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Street Politics

Siria: i lealisti guadagnano posizioni

Syria

L’esercito e le milizie siriane, fedeli al presidente Bashar al Assad, hanno proseguito ieri la loro offensiva contro gli insorti nella regione a sud-ovest di Homs e alla frontiera con il Libano. Qui hanno sfruttato l’ampio sostegno delle milizie degli Hezbollah libanesi. L’attivista Hadi al Abdallah, nel villaggio di Qusayr ha precisato che i villaggi di Shumariya e Salumiye, a nord-est di Qusayr, sono stati riconquistati dall’esercito regolare, che si è avvicinato all’aeroporto militare di Dbaa, conquistato tre settimane fa dai ribelli dopo un assedio durato mesi. Le truppe di Hezbollah, che si attestano a circa 15 km dalla frontiera tra i due Paesi, hanno colpito Qusayr con l’artiglieria. Il controllo della zona di Qusayr è vitale per le sorti del conflitto nella regione centrale di Homs. Secondo gli insorti, gli aerei da guerra del regime siriano hanno bombardato anche alcune postazioni dei ribelli in due province nel nord del Paese. In particolare la base aerea di Mannagh, nelle vicinanze della città di Aleppo, e altre basi militari nella vicina provincia di Idlib, nei pressi delle quali sono in corso scontri tra truppe governative e ribelli.

Secondo fonti locali, inoltre, un numero crescente di ribelli siriani lascia l’Esercito libero (Els) per passare tra le fila dei jihadisti di al-Nusra, gruppo islamico legato ad al-Qaeda. Alcuni testimoni hanno riferito che intere unità si sono affiliate agli islamisti, mentre altre hanno perso un quarto o più dei loro combattenti. «I militanti si sentono orgogliosi di unirsi ad al-Nusra, perché questo vuol dire potere e influenza – ha spiegato Abu Ahmed, ex insegnante di Deir Hafer, che oggi comanda una brigata dell’Els nei pressi di Aleppo. Raramente i combattenti di al-Nusra si ritirano per mancanza di munizioni o uomini e lasciano un obiettivo solo dopo averlo liberato», prosegue Deir. Per esempio, la brigata Ahrar al-Shimal si è unita in massa ad al-Nusra, mentre pochi mesi fa la brigata Sufiyan al-Thawri di Idlib ha perso 65 uomini. E all’interno dell’Els, al-Nusra avrebbe infiltrato molti suoi uomini, incaricati di condurre attività di reclutamento. Anche l’ideologia svolge un ruolo importante nella scelta di al-Nusra. «I combattenti si uniscono ad al-Nusra per la sua dottrina islamica, per la sua sincerità, per i buoni finanziamenti di cui gode e per le armi avanzate che ha a disposizione», spiega Abu Islam, della brigata al-Tawhid di Aleppo.

Dopo gli attacchi dei giorni scorsi, infine, Israele ha messo in guardia gli Stati Uniti sulle intenzioni russe. Mentre Washington discute con Mosca su cosa fare per evitare il collasso della Siria, le autorità israeliane hanno avvertito l’amministrazione Obama che la Russia starebbe per mandare missili terra-aria al regime di Bashar al-Assad, armi che incrementerebbero le capacità militari delle forze governative contro qualsiasi tentativo di intervento esterno nel conflitto. Nessun commento è stato fatto dalle autorità russe. L’acquisto di questi missili, capaci di intercettare aerei e missili guidati, era stato tentato in passato da Assad, anche con l’amministrazione Bush.