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losangelista

Stimolo del terrore

La teoria determinista e’ questa: all’11 settembre che ha inaugurato l’era del terrorismo globale e’ corrisposta una conseguente e inevitabile riorganizzazione sociale, un cambiamento di attitudine psichico e istituzionale. Mutamento la cui componente politica e’ il quoziente di paura strumentalizzata per avvallare non solo le Guantanamo, le Abu Ghraib e le rendition,  ma un “new normal” che comprende una generalizzata militarizzazione mentale. La dimensione economica di questo apparato e’ un vero boom: dall’11 settembre lo stato spende circa  $75 miliardi l’anno per rafforzare i sistemi  di “difesa interna”. La Homeland Security e’ un grende mercato misto pubblico/privato le cui sovvenzioni federali costituiscono un enorme stimulus economico creando posti di lavoro e incentivando appalti tipo il miliardo sborsato alla Boeing per gestire un sistema di sorveglianza elettronica e con droni del confine messicano (da poco sospeso), oltre naturalmente tutti i soldi spesi per fortificare gli aeroporti e proteggere i cittadini da ulterori attacchi.  Siccome il pericolo e’ inconoscibile e’ la giustificazione perfetta per indurre sempre maggiori spese difensive. La statistica pero’ dice che prendendo in considerazione tutte le vittime di attentati terroristi negli ultimi dieci anni all’infuori di “teatri di guerra” (14), il rischio effettivo che corre un cittadino americano  e’ di circa 1 in 3.5 milioni, simile a quello che ha di annegare in una vasca da bagno, dandosi  questo il caso, come si e’ chiesto il Los Angeles Times in questa analisi, quanto si vuole davvero spendere per abbassarlo a 1 in 4.5 milioni?   Sfortunatamente l’Homeland Security e’ immune all’ironia, altrimenti, metti,  non sarebbero stati acquistati i carri armati anti-bazooka attualmente in dotazione al comune di Glendale per proteggere gli studios di animazione della Disney e della Dreamworks, designati ad un certo punto “obbiettivi strategici”  potenziali di Al Qaeda. No l’industria e’ ormai radicata (solo il giro di affari delle forniture di equipaggiamento “antiterrore” dovrebbe raggiungere i $31 miliardi entro il 2014) eppoi c’e’ il mercato dei consulenti degli specialisti editoria, formazione e aggiornamento – tutta quell’impresa privata limitrofa al gia’ colossale apparato dell’”intelligence” governativa. Un settore in tiro, d’accordo, in un momento di crisi ma pur sempre un economia arcigna legata alla paura, al militarismo,  ai piu’ biechi istinti manichei e autoritari dell’America. Le illustrazioni sono tratte da Journal of  Counterterrororism,  una delle numerose pubblicazioni di settore diposnibili in edicola.