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FranciaEuropa

“Sii madre e allatta”, Elisabeth Badinter si rivolta contro la donna-natura

La Francia è il paese europeo con il più alto tasso di natalità. Ed è anche quello dove le madri lavorano di più fuori casa e dove l’attività viene ripresa in modo massiccio dopo il periodo del congedo maternità. Questo grazie a una politica di asili nido e di aiuti vari. Ma, poco per volta, negli ultimi anni un discorso fa la sua strada nella società: si insinua il dubbio che l’asilo nido non sia il posto ideale per dei neonati (qui li prendono a partire dai due mesi, dalle 7,3 del matino fino a sera). Un decreto del ’98 (ministro della sanità Bernard Kouchner) ha proibito la pubblicità del latte in polvere nelle maternità pubbliche. Le neo-mamme sono spinte ad allattare. L’obiettivo del ministero è che da quest’anno il 70% delle mamme allattino quando sono nel reparto maternità. Chi non vuole viene colpevolizzata.

La filosofa Elisabeth Badinter, trent’ani dopo L’Amour en plus, pubblica in questi giorni Le conflit. La femme et la mère (Flammarion) , un saggio di denuncia di questa situazione, che definisce una deriva reazionaria. “Ho constatato un rovesciamento dei valori – afferma – qualcosa che minaccia la libertà delle donne”. Il libro fa polemica.  Elisabeth Badinter è accusata di essere una “veterofemminista”, di far riferimento a Simone de Beauvoir, che non ha mai parlato della questione della maternità.  Elisabeth Badinter, che nella vita privata di figli ne ha tre, ribatte che il discorso “naturalista” che sta diventando dominante mira a riportare le donne a casa, a ristabilire una società patriarcale, mentre la tradizione francese era ben diversa, visto che fin dal XVIII secolo c’ra un consenso sociale per non siderare la donna solo una mamma (e proprio grazie a questo le donne qui fanno più figli che altrove).

 “Tutti i discorsi che si ispirano al naturalismo e che, quindi, proibiscono la diversità di scelta sono un ritorno indietro” afferma. Badinter sostiene che anche le argomentazioni sempre più diffuse sull’istinto materno sono sintomi di un ritorno all’ordine: “l’inconscio, la storia personale di ognuna e il modello sociale pesano di più degli ormoni”. Badinter spiega: “mi pongo dal punto di vista delle donne che vogliono essere madri e proseguire la carriera e che vivono questo conflitto. La pressione esercitata su di loro non è mai stata cosi’ forte”. Le statistiche dicono che, in Francia, ad ogni bambino in più che arriva in una famiglia il lavoro casalingo della donna aumenta. L’80% del lavoro domestico e di cura dei bambini è ancora svolto dalle donne. E la spinta all’allattamento non farà che aumentare questa percentuale. “Il bébé è il miglior alleato della dominazione maschile”, scrive Badinter, in una società dove il discorso naturalista riprende terreno. Gli ecologisti si sono visti presi di mira e hanno protestato. Badinter inserisce l’ecologia radicale nel movimento neo-naturalista. Prende l’esempio della promozione dei pannolini lavabili, considerati più ecologici di quelli usa e getta, che inquinano. Ma perché, si chiede, invece di proporre dei pannolini lavabili – e chi li lava secondo voi? – gli ecologisti non propongono dei prodotti biodegradabili? Per Badinter, “al di là del problema della donne, la società attuale è molto regressiva. Il tema dell’indipendenza economica delle donne non è più centrale. E il femminismo di conquista, quello che difende l’eguaglianza, dorme”.

  • paolo1984

    Elisabeth Badinter è una donna molto intelligente. Da uomo, sono d’accordo in linea di massima con lei.
    I discorsi sull’istinto materno (come se una donna avesse il “dovere” di fare figli) o sul fatto che gli uomini sarebbero “naturalmente” portate per la cura dei figli e gli uomini no è un discorso conservatore e sessista. Se un giorno sarò tanto fortunato da avere una compagna vorrei aiutarla nei lavori di casa e anche nella cura dei figli se ci saranno.
    Ma forse sbaglia bersaglio: il bebè è incolpevole, il miglior alleato della dominazione maschile non è il pupo, ma quegli uimini e quelle donne che aderiscono alla triade reazionaria Dio (di qualunque religione sia) Patria e Famiglia.

  • paolo1984

    Mi correggo: ho scritto “sul fatto che gli uomini sarebbero naturalmente portate”, ho sbagliato, volevo dire “sul fatto che le donne sarebbero naturalmente portate”
    Mi scuso.

