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Quinto Stato

sottoPRESSione: solidarietà al Manifesto dai giornalisti freelance

Siamo giornalisti precari, collaboratori di giornali, radio, televisioni, siti web. Oltre che “precari” possiamo definirci anche “freelance” o “atipici”: i contratti con cui lavoriamo (quando abbiamo la fortuna di averne uno) sono i più vari, scriviamo la maggior parte delle pagine dei giornali ma siamo pagati pochi euro, a cottimo e senza tutele (#4euroalpezzo è l’hashtag Twitter dove raccontiamo le nostre storie). Sotto la sigla “sottoPRESSione” ci siamo da poco strutturati come un coordinamento nazionale, formato dai tanti coordinamenti locali nati negli ultimi due anni, dal Veneto alla Campania, dall’Emilia Romagna a Roma alla Toscana.

Vi scriviamo per diversi motivi. Il primo è un dovere di solidarietà che sentiamo verso un giornale che, come purtroppo molti altri, rischia l’estinzione a causa dei tagli al fondo governativo per l’editoria e della crisi che colpisce a fondo tutto il comparto. Una solidarietà che esprimiamo con forza ai tanti colleghi e poligrafici, assunti e non, che lavorano al manifesto, e che rischiano di ingrossare le file dei cassintegrati di E-Polis e delle molte altre crisi che si sono succedute nell’editoria negli ultimi mesi.

Il secondo motivo riguarda nello specifico la questione dei finanziamenti pubblici all’editoria, un tema molto caro al manifesto. Riteniamo che il contributo pubblico sia una garanzia per la democrazia di questo paese, e che pertanto sia sbagliato pensare di eliminarlo tout court lasciando solo il mercato a regolare il settore. Sentiamo nostra la battaglia portata avanti dal manifesto e da Mediacoop per riformare la legge che regola i finanziamenti pubblici. Questi soldi dovrebbero andare solo agli editori che dimostrino di avere un trattamento dignitoso verso i propri lavoratori, collaboratori e precari in primo luogo: a chi sfrutta non va dato un centesimo. Può essere una leva (una delle tante, fra cui la legge sull’equo compenso giornalistico di cui sollecitiamo l’approvazione in parlamento, e la Carta di Firenze, documento deontologico contro il precariato per la quale ci siamo battuti) per migliorare una condizione di precarietà dilagante ormai insostenibile.

In ultimo, vogliamo segnalarvi la nostra partecipazione con una “lista precaria” alle elezioni imminenti per il rinnovo delle cariche dell’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti. Abbiamo deciso di metterci la faccia, non in contrapposizione con Ordine e Sindacato ma in un’ottica di unità della categoria, per portare la voce dei precari al vertice della cassa previdenziale. Il nostro programma prevede equità generazionale, lotta all’evasione contributiva, trasparenza e più servizi per i non garantiti, e si può leggere sul blog www.giornalistisottopressione.wordpress.com.

Un grande in bocca al lupo,

sottoPRESSione, rete nazionale dei coordinamenti dei giornalisti precari, atipici, freelance