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Quinto Stato

Sobrietà del Giubileo: un mega evento per i rifugiati al Foro Romano

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Mega concerto “Music for mercy” con il tenore Andrea Bocelli per il Giubileo della Misericordia, dedicato ai rifugiati. Qualcosa dev’essere sfuggita alla sobrietà raccomandata da Papa Francesco: l’area centrale del Foro Romano trasformata in una vetrina per un grande evento beniculturale-umanitario in una città dove i rifugiati non hanno casa e continua l’emergenza abitativa. Roma città eterna à la carte.

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Il palco del concerto che Andrea Bocelli terrà martedì 26 luglio nel Foro Romano sorge ai piedi della colonne costruita dall’imperatore Foca, un monumento onorario costruito nel 608 prima che la notte calasse per secoli su Roma. Il concerto si chiama Music for mercy, musica per la misericordia, è stato organizzato dall’“Opera Romana Pellegrinaggi” e dal teatro dell’Opera, ha ricevuto il patrocinio del Ministero dei beni culturali e della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

A pochi metri dal Tempio del Divo Giulio, aperto dal 29 dopo Cristo saranno inoltre ospitati 30 rifugiati, le tre famiglie siriane che Papa Francesco ha portato da Lesbo, 20 detenuti di Rebibbia che lavorano gratuitamente con i volontari del Giubileo. E 1400 persone saranno in platea per seguire il concerto in diretta Tv.

L’evento benefico per il giubileo dedicato alla misericordia si terrà a pochi passi dal Carcer Tullianum, si dice sia stato la prigione di San Pietro. Il Carcere Mamertino è gestito dall’Opera Romana Pellegrinaggi e ha riaperto il 21 luglio. Sarà un’occasione per promuoverlo.

L’associazione delle guide turistiche abilitate di Roma (Agtar) sostiene che da sabato 23 è stato chiuso il tratto della via Sacra antistante la Basilica Emilia fino alla Curia e all’arco di Settimio Severo. Il giorno del concerto il Foro Romano e Palatino chiuderà alle 17, l’ultimo ingresso sarà alle 16. In estate si entra nel foro Romano fino alle 18:15, e si esce alle 19:15.

Per molto meno – un’assemblea di due ore dei sindacati al Colosseo – il presidente del Consiglio Renzi e il ministro dei beni culturali Franceschini hanno montato un linciaggio contro i lavoratori che hanno impedito l’entrata ai turisti nell’anfiteatro.

L’area non si presenta come un luogo adatto per un mega-evento beniculturale e umanitario. Si potevano, ad esempio, usare le strutture già montate del Festival delle Letterature a Massenzio, nei pressi del foro Romano. Si è invece scelto di piantare impalcature in un ecosistema che contiene i Rostra strappati dai romani a Anzio nel 338 avanti cristo, il sacro Lapis Niger che costituiva per i romani il luogo di contatto tra i vivi e l’aldilà, tra i marmi e le pietre trasportate dall’Africa e dalla Grecia.

“Le condizioni dell’area centrale del Foro in questi giorni presentano un allestimento che getta vergogna su quelli che hanno dato il permesso e su tutti quelli che si prestano a realizzare un tale circo – sostengono le guide turistiche romane – Vengono le lacrime agli occhi nel ripensare ai tempi un cui un Soprintendente come La Regina negava i permessi: un eroe, adesso. Siamo sicuri che le strutture non danneggeranno per nulla il pavimento e i resti dell’area?”.

Il caso avviene a un mese dalla cena dei Vip organizzata da Diego Della Valle al Colosseo che ha fatto ripulire, sollevando la Soprintendenza e il Mibact dalla spesa. Rientra nella politica di vetrinizzazione della città a favore di privati (come Fendi che ha acquistato i diritti di sfruttamento dell’immagine del Colosseo Quadrato) o del pubblico che esternalizza i servizi e nel frattempo viene tagliato. Roma è una città eterna: à la carte.

Il concerto del Foro Romano aggiunge una variabile pop-religiosa a questa casistica. La città non è usata per il marketing di un imprenditore privato, ma per comunicare un’immagine sensibile ai valori  del Giubileo cristiano. Il Foro – pagano, non cristiano -è usato come una quinta per fare Charity – la pratica dell’essere benevolente con i poveri adottata dalle istituzioni, da fondazioni private: la spettacolarizzazione della carità, in altre parole. Molto spesso diventa un sistema economico utile per potenti organizzazioni, non dispiace alla politica, è ideale per i tour operator.

Lo scopo potrebbe essere anche quello di attirare turisti. Il Colosseo-Foro Romano-Palatino è il sito archeologico più visitato in Italia:oltre 6 milioni di persone nel 2014. Viste le cifre bisognerebbe piuttosto proteggere l’ecosistema archeologico – oltre che ripopolare il centro di attività diverse da quelle dell’accoglienza e del ristoro per i turisti. Il concerto rientra nelle politiche onnivore che trasformano Roma in una scenografia per grandi eventi turistico-umanitari-confessionali.

Il problema non è (solo) “fare brutta figura” con i turisti che il giorno della kermesse dovranno rinunciare a un paio d’ore di accesso all’area archeologica. E non ci sembra nemmeno quello delle prenotazioni non rispettate. Anticiperanno la visita, la rimanderanno di poco.

Il problema è la gestione imprenditoriale della tutela dei beni culturali e il governo della città oltre l’idea della città-brand “Roma Capitale”. Dietro la scenografia approntata dal grande evento dedicato ai rifugiati, ci sono i rifugiati in carne ed ossa che non hanno casa, un sistema di accoglienza in affanno, i lavoratori sottopagati, gli sfratti o l’emergenza abitativa, solo per restare ai temi misericordiosi del Giubileo. Papa Francesco aveva raccomandato sobrietà nelle sue celebrazioni, perché è preferibile non trasformare la sofferenza, l’esclusione o la povertà in uno spettacolo. Qualcosa dev’essere sfuggito di mano.


***Le immagini

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