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Napoli centrale

Sindacati: Rossi è un manager che non sa ascoltare

 

Ripropongo il pezzo uscito oggi sul cartaceo perché questa polemica sta infiammando la scena politica cittadina e perché ho notato che sulla stampa e sui siti locali non si sono affrontati tutti gli aspetti di questa vicenda. Per saperne di più consiglio anche di leggere il giornale domani:  

Dopo soli sei mesi Raphael Rossi, il manager arrivato dal Piemonte, il primo della lista chiamato già a giugno per dare una mano alla rivoluzione arancione di Luigi De Magistris, lascia il vertice dell’Asia. “Non mi aspettavo questa decisione, l’ho saputo pochi giorni fa, ma magari noi che lavoriamo a testa bassa non ci rendiamo conto di alcune esigenze globali”, dice durante una conferenza stampa oltremodo lunga, nella quale sindaco e vicesindaco tentano di spiegare a giornalisti e cittadini la ragione del cambio al vertice. De Magistris mette le mani avanti e ribadisce con toni netti che si tratta di un trasferimento ad altre funzioni, ma la squadra resta intatta. E a sottolineare che non ci sono fratture né contrasti, tra giunta e ormai ex presidente della municipalizzata, porta come esempio la possibilità che a breve anche al suo braccio destro Tommaso Sodano potrebbe essere revocata la delega alla sanità. Così a dirigere l’azienda di smaltimento urbano viene presentato Raffaele Del Giudice il pasionario presidente di Legambiente Napoli, leader di numerose battaglie ambientaliste, già membro del cda. “Che anche se più nell’ombra ha svolto un lavoro importante”, parola dell’ex pm.

E al ragazzo coccarda di legalità, divenuto famoso per aver fatto arrestare chi all’Amiat di Torino gli aveva offerto una tangente da 100mila euro? De Magistris offre di dirigere l’osservatorio sui rifiuti 2020, di costituire uno sportello per contrastare la corruzione, e forse (ma non ci sono conferme) la possibilità di diventare direttore delle Terme di Agnano. Un po’ poco, ma Rossi conferma: “Sono a disposizione del sindaco, anche se vivo di stipendio”, come a dire pecunia non olet. Quindi inizia a snocciolare nella sala conferenze di Palazzo San Giacomo i risultati ottenuti: la nave in procinto di salpare per l’Olanda che terrà Napoli lontano dall’emergenza almeno due anni; la differenziata allargata a tanti quartieri, e in quella stessa Scampìa, rione di confine, dove si è arrivati addirittura al 70%; l’aver portato principi di trasparenza e etica nell’amministrare un ente pubblico. Poi l’enfant prodige italofrancese parla del suo rapporto con i dipendenti, dei manager a cui aveva ridotto lo stipendio promettendo un premio di produttività, di quelli che lo hanno sostenuto, e anche del licenziamento di un lavoratore accusato di truffa. “Avevo fatto progetti e promesse per il 2012 – sottolinea non senza una nota di rammarico – mi dispiace non aver premiato il loro impegno, ma sono sicuro che lo farà chi verrà dopo”

Eppure se è vero che Rossi è uno che andava in giro fino a tardi a parlare con gli amministrativi, e ha mandato i pacchi dono di Natale ricevuti dai fornitori alle famiglie dei dipendenti deceduti, non sembra fosse molto amato dai suoi. Cattivi i rapporti con tutti i sindacati, pessima, dicono le Rsu, la capacità di mediazione. Tanto che durante una protesta sindacale è stata chiamata perfino la Digos per disperdere i dipendenti che il presidente non aveva nemmeno voluto ricevere. Non solo. Tra i sindacalisti il malcontento serpeggiava da un po’, e il capo – “quello con l’orologio sulla camicia” dicevano – non era riuscito a mantenere il consenso dei primi tempi. Senza contare il no all’assunzione di 23 operai dei consorzi che per accordi precedenti dovrebbero essere reintegrati in Asia.

Possono essere queste le ragioni per l’improvviso trasferimento deciso da De Magistris? “Questa è una rivoluzione – dice il sindaco – mi rendo conto che non tutti sono abituati a delle nuove regole. Rossi non va in pensione, ma è fondamentale anche per il progetto politico a livello nazionale. La squadra gira e le esperienze vanno messe a patrimonio. Non posso dirvi tutti i miei progetti – conclude – perché ho tanti amici, ma anche nemici”. Ora però c’è anche chi vuole vederci più chiaro sul ruolo che avrà Fortini, amministratore delegato di Asìa e presidente di Federambiente che associa le imprese pubbliche di igiene di tutta Italia. “E’ lui che veramente conta, e Rossi non riusciva a tenergli testa”, dice un dirigente della Fp-Cgil. Fortini è anche l’ex presidente di Asìa nominato durante l’amministrazione Iervolino, a lui è andato uno dei tanti grazie di Raffaele Del Giudice: “E’ uno che porta sempre a termine le missioni che gli vengono affidate”.

  • Stefano

    Ma come è possibile che de Magistris possa defenestrare un personaggio chiave dei primi mesi del suo mandato motivando il cambiamento con una favoletta e nessuno dica nulla?

  • francesca

    Oggi ho scritto un nuovo articolo sul giornale cercando di capirne i motivi. Raffaele Del Giudice il nuovo presidente è una persona con un curriculum di tutto rispetto. Credo, ma è un’opinione del tutto personale e non giornalistica, che le potenzialità di Rossi possano servire ed essere impiegate meglio in altre posizioni.

  • Stefano

    Questa è la favola di de magistris.
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