  • http://www.pannolini-lavabili.org/ Laura

    Sono in questo d’accordo con Paolo, la filosofa sbaglia bersaglio: esso non deve essere il bebè. L’allattamento materno è riconosciuto come ottimale per la salute del bebé rispetto a quello in polvere dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non da uno sparuto gruppo di reazionari ambientalisti. L’uso dei pannolini lavabili elimina una tonnellata di rifiuti indifferenziabili da trasportare e da smaltire (per il primo aspetto nulla ci può fare nemmeno il biodegradabile, che comunque non esiste se non all’80% per ora) ed oggi hanno una gestione quotidiana pratica e semplice, che prevede l’uso della lavatrice e che personalmente pratico (come me tanti genitori in tutta Italia del Gruppo NonSoloCiripà http://www.nonsolociripa.it ) e condivido con mio marito. Piuttosto, parliamo della scarsa attenzione dei governi italiani, ahimé discorso bipartisan, sulle politiche sociali e sul sostegno alle madri lavoratrici; un sostegno concreto, economico, di forti incentivi al part-time latita del tutto. Altro che filosofia delle colpe. Poi, come donna, madre e lavoratrice, mi auguro che molti uomini come Paolo, quando arriverà il momento, mettano in pratica la promessa di “aiuto” domestico alle compagne… anche se sarebbe meglio dire forse la “suddivisione” o “intercambiabilità” nella gestione domestica (come occuparsi del bambino per far riposare la mamma dopo che -per il suo bene- lo ha allattato, p mettere in lavatrice magari i pannolini lavabili o stenderli al sole).

  • http://www.nonsolociripa.it Francesca

    Sicuramente alcuni spunti di riflessione proposti dalla Badinter sono importantissimi…fondamentale ottenere collaborazione paritaria dai padri che sicuramente DEVONO assumere un ruolo attivo e collaborativo (ho visto in mio marito nascere l’istinto alla paternità molto prima di quanto sia nato in me l’istinto alla maternità). Trovo però che, come sempre, alcuni estremismi siano davvero esasperanti e sciocchi!Negare l’importanza dell’allattamento per lo sviluppo di un neonato trovo sia assolutamente assurdo, dire che i pannolini lavabili sono una regressione perchè comportano un lavoro a carico della donna è altrettanto limitante… tutto sta nella divisione equa delle incombenze! Noi usiamo fieramente pannolini lavabili per nostra figlia: mio marito tanto quanto me la cambia, mette a lavare i pannolini e li stende…non crediamo di essere regrediti al medioevo! E per quel che riguarda l’indipendenza economica della donna… beh… in Italia (non so in Francia) non si pone il problema dell’indipendenza economica della donna… semplicemente se a lavorare non sono tutti e due i genitori difficilmente si arriva alla fine del mese (a meno di non aver seguito il consiglio del nostro “stimatissimo” e aver sposato il suo figliolo)!!!

  • Irene

    Certo è assurdo e ingiusto imporre l’allattamento, ecc., ma è anche vero che i bambini, almeno fino a un anno o due, hanno bisogno di un’attenzione esclusiva che solo i genitori possono dare. Penso che Elisabeth Badinter abbia impostato male la questione, perché il problema è più vasto e riguarda tutta l’organizzazione della vita e della società. E’ qui che il femminismo dovrebbe tornare a far sentire la sua voce. A me non piace l’idea dei neonati lasciati al nido: nasce dalla necessità di “parcheggiarli” mentre i genitori lavorano, non dalla preoccupazione per il loro bene. La soluzione non è rimandare le madri a casa, ma trovare il modo di equilibrare le esigenze di tutti.

  • paolo1984

    Bè penso che gli asili nido aiutino proprio a “reiquilibrare le esigenze di tutti” come dice Irene, e poi io sono dell’idea che coi bambini anche molto piccoli la “qualità” del tempo sia più importante della quantità. E’ che in Italia i nidi comunali sono pochi e non sono molte le aziende che garantiscono questo servizio. In questo modo il desiderio di maternità di una donna fatalmente entra in conflitto con la sua realizzazione professionale ed è questo che una società libera e moderna (nel senso migliore del termine) dovrebbe evitare.
    La Badinter ha esagerato a prendersela con i bebè, ma se si è accorta che nella società francese stanno prendendo piede teorie ed opinioni che in nome dell’ “istinto materno” o di un confuso “ritorno alla natura” colpevolizzano le donne che non vogliono figli o non vogliono rinunciare alla carriera lavorativa, penso abbia fatto bene a denunciare.
    Tra l’altro spero di essere smentito, ma ho l’impressione che si parli sempre di istinto materno mentre di istinto paterno si parla molto meno se non quando la coppia si separa e lui si lamenta che lei non vuole fargli vedere il bambino..mi piacerebbe chiedere a molti padri separati quanti pannolini hanno cambiato durante il matrimonio e se hanno fatto, se possibile, uso di periodi di congedo lavorativo per stare a casa col figlio neonato, ma non dubito che ci siano padri che lo fanno.
    Un’altra occasione in cui si parla di “importanza della paternità” è quando si vuole impedire alla donna di decidere liberamente se portare a termine una gravidanza, ma la gravidanza è qualcosa che riguarda esclusivamente il corpo femminile e quindi, essendo la donna la padrona unica del proprio corpo come l’uomo lo è del suo, è giusto che la decisione finale spetti a lei. Il compagno ha il dovere di starle vicino qualunque cosa decida, spero, se mai dovesse capitare a me, di avere questa forza.

