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Bar Condicio

Si svende la Rai ma a Firenze c’è posto

Rai, di tutto, di più. Una volta, oggi non più. Oggi la televisione di Stato, che è senza dubbio la maggiore industria culturale del Paese – per produzione, per personale, per competenze, per qualità – è sotto attacco, come tutti i gioielli di Stato. Il servizio pubblico radiotelevisivo è un bene comune, benché, senza ombra di dubbio, sofferente da tempo a causa di una politica miope (a pensar bene) o rapace (a pensar male). Sulla Rai si sta giocando una partita politica ed economica senza precedenti. E c’è un aspetto che questa rubrica vuole sottolineare: il taglio di 150 milioni di euro, che molti interpretano come preludio ad un indebolimento o addirittura ad una svendita, è stato supportato da una campagna stampa ad una sola voce, con l’Usigrai ed i giornalisti Rai messi nell’angolo. Una campagna che ha utilizzato i mezzi della comunicazione politica per infliggere all’azienda tagli tali da comprometterne il servizio e giustificare la vendita parziale di un asset strategico come Raiway. Renzi ha giocato la partita contro la Rai ben sapendo che la lunga campagna di delegittimazione della tv pubblica aveva prodotto effetti e che l’opinione pubblica non si sarebbe scandalizzata per un ridimensionamento di un azienda percepita come ‘casta’, indipendentemente dal servizio offerto, indipendentemente dalle garanzie di pluralismo che solo una televisione pubblica può garantire. Ed è per questo che ha addirittura dichiarato che se avessero annunciato lo sciopero durante le elezioni il Pd avrebbe preso il 42,8%, aumentando di due punti il consenso enorme ottenuto alle europee. Perché solo due punti? Per dire che un risultato così eccezionale non può essere migliorato di molto, marcando ancora una volta la straordinarietà del successo elettorale. Insomma, sulla Rai si gioca una partita strategica che sta scatenando, c’è da giurarci, gli appetiti di molti, che vedono all’orizzonte lucrosi affari. Gli italiani pensano che così non dovranno più mantenere nani e ballerine. Tutti contenti, alè. Avanti con la prossima svendita, tanto la libertà d’informazione in un paese in cui di fatto quasi non esistono editori puri non è una priorità per nessuno. Una nota curiosa. oggi scade il termine per presentare la candidatura a caporedattore della Tgr di Firenze. Nel pieno della polemica sul ridimensionamento (chiusura?) delle sedi regionali Rai, uno dei punti di forza dell’azienda, si pensa a rafforzare la sede di Firenze, la città di Renzi. Strano paese.

Job Posting reperimento personale giornalistico redazione regionale TGR Toscana

In un’ottica di sviluppo delle risorse interne, in relazione alla prossima esigenza di individuare il nuovo Capo Redattore Responsabile della Redazione Regionale TGR-Toscana, si invitano tutti i giornalisti impegnati con contratto di lavoro ex art. 1 C.N.L.G. subordinato a tempo indeterminato, con la qualifica di Capo Redattore, eventualmente interessati, a presentare la propria candidatura, previa necessaria informativa al Direttore della propria Direzione/Testata di inquadramento.

Con lo stesso obiettivo saranno valutate le candidature di giornalisti impegnati con contratto di lavoro ex art. 1 C.N.L.G. subordinato a tempo indeterminato, con la qualifica di Capo Servizio o Vice Caporedattore, attualmente inquadrati nell’ambito della Redazione Regionale TGR-Toscana.

Ogni valutazione verrà svolta nel rispetto delle previsioni del Contratto di Lavoro sopra indicato, nonché delle disposizioni aziendali vigenti.

Le eventuali candidature – che potranno essere corredate da curriculum vitae – dovranno pervenire alla Direzione Risorse Umane e Organizzazione, all’indirizzo di posta elettronica RUORC.GIORNALISTI@rai.it entro e non oltre il 9 giugno 2014.