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Quinto Stato

Sting: lotta di classe nel Chiantishire e lavoro gratis all’Expo

(da repubblica.it)

(Sting al Palagio, tenuta di 350 ettari in Toscana – da repubblica.it)

Indignati con Gramellini se Sting chiede 262 euro per raccogliere olive nella tenuta toscana e non per chi lavora gratis all’Expo

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(Repost da La furia dei cervelli)


Stamattina, Sting si è fatto tradurre il “buongiorno” di Massimo Gramellini, la noticina quotidiana scritta per la Stampa. Ed è rimasto turbato. Avrebbe detto più o meno questo, ne abbiamo fatto una traduzione veloce.

La notizia è rimbalzata dal Daily Mail sui quotidiani italiani, trascurando un dato: l’offerta è rivolta a volontari, si, ma pur sempre turisti in cerca di un agriturismo nel Chiantishire. Se non ne avete visto uno andateci; se non ci avete mai dormito una notte, portafoglio permettendo, vale la pena. Quello di Sting è fantastico. E ci sono sei dependance. 


Hanno iniziato i quotidiani locali – che prendono pubblicità dalle aziende vitivinicole guidate da inglesi, americani o tedeschi, si presume – con il tono indignato. Ma come la rockstar inglese (perfida albione! maladetta globalizzazione) chiede ai “nostri” ragazzi di pagarlo per lavorare ai suoi ulivi, se sono assetati gli fa pagare 12,5 euro a bottiglia del suo vino (oppure a bicchiere, non si sa). A colazione per il miele prelibato gli chiederà un assegno. Scandalo. Che schifo. Ma pensa te. 

Poi è arrivato Gramellini che ci ha scritto il suo buongiorno. Il nazionalpopolare si è messo dalla parte dei diritti. Un successo.

Lotta di classe nel Chiantishire. “A difesa dei nostri ragazzi”.

Siamo onesti, Gramellini ha scritto cose condivisibili. Cioè ha capito che il problema nel capitalismo finanziario è che di lavoro ne esiste in quantità stratosferiche, solo che manca il reddito per pagarlo. E, in generale, manca il reddito per vivere (se non ci pensa papà o il nonno). 

Non è tanto il lavoro che manca – scrive Gramellini – quanto i soldi per ricompensarlo. Il delicato problema è stato affrontato nel corso dei secoli in vari modi, ultimamente con la riduzione drastica degli stipendi o il loro azzeramento grazie all’astuta dicitura «esperienze formative per il curriculum», che rispetto alla schiavitù consente di risparmiare su vitto e alloggio. 

Se è così, vogliamo vedere Gramellini in prima fila alla prossima May Day, o occupare centri sociali a Milano. Negli ultimi tempi li sgomberano tutti. Se non lo sa, questi discorsi circolano da anni in questi ambienti. Qualcuno ci ha scritto libri. E girano anche in rete riviste ispirate a San Precario. Insomma il problema è noto, e argomentato. Non solo da professoroni, ma da ragazzi. Se ne ha, Gramellini potrebbe far leggere qualcosa ai suoi figli. Che sapranno, forse.

Ma non è la prole di Gramellini il problema della notizia su Sting. Nè il fatto che Gramellini abbia scritto una cosa giusta, nel momento giusto: gli stage gratis, la formazione a pagamento, la rottamazione delle lauree, la fuga degli immatricolati dall’università. Governi che insistono che il futuro degli adolescenti sta nel fare un apprendistato sottopagato fino al 60% dei pari grado in un’impresa, per 36 mesi senza garanzie contro il licenziamento o lo sfruttamento in vista di un’assunzione o di una visibilità sul mercato del lavoro.

Il problema è che questo “particolare” viene omesso. Dunque non solo non si dice che l’offerta di Sting è rivolta a una clientela internazionale, si presume assai danarosa, interessata (ed è comprensibile) a passare una settimana a cogliere le olive e a bere il vino di quel gran fico che, tra l’altro, è anche un gran musicista. Non si dice che quei ragazzi che pagano per lavorare (coglioni si, ma per forza, non per scelta) NON PAGHERANNO MAI 262 euro al giorno a Sting. Non rientrano nel “segmento di mercato”.

Piuttosto saranno all’Expo di Milano tra i 9 mila (ehi non erano 18,500 secondo l’accordo che i sindacati hanno firmato con l’Ad Expo Scala?) volontari che terranno aperto il sito expo nei sei mesi della kermesse che-rilancerà-la-crescita-in-italia. Faranno le “sentinelle” gratis in attesa di accogliere gentilmente nelle loro braccia il turista giapponese alla stazione di Milano. Uno che poi può andare anche in Toscana nella tenuta di Sting.

Il sindaco di Milano Pisapia dovrebbe inserire nella brochure dell’Expo anche un week-end a raccogliere le olive da Sting.

E Sting canterebbe Roxanne.

I volontari continueranno a lavorare a gratis. E a pagare un giorno per imparare a fare i grafici che avranno prodotto la brochure che permetterà al turista giapponese di bere vino nella tenuta di Sting in Toscana. Pagando 262 euro al giorno per produrre l’olio che verrà mostrato nel capannone Italia all’Expo 2015.

Buongiorno Italia.

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L’appello: Expo 2015: grandi eventi, piccoli diritti, lavoro gratis