  • Claudia

    Maschilismo e Femminismo secondo me sono termini uguali per dire alla fine cose opposte. Non mi piacciono gli estremismi. Mi piace il buon senso. Se una mamma non se la sente di allattare e di stare a casa in maternità più del dovuto fa benissimo ad andare a lavorare. Ma così non deve giustificare che è LA soluzione. Ogni mamma sa cosa va bene per se e per il suo bambino. Questa è la soluzione. Vero è che si fa un figlio e quindi si deve pensare prima a lui e poi a se stessi. Vero è che ogni tanto si ha bisogno di evadere e di pensare e occuparsi d’altro. Il punto è che ci sono 2 genitori che si devono occupare di una famiglia e uno deve completare l’altro nei bisogni di ogni giorno. Fare la mamma a tutti gli effetti non è dare ragione al maschilismo e tornare indietro. Io sono a casa in maternità da quasi un anno. Ma mio marito, che è una persona intelligente, non si sogna di non darmi una mano perchè lui va al lavoro e io sono a casa. Con 2 bambini piccoli c’è bisogno di tutto l’aiuto possibile. Un motto africano, se non sbaglio, recita per crescere un bambino serve un intero villaggio. Vero. E chi non se ne rende conto, non deve dare la colpa all’ecologia che fa ritornare indietro perchè altrimenti si inquina. Altrimenti mi viene da pensare che da la colpa a qualcos’altro per non darla a se stesso. Non è pensabile dire che non bisogna allattare.. siamo mammiferi, mica vegetali, la natura ci ha fatto così, non dimentichiamolo. Per chi non ha questo senso materno non c’è problema. C’è la tecnologia che ci aiuta, i biberon, i microonde per scaldarlo… A questo mondo c’è posto per tutti. Anche per chi ha capito che occuparsi di un bambino il più naturalmente possibile non vuol dire tornare all’età della pietra.

  • paolo1984

    “Maschilismo e Femminismo secondo me sono termini uguali per dire alla fine cose opposte” Claudia

    Questa tendenza a equiparare maschilismo e femminismo non la capisco: il maschilismo è merda reazionaria, il femminismo dalle lotte per il voto alle donne in poi ha contribuito alla causa dell’uguaglianza sociale e giuridica e della liberazione sessuale con la piena sovranità sul proprio corpo, liberando l’Occidente dalla cappa del tradizionalismo religioso cristiano e cattolico in particolare. Io come progressista sarò sempre grato alle femministe semmai mi dispiace che negli anni Ottanta la lotta delle donne si sia interrotta con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.
    Certo anche nel femminismo ci sono stati eccessi ed estremismi, nessuno è perfetto.
    Però mi dispiace vedere che ci sono donne, anche indipendenti, che anche se non sono proprio conservatrici comunque s’infastidiscono a sentir parlare di femminismo o ad essere considerate tali, forse hanno paura di passare per antipatiche o fanatiche, ma secondo me dovrebbero riscoprire questa eredità.

  • barbara

    vivo in francia, ho una bimba di quasi due anni… allora vi dico di smetterla di enfatizzare i cugini d oltralpe: ma quali aiuti e servizi???? per l iscrizione al nido neanche facendola prima di partorire riesci ad avere un posto! e ogni mese a confermare nella speranza che l anno successivo accada il miracolo … rispetto al dibattito sulla “maternità reazionaria” la signora Badinter non rende merito alle donne che sono assolutamente capaci di decidere come rapportarsi ai propri figli e alle pressioni della deriva reazionaria generalizzata delle nostre società non talibane !

