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Lo scienziato borderline

Siamo tutti No Monti, anche gli scienziati

Oggi 27 ottobre sarà il No Monti Day.

Le adesioni alla manifestazione di Roma sono molte, e mi pare che questo evento sia cresciuto molto negli ultimi giorni: assemblee, riunioni, messaggi per la rete, tutto fa pensare che sabato ci sarà una grande manifestazione. Debbo rilevare però che – come fa notare anche Giorgio Cremaschi – la notizia della manifestazione non esiste per l’informazione ufficiale, tranne le poche e lodevoli eccezioni come il “Manifesto” e altri.

Vorrei dire in questo breve scritto perché anche uno scienziato, e non solo borderline, dovrebbe essere “No Monti” ed aderire alla manifestazione.

Non esporrò le ragioni che tutti conoscono: un governo con il sostegno pressoché unanime dei mass media, ma privo di legittimazione popolare, sta attuando, forte di una sostanziale riduzione delle libertà fondamentali, una politica di “rigore” nella quale a pagare sono per la grandissima parte le classi deboli, deprimendo fino a rischiare di ucciderla l’economia e rendendo la popolazione italiana più povera in cambio di nulla. Le direttive di Bruxelles di cui Monti si fa interprete non mirano a risanare lo Stato Italiano, ma a farne l’ennesima palestra di esercizio per il sistema finanziario mondiale: un altro pollo da spennare e spolpare, e mi sembra incredibile che la lezione della Grecia non ci insegni nulla, e ci faccia sperare di “evitare” di fare quella fine grazie a Monti: è esattamente il contrario. Non è per nulla vero che le politiche “di mercato e rigore” non hanno alternative: lo affermava anni fa la signora Thatcher, lo afferma oggi Monti, ed entrambi hanno, o stanno facendolo, distrutto l’ossatura dello stato, il welfare, i diritti dei deboli, la sanità, la cultura, la scuola, il lavoro. “Non c’è affatto bisogno di politiche moderate” ha detto Mario Monti durante la presentazione di un libro a Roma pochi giorni fa. Le ricette di Draghi, Merkel e Monti: poveri noi. Fortunata l’Argentina, che è uscita dalla crisi economica ed è in piena ripresa con una ricetta totalmente opposta a quella di questo scialbo esecutivo, esecutivo nel vero senso del termine, dato che esegue sostanzialmente le direttive della bce.

Citerò un paio di fatti che mi hanno colpito come appartenente al mondo della scienza.

Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato un reato. Per far fronte a questa imposizione sono nate varie associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali, con lo scopo di preservare e distribuire a chi le richiede, sementi fuori dal catalogo uffìciale affidato alle mani delle multinazionali. Il premier Mario Monti ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro l’agricoltura a “chilometro zero”. In pratica il governo vuole bloccare alcuni atti normativi della Regione Calabria, rea di aver legiferato oltre la sue competenze stabilite in materia. Secondo il governo, la legge regionale contiene delle disposizioni che, nel favorire la commercializzazione dei prodotti regionali, ostacolerebbero la libera circolazione delle merci in contrasto con i principi comunitari. E’ chiaro che il ricorso mira a liberare il campo alle multinazionali da qualsiasi tipo di concorrenza. Il controllo delle sementi, quindi dell’agricoltura, e di conseguenza degli alimenti è il chiaro segno che si aprono il varco per l’introduzione delle colture OGM.

L’atro esempio di bene comune è la questione dell’alta velocità in Valle di Susa. Non ho bisogno di ricordare quanto la Comunità Montana Val Susa e Val Sangone abbia, attraverso il suo gruppo di consulenti tecnici, pubblicato decine di studi per confutare le ragioni dei proponenti quest’opera. Faccio parte del gruppo, i documenti sono pubblici e si possono trovare sul sito della Comunità, www.cmvss.it. Stanno anche uscendo in questi mesi articoli su riviste scientifiche internazionali. Ebbene, qualche giorno fa, ad un convegno tenutosi ad Avigliana (Val Susa) un esponente del Governo Monti ha affermato che: “Il Governo ha pubblicato tutti documenti del progetto sul sito del Ministero. Per contro, la risposta a questi dati da parte di chi è contrario all’opera è stata solo di tipo movimentista”. Bene, questo è intollerabile, significa distorcere la realtà dei fatti.

Di fronte a questi, che sono solo due esempi fra i moltissimi che mi toccano e che ho voluto citare, io credo che anche un tecnico, uno scienziato, non possa che definirsi No-Monti.

Spero che la manifestazione abbia successo e ci avvicini almeno un po’ a quell’Europa che lotta contro le oligarchie finanziarie, che la stanno svuotando pian piano, facendola regredire di decenni, solo per “far quadrare i conti”. I loro conti, non certo i nostri.