closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Sono Belli

Quale petto italiano non si e’ gonfiato di orgoglio durante la cerimonia equestre offerta al leader della rivoluzione l’altra settimana?  I cavalli,  i pennacchi, l’esaltante fanfara dei carabinieri!. Ahime’, malgrado la fervida esibizione di cerimoniale messa in scena dai cavalli e dalla banda dei carabinieri per il colonnello Gheddafi,  anche sul terreno marzial-musicale rischiamo il distacco dalla piu’ potente forza armata del pianeta. Un articolo del New York Times racconta come la modernizzazione del US Army in una forza flessibile e attrezzata per la moderna guerra asimmetrica abbia investito anche i  reparti musicali col ruolo storico, scrive il giornale, di “sostenere il morale, ispirare gli ufficiali, generare buona volonta’ coi civili, suonare alle cerimonie e ingenerare orgoglio militare. Inoltre svolgono un importante ruolo durante i funerali militari”. A luglio l’esercito americano  ha pubblicato una edizione aggiornata del manuale da campo per le “forze liriche”. L’enfasi e’ superare il vecchio modello di marce e fanfare suonte da bande troppo grandi per essere agevolmente aerotrasportate. Il nuovo terreno di combattimento esige flessibilita’. “Se non puo’ essere caricata rapidamente su due blackhawk vuol dire che la banda e’ troppo grande”, spiega un ufficiale al Times. E poi c’e’ la questione dei gusti; per la faccenda del morale e’ utile poter suonare  qualcosa che i soldati di oggi possano gradire e quindi le bande sono state divise in sottogeneri musicali:  specilizzati: rock, blues, salsa, jazz – oltre a quintetti di ottoni e  ensemble di fiati (per le mense degli ufficiali?). Chissa’ all’atto pratico quanto possano effettivamente giovare al morale della truppa, specialmente perche’ e’  noto  che i GI usano iPod con mix tendenti prevalentemente al metallo urlante e il gagsta rap – generi poco usati ai funerali ma utili per montare l’adrenalina. Forse per questo la terza divisione fanteria ha in dotazione un complesso heavy metal sancito dal comando: i “quattro cavalieri dell’arockalisse”.