  • Massimiliano

    sarò breve: avete mai visto un documentario sugli animali? Certo che si. A un certo punto vi dicono (per esempio), che la leonessa si occupa dei piccoli e dell’allattamento e che il leone invece passa la giornata a non fare un cavolo, e verso il tramonto si mette a cacciare. Cosa fate? Vi mettete a pensare che quella leonessa è una serva reazionaria del vile maschio leone? Mo’ non è che esiste la leonessa femminista che, in contrapposizione a quella reazionaria, si inventa che quei compiti vanno ripartiti con il leone.
    Questa cosa della quale vi ho parlato si chiama: NATURA.
    La si può deformare un po’, cercando di adattarla alle esigenze degli uomini contemporanei, ma gli istinti reconditi sono sempre quelli dei tempi di neanderthal. Datemi un bebè in mano, i primi 5 minuti mi ispirerà simpatia, dopodiché lo MOLLO, perché, oltre a intrattenerlo un po’ giocando, non sento alcun altro tipo di trasporto il piccolino.
    D’accordo sui pannolini, i quali sono quantità immani di rifiuti, che in qualche modo sarebbe meglio evitare.
    p.s.: non sono un provocatore. Sono di sinistra come voi, anzi più di voi, ma uff … basta con queste cose.

  • amina

    Per me e mio marito e’ una cosa assolutamente scontata che e’ dovere di entrambi occuparsi delle bambine, cambiare i pannolini, lavare ecc…e attenzione! Siamo pure musulmani credenti, io di origine turca, lui pakistana. Io sono sempre tornata al lavoro dopo un anno, per tutte e tre le maternita’:sentivo che quello era il momento giusto di tornare a fare qualcos’altro, oltre che la mamma.
    Ma non condivido per nulla questo anatema contro l’allattamento: tra i momenti piu’ dolci della mia vita ricordo quando ho allattato le mie bimbe, questi momenti intimi solo per noi, le loro manine che giocavano con l’altro seno…inoltre ho risparmiato un sacco di soldi, tempo e fatica, invece di preparare il biberon bastava sollevare la maglia e pronto il latte. Indossando grandi sciarpe ho allattato ovunque, al parco, al caffe’, non ho dovuto rinunciare a nulla.
    Quanto ai pannolini ecologici, ecco quelli io non li comprerei mai perche’ preferisco risparmiare tempo e fatica, ma tanto di cappello a chi lo fa!
    Le femministe dovrebbero cercare di convincere gli uomini a dividere equamente il lavoro casalingo, non penalizzare i bebe’ perche’ papa’ e’ pigro.

  • Francesca

    Badinter? J’adore!!!
    Francesca Blache

  • Dende

    Per ritornare alla questione posta dalla Badinter, credo che si possa allargare in generale al concetto di famiglia, che è fortemente tornato in auge in francia, in italia forse lo è sempre stato. mi pare che i media, soprattutto i film di qualunque fascia ma anche i discorsi politici, facciano della famiglia con figli il modello standard. come se delle coppie senza prole fossero una devianza, ben accetta per carità, dalla regola. forse si potrebbe riflettere anche su questo punto che la de Beauvoir mi pare già toccasse.

  • paolo1984

    “Questa cosa della quale vi ho parlato si chiama: NATURA.
    La si può deformare un po’, cercando di adattarla alle esigenze degli uomini contemporanei, ma gli istinti reconditi sono sempre quelli dei tempi di neanderthal. Datemi un bebè in mano, i primi 5 minuti mi ispirerà simpatia, dopodiché lo MOLLO, perché, oltre a intrattenerlo un po’ giocando, non sento alcun altro tipo di trasporto il piccolino.” Massimiliano

    Sai, Massimiliano il leone maschio tende addirittura ad uccidere i cuccioli degli altri leoni, non credo che questo possa giustificare lo stesso comportamento negli umani.
    Ma se l’istinto recondito del maschio umano è quello di fregarsene del piccolino come mai internet è piena di maschietti che si lamentano perchè non possono obbligare una donna a portare avanti una gravidanza indesiderata? Allora ho ragione io e le femministe con me a dire che è solo desiderio maschile di controllo nei confronti del corpo femminile.
    E poi se è vero che non sentiamo “alcun tipo di trasporto per il piccolino” dopo non possiamo lamentarci, come fanno molti padri separati, che l’ex moglie cattiva non ci fa vedere il pupo. Ce lo siamo meritato.

    Comunque gli esseri umani si differenziano dalle bestie proprio in quanto hanno la ragione oltre all’istinto e la ragione dice che la donna è l’unica sovrana del proprio corpo come l’uomo lo è del suo quindi è giusto che l’ultima decisione sul portare avanti una gravidanza spetti a lei e l’uomo deve rispettarla. Ragione e giustizia dicono anche che una volta che il bambino è nato entrambi i genitori se ne devono occupare, e lo Stato deve venire incontro a questa esigenza istituendo congedi lavorativi anche per i padri.
    Scusate se insisto, ma sono temi che mi stanno a cuore.

