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Rovesci d'Arte

Sharon in coma non piace a Israele

Sta suscitando molte polemiche in Israele l’esposizione, nella galleria d’arte di Tel Aviv Kishon, di una fedele riproduzione dell’ex premier Ariel Sharon mentre giace nel suo letto di ospedale, collegato ai macchinari medici che lo tengono artificialmente in vita. La statua realizzata dallo scultore Noam Braslavsky, si basa su informazioni da lui raccolte sulle condizioni fisiche di Sharon, che da quattro anni è ricoverato in un padiglione riservato di un ospedale di Tel Aviv, in coma irreversibile. «Ho saputo che tiene gli occhi aperti e che non ha perso peso, e ho preparato la statua di conseguenza», ha spiegato Braslavsky. «La mia opera non è soltanto una scultura, ma è una istallazione che suscita nello spettatore un processo emotivo. E’ un’allegoria dello stato di Israele stesso…».  “Compito dell’arte è raggiungere aree che possono essere state rimosse dal pubblico”, ha incalzato poi la direttrice della galleria, Renana Kishon.  Ma l’iniziativa non è piaciuta affatto all’interno del partito Kadima, fondato da Sharon stesso nel 2005. «Si tratta di una opera cinica, escogitata a fini pubblicitari», ha ribattuto la parlamentare Ronit Tirosh. E Omri Sharon, uno dei figli dell’ex premier,  invitato all’inaugurazione della mostra (che aprirà il 21 ottobre) ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di presenziare all’evento.
All’ultima Biennale di san Paolo, già il brasiliano Gil Vicente con i suoi lavori intitolati “Inimigos” (Nemici) è diventato un “caso”: le sue opere cosistevano nella simulazione dell’uccisione di molti leader della terra e fra questi non mancava,

naturalmente, Sharon.

  • Renata Menis

    E vero che l arte puo aiutarci a pensare.