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losangelista

Social Marketing: l’uovo digitale di Colombo

Ora che e’ nelle sale The Social Network– il Quarto Potere per l’era internet come l’ha chiamato il Los Angeles Times  (“sesto potere” ?) – e’ un buon momento per riflettere sul presente della rete – sullo statao attuale cioe’ di quel miraggio nato pochi anni fa nell’auspicio di un’ utopia democratica di autoespressione parallela e contraria alla comunicazione di massa pilotata da governi e colossi corporate. Nel film la scissione iniziale fra Zuckerberg e il suo partner Eduardo Saverin avviene in parte per il diverbio sulla “monetizzazione” del sito: Saverin vorrebbe cominciare da subito a vendere inserzioni, Zuckerberg obbietta che la forza di Facebook e’ il suo fattore “cool”, un incanto che la pubblicita’ inserita prematuramente potrebbe rovinare. Oggi naturalmente facebook e’ il piu’ visitato al mondo dei “siti sociali” – sommo trend in rete  – e uno di una manciata di siti a guadagnare miliardi usando informazioni e contenuti volontariamente e gratuitamente concessi dagli utenti – noi – a scopo di gran lucro: l’uovo digitale di Colombo. La pubblicita’ dei banner e pop-up sono una realta’ consolidata di internet di era commerciale, ma siamo gia’ oltre. La magia dei “cookies” i software che raccattano informazioni sulle nostre abitudini digitali e le rispediscono in un flusso continuo sui server delle societa’,  permettono la pubblcita’ mirata – come sa chi,  dopo aver visionato una macchina fotografica metti su Amazon,  si ritrovi pop-up che la pubblicizzano su ogni sito successivamente visitato. E’ possibile altresi’ acquistare maggiore visibilita’ attraverso un migliore piazzamento nei risutati di una ricerca Google come e’ possibile comprare parole chiave che favoriscano un maggior numero e un certo tipo di link su facebook.  Un nuovo servizio commerciale di Yahoo (ad exchange) vende all’asta in tempo reale informazioni sulle consuetudini  di utenti in rete a ditte che ricercano un particolare target davanti a cui piazzare l’idoneo pop-up in un dato momento. Il trend dei social network ci da ora il “social marketing” un passo oltre la persuasione occulta: questa e’ persuasione che posa come amico – tutte le agenzie pubblicitarie hanno ormai divisioni che si occupano di marketing “virale” simili ad operazioni di spionaggio in cui redazioni di “talpe” – preferibilmente ragazzi – passano  ore sui social network a commentare post, influenzare chat room, twitterare  opinioni sottilmente fravorevoli a prodotti e servizi. Pensateci  la prossima volta che leggete i commenti ad un video di Youtube o alla recensione di un telefonino. Il sacro graal dei pubblcitari una volta erano titoli favorevoli su un giornale, col valore aggiunto quindi di un opinione “obbiettiva. “Pubblicita’ cosi’ non si puo’  comprare!” recitava l’adagio dei press agent. Ora si, non solo si puo’ comprare ma lo si   fa tutti i giorni, in rete.