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FranciaEuropa

Smentite imbarazzate al “complotto” dei conservatori europei contro Hollande

François Hollande, probabilmente prossimo presidente francese, non piace ai conservatori europei. Der Spiegel ha scritto che c’è un “complotto”, ordito da Merkel, Cameron, Monti e Rajoy, per non ricevere il candidato socialista prima delle presidenziali e dare cosi’ una mano a Sarkozy. L’Italia ha smentito per prima, poi gli altri hanno seguito. Ma Sarkozy vuole approfittare della situazione: l’evocazione del “complotto” dimostrerebbe che Hollande è uno sconosciuto in Europa e nel mondo, dicono all’Ump, e che nessuno si fida di un socialista che ha promesso di rivedere il trattato sul bilancio, per aggiungervi una parte che riguarda lo stimolo economico. Il panico suscitato da Hollande nei ranghi conservatori illustra in realtà le difficoltà del Fiscal Pact, che sarà sottoposto a referendum in Irlanda e che non è neppure sicuro di venire approvato  dal parlamento tedesco (ci vuole una maggioranza di due terzi nelle due camere, perché il testo limita drasticamente la sovranità degli stati dando forti poteri alla Corte di giustizia europea). Merkel ha bisogno del voto dell’Spd per far passare il Patto di bilancio ma l’Spd si prepara ad appoggiare esplicitamente Hollande nella presidenziale francese. Per il Ps, il complotto non è altro che “il seno della chiusura dei conservatori di fronte alle prime avvisaglie di un movimento popolare in Europa. Per Pierre Moscovici, direttore della campagna di Hollande, “Merkozy ha maggiori facilità a mettersi d’accordo contro un progressista che contro la crisi”.

Il pasticcio del “complotto” è solo l’ultimo episodio del degrado della campagna elettorale di Sarkozy, schierato sempre più a destra della destra, nella speranza di rubare voti al Fronte nazionale. L’ultimo argomento portato al centro del dibattito dal presidente uscente è addirittura la carne halal: era stata Marine Le Pen a dire che  degli animali abbattuti in modo rituale venivano venduti nel circuito normale, all’insaputa dei cittadini. Sarkozy è saltato sull’argomento, promettendo la “tracciabilità”, cosa che ha fatto infuriare più gli ebrei che i musulmani (Sarkozy aveva promesso agli ebrei di non etichettare la carne secondo il modo di macellazione, per permettere di venderne una parte nel circuito normale e per non creare ostilità comunitaristiche). Hollande ha buon gioco ad affermare che la storia della carne halal non è un argomento degno di una presidenziale, mentre la crisi colpisce duro e i cittadini chiedono risposte sul fronte dell’occupazione e dei salari.