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Quinto Stato

Stop alle 24 ore: il pasticcio è servito

E’ confermato il dietro-front del governo sull’aumento di 6 ore dell’orario lavorativo dei docenti. Plaude la strana maggioranza Udc Pdl e Pd che ha impedito al ministro dell’Istruzione Profumo di stracciare il contratto nazionale della scuola, introdurre il lavoro gratuito, tagliare all’incirca 30 mila docenti precari. Soddisfazione da parte dei sindacati. Siamo arrivati al giro di boa: si tratta, ora, di trovare gli oltre 200 milioni di euro che il governo intendeva “risparmiare” con questa misura altrove. Ma dove verranno trovate queste risorse? Sempre dalla scuola, già tagliata e ritagliata all’inverosimile dal 2008 (8,5 miliardi di “risparmi”) oppure dalla difesa, come suggerisce il Pd, la Flc-Cgil e altri?

Nessuno lo sa. Chiedete al ministero, ad esempio. Le ipotesi in campo fanno girare la testa? Dove tagliare? A chi togliere questi duecento milioni? Al personale Ata, ai dirigenti scolastici? Al fondo “MOF”, cioè sui soldi che servono – tra l’altro – per la contrattazione nazionale? Alla sola ipotesi, avanzata sui giornali, compreso il nostro, sembra che i sindacati abbiano fatto pervenire ai tecnici del ministero un chiaro avvertimento: non provateci nemmeno. Lo sciopero generale del 24 novembre sta ancora lì, come un bazooka puntato sugli uffici dove, in questi giorni, si stanno spremendo le meningi per trovare qualcosa da tagliare. E per mantenere i “saldi invariati”, come predicato dal ministro dell’Economia Grilli. “Ci dovrà pensare Profumo”.

Ed è questo il guaio. Perché, sempre stando ai retroscena che circolano in ambienti sindacali, sulle riviste specializzate, sembra proprio che l’ex rettore del Politecnico di Torino non aveva pensato a un piano B. Quell’aumento delle ore, e i conseguenti risparmi, dovevano essere fatti e basta. Vai mai a pensare che gli studenti, lo sciopero generale, i flash mob domenicali a Viale Trastevere e la crescente astensione degli insegnanti dalle interrogazioni e dalle attività extra imponessero al governo una marcia indietro?

No, Profumo non ci aveva pensato. Con il risultato di imporre una ricerca a tappe forzate di un taglio da fare non si sa dove per rispettare il nuovo imperativo ai tempi della spending review. I saldi devono restare invariati. Il pericolo è scongiurato, ha detto il sottosegretario Rossi Doria che si è gettato a capofitto in questa ricerca della mediazione impossibile. Si tratta di trovare la formula impossibile per praticare un altro taglio, e renderlo invisibile. A quel punto, la strana maggioranza voterà la legge di stabilità. E tutto resterà come prima. Resteranno 8,5 miliardi di tagli. E non è detto che il prossimo governo cambierà idea. I tagli sono un dato di natura. Quelli non cambiano mai.

  • Maria Rosa Chiapparo

    E i finanziamenti alle scuole paritarie? Restano invariati o Profumo ce la fa a ricordarsi che si possono tagliare, se non eliminare? Magari a qualcuno viene in mente che investire sulla formazione e sul sapere significa pensare in maniera progettuale e lungimirante al futuro del paese, superando la logica miope da finanza internazionale.
    Grazie