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Lo scienziato borderline

Simonenko. Ucraina ultimo atto

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Ormai, in Ucraina, non è soltanto impossibile partecipare a libere elezioni, trasformate in una farsa dalla giunta golpista, sostenuta dai neonazisti all’interno, e all’esterno appoggiata dagli USA, dall’Unione Europea, e che in Italia ha come principale sponsor il Partito Democratico.

È anche – notizia fresca fresca – impossibile ritirarsi dalle elezioni senza rischiare di essere uccisi da bande terroriste di stato.

Petro Simonenko, leader del Partito Comunista Ucraino, unica forza di opposizione ancora rimasta in quello Stato in agonia, ha subito un attentato assai grave.

Le agenzie ucraine:

http://www.rbc.ua/rus/news/politics/na-simonenko-soversheno-pokushenie-16052014210900

e le loro traduzioni, reperibili ad esempio sul sito facebook di “Con l’Ucraina antifascista” hanno lanciato la cronaca di un vero e proprio agguato subito dal leader dell’opposizione; Simonenko era atteso da un commando all’uscita dalla sede televisiva del Primo canale nazionale, dove ha denunciato le elezioni farsa della giunta e dichiarato il ritiro della candidatura: circa trenta uomini armati attendevano il leader comunista per ucciderlo.

Simonenko insieme agli uomini della sua scorta ha cercato di sfuggire all’agguato, che sarebbe stato sicuramente mortale, dato che il commando assai nutrito che lo attendeva era ben armato.

La polizia, ovviamente, era improvvisamente scomparsa dalla zona. La cronaca ci parla del piccolo gruppo di cui Simonenko fa parte che sale su un’auto civetta, raggiunta attraverso un’uscita sul retro dell’edificio dell’emittente televisiva: Simonenko ed i suoi hanno cercato scampo nella fuga; ma immediatamente l’auto è stata raggiunta, il commando è riuscito a romperne i vetri e lanciare all’interno una o più bombe Molotov.

Per puro caso Simonenko è fortunosamente scampato all’attentato, che ha visto però – secondo le prime notizie – alcuni uomini che lo accompagnavano restare feriti. Una scena paragonabile alla Chicago degli anni trenta, indice del fatto che ormai, nell’Ucraina “democratica”, domini la guerra fra bande, consueta situazione di ogni regime che gli USA vanno a innalzare nelle diverse parti del mondo nelle quali l’occidente porta “democrazia”.

Simonenko è stato raggiunto al telefono da un’emittente radiofonica ed ha – come si suol dire – “potuto raccontarla”, almeno questa volta.

È ancora da individuare – nei minuti dopo l’attentato – l’appartenenza formale degli attentatori alle tante fazioni che vogliono morto il leader del PCU, e ridotto al silenzio e all’illegalità il suo partito. Ma questo è un dettaglio: siano essi i nazisti di Svoboda, oppure le bande di Pravy Sector, il mandante è da individuare nel governo filo-occidentale.

Si  tratta di un episodio molto grave, i cui mandanti sono nella Giunta golpista. Il sangue di tutte le vittime di questi mesi ricadrà sugli imperialisti occidentali che appoggiano e foraggiano la “primavera ucraina”.

Si vergogni il signor Barack Obama, ignobel per la pace, a condividere i crimini di un’accozzaglia di criminali e nazisti.

Attendiamo ora, come almeno fece Mussolini nel gennaio 1925, che lo pseudopresidente ucraino – che solo pochi giorni fa aveva annunciato di voler mettere “fuori legge” l’opposizione, si assuma la responsabità dell’attentato. Almeno questo, viste le sue dichiarazioni dei giorni scorsi, sarebbe lecito attenderselo.

In ultimo, speriamo che Simonenko non manchi di rimandare al mittente la solidarietà finta che riceverà dai leader occidentali. E poi da Matteo Renzi.

  • Flavio Pettinari

    Dalla pagina FB “Con l’Ucraina Antifascista” – grazie :)