  • paolo1984

    @ dende
    Sì è vero sembra quasi che in Italia le coppie senza figli non vengano considerate una vera famiglia. Temo sia un retaggio del tradizionalismo cattolico in base al quale il sesso serve solo a fare figli. La morale sessuale cattolica ci ha rovinato.

  • Cat

    Complimenti alla filosofa, la Nestlé ringrazia per la gratuita sponsorizzazione del latte artificiale. Non è obbligatorio fare figli, e fare questa scelta cercando di praticare l’ecologia comporta anche dei sacrifici.
    Del resto l’ecologismo radicale mette in discussione non solo i pannolini, ma anche la dicotomia insanabile tra genitorialità responsabile e carriera. Io sono nata in casa, sono stata allattata per per due anni e mia madre è riuscita a non rinunciare alla sua vita e al suo lavoro. Queste sedicenti femministe che considerano aberrante tutto ciò che lega la donna alla sua dimensione naturale, che sia il parto fisiologico (viva il cesareo e chissenefrega se la medicalizzazione è uno strumento di controllo patriarcale), l’allattamento, la mestruazione (aboliamola farmacologicamente), mi fanno cascare le braccia.
    Mettiamo in discussione la famiglia nucleare piuttosto, i ruoli obbligatori, il fatto che le donne debbano sobbarcarsi l’onere di tutti i lavori di cura. Non l’allattamento che oltretutto è un passaggio fondamentale per il bambino e la costruzione delle sue difese immunitarie.

  • Fiorino

    @ Laura
    Ebbene allora vietiamo pure la pillola che inquina e che aumenta il rischio di ischemia infatti le donne che vogliono rimanere incinta devono evitare di bere l’acqua del rubinetto dove sono presenti residui di anticoncezionali. Secondo me la Badinter ha ragione, gli ecologisti hanno una visione dell’uomo e della donna cattiva simile a quella del Vaticano sostituiscono semplicemente il Dio buono con la Natura buona.

  • Fiorino

    @ Dende
    La Francia ha sempre avuto una politica natalista è il paese europeo dove la percentuale di donne senza figli è minore detto questo non penso si colpevolizzino più di tanto le persone che non ne vogliono avere, prendi il caso dell’Arielle Dombasle che ha sempre parlato liberamente del suo non volere figli. Più in generale la Badinter dice molte cose giuste oggi il femminismo sta prendendo una brutta direzione, non riesce a riconoscere i nuovi pericoli, troppo concentrato solo sulla violenza maschile che certo va combattuta ma non deve essere l’unico obiettivo.

  • Fiorino

    @ paolo1984
    Ma infatti la Badinter dice che uno dei fallimenti del femminismo sono proprio queste donne molto numerose che rifiutano l’etichetta femminista perché la trovano reazionaria. Io come te sono grato alle femministe, quello che mi dispiace è che oggi contrariamente al movimento gay che riconosce in fretta i nuovi pericoli molto spesso rimangano su discorsi anacronistici. Veramente le veline sono un problema? Hanno veramente all’epoca di internet tutta questa influenza? A me sembra che ci sia un femminismo anti-maschio nord-occidentale, mi ha colpito infatti su questo blog che si parli di nord-occidentale quando la cultura delle veline viene dall’America latina!!! Poi la Badinter è favorevole all’utero in affitto mentre molte femministe sono contro se l’utero è mio e me lo gestisco io vale anche quando voglio affittarlo o no? Oppure solo quando si deve abortire?

  • Fiorino

    @ Laura
    Dimenticavo io mio fratello e mia sorella eravamo tutti e tre allergici al latte materno.

  • Fiorino

    Vorrei inoltre aggiungere che in Francia gli ecologisti hanno spesso fatto la promozione dell’acqua del rubinetto e colpevolizzato chi beveva acqua in bottiglie di plastica. Ora è stato provato che l’acqua del rubinetto è inquinata biologicamente dai medicinali (al di là del fatto che quella della città dove vivo è molto calcarea). Un conto è fare qualcosa per lo spreco di pane nei rifiuti c’è tanto pane da poter nutrire un’intera città, un conto è questa sorta di religione a colpevolizzare l’uomo o la donna cattivi che non sono ecologicamente corretti fatta da persone poi che raccontano di essere andati in parlamento con la bicicletta mentre una telecamera li ha sorpresi in macchina (un noto politico ecologista francese).

