e riduzione in schiavitù si chiede la pena di morte. Molte delle persone che si lamentano su questo forum sono quelle che poi hanno abbracciato il sistema permissivista che permette a tutti i rapinatori, stupratori, assassini, pedofili, torturatori di uscire di galera prima di aver scontato una pena spesso giá ridicola. Fosse per me agli assassini, stupratori etc.etc. non dovrebbe nemmeno essere data la possibilitá di avere figli dato che un padre o una madre devono essere in grado di crescere i minori e se i due sono dei delinquenti si deve per prima cosa evitare che spargano, trasmettendola, la loro cultura criminale alle generazioni successive. Impossibile eliminare completamente i reati ma questo permetterebbe per es. di limitare la prole ai capimafia oppure di permettere al pedofilo di avere figli che gli spalanchino le porte degli “asili”, oppure di sottrarglieli se ancora minori, oppure non permetterebbe allo stupratore di trasmettere i suoi concetti di violenza e sopraffazione al bimbo di 10 anni. Insomma persone così un figlio o una figlia non li possono crescere: sterilizzazione e sottrazione di minore per crimini di rilievo penale. Ergastolo per gli stupratori? Magari. Poi pure tutto il resto peró…..magari…. bonifica sociale nell’arco di una generazione. Ma per imporre ció bisognerebbe non solo stravolgere il sistema giuridico ma anche stravolgere un’intera cultura soprattutto europea che fa sentire orgogliosa la Svezia di aver inflitto all’assassino/ stragista del campus che se la ride ancora “di aver fatto uscire la parte migliore di sè”…. e mentre la gente muore ci vantiamo perché siamo “occidente civile”. Facciamo una statistica tra quante vittime ha causato il peggior regime e quante ne hanno causate il “permessivismo democratico” ….scommettiamo?