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losangelista

Shuttle: In Una Galassia Molto Vicina

Ghetto Shuttle. Foto: Wally Skalij per il Los Angeles Times

Come illustrazione della defintiva rottamazione della superpotenza mai immagine fu piu’ didascalica della processione dello Shuttle Endeavour attraverso i quartieri di South Central LA. La folla ha assistito festante e commossa alla parata al rallentie: 30 ore per  fare i 20 km che separano l’aeroporto dal museo della scienza. Ma il sentimento prevalente  era la malinconia; dietro le foto ricordo, gli applausi e le bandiere sventolate c’era la consapevolezza di un capitolo chiuso, l’incedere solenne era quello del funerale per l’ennesima frontiera – momento sempre delicato per una nazione pasciuta a “destino manifesto”. L’ultima missione dello shuttle e’ stata la sagra di un presente dove il futuro e’ gia’ passato. E a sottolineare la deindustrializzazione  sottesa dall’astronave ridotta a  pezzo da museo, il rimorchio  ha attraversato i settori piu’ fatiscenti della metropoli: Inglewood, Crenshaw, South Central –  quelli che 20 anni fa bruciavano di rabbia e dove oggi piu’ forte e’ il riflusso della crisi, il crac costruito sul’economia della poverta’. Ghetto: the final frontier.

Foto: Luca Celada
  • Galaverna

    Rottamare è la parola magica, a quanto pare.
    La crisi degli USA, però, non è affatto detto che sia definitiva. E prendere a paradigma di quella crisi l’esplorazione spaziale mi sembra almeno azzardato: di chi sono le sonde a passeggio su Marte? Del Venezuela?

  • luca celada

    E’ vero accetto in parte la critica. Non ho saputo resistere alla forza dell’immagine, nemmeno all’uso di ‘rottamazione’ – di cui mi vergogno abbastanza – ma in questo caso il rottame c’era, proprio in mezzo alla strada. I robotini della JPL che qui spesso decantiamo rappresentano effettivamente una delle ultime eccellenze USA . Ma quello shuttle, vestigia di un passato piu’ ottimista – come gli hangar deserti di Cape Canaveral – fa molto malinconia. La crisi non sara’ forse defintiva ma come dire, c’e; lanetta sensazione che il futuro non abiti piu’ qui.

    LC

  • gloria monti, ph.d.

    non dimentichiamo i 400 alberi distrutti per far passare il rottame. li avrebbero sterrati, gli alberi, a beverly hills? i don’t think so.