  • Fiorino

    @ Cat
    Al di là del fatto che io non sono stato allattato (allergico) e non ne ho risentito per nulla, la Badinter non dice che non bisogna allattare dice che esiste una propaganda (ed è vero) in Francia per colpevolizzare le madri che non allattano o usano pannolini. E questa colpevolizzazione la leggo pure in questi commenti sembra che le buone madri siano quelle che allattano e lavano pannolini mentre le altre sono cattive madri. Ma che visione superficiale scusate, nessuno ti impedisce di allattare e lavare pannolini. Quanto a cambiare gli uomini mi sembra che dopo ventanni la situazione non è praticamente cambiata dunque mentre aspettiamo ancora lasciamo le donne che vogliono aproffitare delle comodità che il progresso offre senza colpevolizzarle.

  • amina

    @ Fiorino

    Ma allora che la Badinter se la prenda con gli uomini che non aiutano in casa, non contro il personale ospedaliero che incoraggia le donne ad allattare. E poi non credo che ci sia tutto questo “mobbing” contro le donne che danno il biberon, e’ chiaro che ogni mamma ha il diritto di scegliere e una donna non e’ certo una cattiva madre se non allatta al seno. Se pero’ alcuni benefici dell’allattamento sono stati riconosciuti anche dala scienza, perche’ non sostenere le madri che volgiono allattare?
    Mia madre, negli anni ’70, avrebbe voluto allattare, ma al primo tentativo doloroso le e’ stata gentilmente regalata la bustina in offerta di latte in polvere, il latte materno e’ scomparso presto e vai di Nestle’.
    Ed e’ quello che la Nestle’ sta provando a fare nei paesi del terzo Mondo, con conseguenze letali per i piccoli: guardati questo video

    http://www.youtube.com/watch?v=gZ2b99jxKW4

  • Fiorino

    @ Amina
    La Badinter se la prende sostanzialmente con chi vuole mettere una tassa sui pannolini gettabili, e con un certo discorso che colpevolizza le madri che non allattano. Forse non se la prende con gli uomini perché sa che tanto non serve a nulla, insomma inutile punire le donne che usano pannolini non ecologicamente corretti aspettando che gli uomini si sveglino e lavino. Comunque non è il caso di fare tante polemiche (non mi sto rivolgendo a te) bisognerebbe leggere il libro della Badinter.

  • cinzia

    Mettetela come vi pare, ma la Badinter coglie un punto vero: sulle donne, oggi, c’e’ una pressione che non c’e’ mai stata prima. Per essere in gamba, oggi, devi rispondere a dei criteri che spesso sono in “naturale” conflitto tra loro: si comincia col non usare l’epidurale (è innaturale), si continua lavando i pannolini, non dando omogeneizzati ma soltanto cibo biologico cucinato in casa, rispettare i tempi dei bambini, passare molto tempo con loro perche’ gli fa bene, usare meno medicine possibili quando i bimbi stanno male (notti insonni perche’ guai a usare il levotuss anche in casi estremi e io penso…povero bambino!). Contemporaneamente devi: essere presente ed attiva al lavoro, possibilmente fare carriera, non ingrassare durante la gravidanza, fare sport, avere amici e socialità. Io non ce l’ho con i naturalisti (per quanto trovo abbiano la tendenza a colpevolizzare il prossimo), dicono cose giuste, ma mi chiedo: è possibile campare così?

  • paolo1984

    “è possibile campare così?”cinzia

    Sarebbe possibile se parecchi uomini non trovassero “svirilizzante” cambiare pannolini, cucinare per i bambini e in generale sacrificare la carriera lavorativa per stare di più con i loro figli. Invece, chissà perchè, si ritiene “più naturale” che sia la donna a rinunciare al lavoro o a lavorare meno..poi però in caso di separazione noi maschietti (non tutti, ma molti) ci lamentiamo che dobbiamo mantenere l’ex moglie che non ci fa vedere i bambini: ma quanto tempo passavamo con loro durante il matrimonio?
    Spero di sbagliare, ma credo che a parecchi esponenti del mio sesso (non a tutti, per fortuna) faccia comodo avere la moglie casalinga e poi però dopo la separazione si lamentano che non lavora: insomma passano di punto in bianco da tradizionalisti a femministi.
    A scanso di equivoci preciso che non sono figlio di separati, ma di due genitori che stanno insieme da più di vent’anni entrambi lavoratori ora in pensione e non ho alcun risentimento verso la figura paterna. Le mie osservazioni critiche sono del tutto spassionate.

  • molly

    i pannolini biodegradabili esistono già

  • camillo

    i bambini non devono piu allattare dal seno della madre ,devono essere allattati con latte in polvere cosi le mamme non avranno le smagliature e quando vanno al mare possono mostrare la loro intelligenza .questo si che e´femminismo di conquista

  • Anna

    Una cosa fondamentale che Badinter ribadisce è: la DONNA prima della madre, la MADRE (o il GENITORE) prima del bambino.
    E questo non è a discapito del bambino, mi auguro che ogni genitore faccia del suo meglio per vivere CON (e non PER) i figli una vita serena, ricca di stimoli e di amore, senza grandi frustrazioni e rinunce da da far scontare ai piccoli. Del resto si resta bambini per una dozzina d’anni e si rimane uomini e donne per un’infinità di tempo, meglio organizzarsi.
    Anch’io sto provando a liberarmi dell’ideologia della “buona madre” (tradizionale o ecologica) e ispirarmi alla Francia, dove il modello per tutte le classi sociali era quello di avvalersi di una nutrice (vedi nido, baby-sitter, Tagesmutter, reti di genitori nonni e amici..). Ci guadagnano tutti: gli uomini e le donne si prendono il meglio da entrambi i generi, si fanno più figli, i figli unici non sono più soli, le famiglie si scompongono ma poi si ricompongono, qualcuno di nuovo paga le tasse e anche i nonni se la godono un po’ con i nipoti adolescnti prima di essere tropppo decrepiti.
    Ho fiducia in noi, ribaltiamo le statistiche, vi prego, anche quelle di chi lava i pannolini.

  • Pingback: Radio Kapital: Elisabeth Badinter – Nazione Indiana()

  • giorgio

    Paolo1984 scrive:
    Sarebbe possibile se parecchi uomini non trovassero “svirilizzante” cambiare pannolini, cucinare per i bambini e in generale sacrificare la carriera lavorativa per stare di più con i loro figli. Invece, chissà perchè, si ritiene “più naturale” che sia la donna a rinunciare al lavoro o a lavorare meno..poi però in caso di separazione noi maschietti (non tutti, ma molti) ci lamentiamo che dobbiamo mantenere l’ex moglie che non ci fa vedere i bambini: ma quanto tempo passavamo con loro durante il matrimonio?

    Bene! Io, da padre, ho fatto tutto ciò: sono stato in maternità facoltativa (il lavoro della moglie era più “importante” del mio…)ed ho rinunciato a far carriera per stare in famiglia; ogni anno – da quando mia figlia aveva pochi mesi – me la sono portata in vacanza per varie settimane, noi due soli, lasciando così “respirare” la madre; in casa facevo tutto (tranne stirare…) ed alla fine, quando la coppia è scoppiata, la figlia ormai adolescente ha scelto di abitare con la madre ignorandomi letteralmente per diversi anni.

    Caro Paolo, come la spieghi?

    P.S. Comunque rifarei tutto, sono stati i momenti più belli ed intensi che io abbia vissuto.

  • Paolo1984

    X giorgio

    Non conosco sua figlia quindi non so cosa risponderle. Comunque ha fatto bene a fare ciò che ha fatto.

  • Paolo1984

    “Comunque ha fatto bene a fare ciò che ha fatto.”

    Ovviamente mi riferisco a lei, signor Giorgio e alla sua decisione di mettere da parte la carriera.

  • http://www.impotenzamaschile.org/ enligne

    A volte sono daccordo con questo articolo. Tuttavia grazie per articolo!

  • Franca

    Vedo che purtroppo non si toccano alcuni punti fondamentali. Ho letto “L’amour en plus” della Badinter quando mia figlia era piccolissima (e la allattavo) provando un misto fra ammirazione e rabbia: rabbia perché la rinuncia per partito preso alla nostra dimensione materna non rappresenta un progresso, ma la perdita di una parte di sé. Ricordo la sensazione che ho pravato le prime volte che ho allattato mia figlia, un senso ancestrale di potenza, l’idea che fossi in grado col mio corpo di dare vita ad un essere umano e di mantenerlo anche in vita senza far ricorso ad alcuna “apparecchiatura”, senza contare il piacere fisico e psicologico del gesto in sé, la sensazione di completezza e di pace che ne derivava. Ho capito che togliere il controllo della maternità (non solo del proprio corpo) alle donne, significa assoggettarle, schiavizzarle. Sono e rimango femminista (anche se non è di moda definirsi tale) e ritengo che il mondo del lavoro in una società post industriale è ancora organizzato in funzione maschile e le donne che mettono i figli al nido a 3, 5 o 6 mesi, per non rinunciare alla propria carriera non hanno fatto nessun passo avanti nel superamento della dicotomia dei ruoli, semplicemente, invertono il proprio!
    Alle politiche dell’Italia (patriarcale) e della Francia (che sostituisce al “patriarca” lo Stato con le sue istituzioni, senza modificare il mondo del lavoro), preferisco quelle della Norvegia, che impone ai padri il congedo parentale e non si scandalizza se una manager mamma presiede un consiglio di amministrazione con il pupo in braccio. La maternità fa parte del nostro essere donne, ma dai tempi in cui il maschio andava a caccia mentre la femmina allattava è passato qualche milione di anni del processo evolutivo… Potremmo dirci liberate dai ruoli imposti solo quando potremo portarci i figli piccoli in ufficio e allattarli dietro una scrivania senza che questo sia considerato “disdicevole”, quando tutti i padri prenderanno i congedi parentali condividendo con le compagne la cura della casa e dei figli al 50%, quando sarà normale, in ogni posto di lavoro, avere uno spazio dedicato ai figli dei dipendenti, padri e madri liberi di portarli con sé e stare in loro compagnia nei minuti di pausa, quando il lavoro verrà valutato dai risultati invece che dalle ore passate in ufficio e sottratte alla vita privata…. sarebbe questa la vera rivoluzione….

  • http://www.horny-goatweed.com goat weed

    La Francia è il paese europeo con il più alto tasso di natalità????? Questo non sapevo ! E’ sorpresa per me )E il fatto che le madri lavorano di più fuori casa e’ normale per Francia. Le donne di Francia erano le prime chi volevono la parità di diritti con gli uomini. Non e’ sorpresa!

  • http://www.milleniumultimedia.com Marco Arzani

    Articolo veramente interessante.Complimenti!
    Spero in futuro di trovare nuovi post sull’argomento trattato.

    http://www.milleniumultimedia.com

  • Arta

    non conoscevo la Badinter se non di nome,mi è stata segnalata da un utente di un sito (che mi ha anche cordialmente insultato definendomi veterofemminista e talebana) come esempio di femminista-contro (per esempio per la questione della misandria,che secondo me in italia non esiste o è limitata ad una certa “elite”). qui invece scopro che mi è molto affine il suo pensiero, anche se dire che il bebè è il miglior alleato del dominio maschile può essere letto come un estremismo. libertà di scelta: è innegabile che il latte materno sia importantissimo per la formazione del bambino, ma ci sono sensazioni, sentimenti o impedimenti di fronte ai quali la scelta di allattare si può e si deve mettere in discussione. non mi riferisco solo agli obblighi lavorativi…per esempio la produzione di prolattina può avere effetti devastanti su soggetti già cronicamente soggetti alla depressione, soprattutto in aggiunta alla fisiologica condizione di depressione post-partum. certo, qualcuno potrebbe ribattere che solo i sani-perfetti dovrebbero figliare…

  • alessandro

    Per paolo1984: Elisabeth ha sempre ha ragione! Le donne sono sotto tiro e vengono colpite nel punto dove sono più deboli ovvero nel ruolo materno. Bisogna rompere l’assedio a cui sono sottoposte. L’unico limite che forse avverto nel suo saggio è che tende troppo a guardare al passato, alle grandi lotte di liberazioni delle donne del passato, in particolare quelle degli anni 60-70. Niente di male in ciò, anzi, queste lotte restano e resteranno certo un punto di riferimento imprescindibile per la lotta di liberazione delle donne, ma questi modelli per essere efficaci nel nostro presenti devono poi essere poi declinate in nuove modi, cosa della quale del resto Elisabeth si rende perfettamente conto, come si vede nella sua critica la modello di welfare per la maternità dei paesi Scandinavi che si è sviluppato proprio a seguito delle lotte di quel periodo….

  • domitilla

    è molto difficile vedo l’interpretazione di un testo..ognuno ne dà un significato diverso.. la Badinter non dice che non bisogna allattare ma che non bisogna criminalizzare chi non vuole farlo! cavolo capite per favore! e lo dico proprio alle donne che si sentono così prese di mira.. ammiro tanto paolo 84 che secondo me è una persona stupenda e super colta! nessun commento per il leoncino massimiliano che non oso neanche pensare a quale povera martire toccherà prenderselo in casa…! per quanto riguarda la mia esperienza sono al 4 mese di gravidanza ed aspetto una bimba.. io e il mio compagno siamo felici ma non è stato facile per me convincere gli altri che potessi diventare anch’io una madre. Ho sempre viaggiato, sono una fotografa e la mia vita è stata sempre rincorrere le passioni, l’arte, la vita, la cultura..quando sono rimasta incinta tutti mi hanno detto: e ora come fai con i tuoi progetti?” come se un’artista o una persona che non ha un lavoro “normale” non potesse avere figli..ecco questo è il pensiero che trovo assurdo, il fatto che devi essere o madre o persona, neanche donna!