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Rovesci d'Arte

Sgarbi fai pace con l’arte contemporanea!

 

Ma perché se odia tanto l’arte contemporanea, Vittorio Sgarbi continua ad accumulare incarichi che lo vedono protagonista di quel settore a lui così «inviso»? E’ un mistero dei tempi che corrono. Nominato curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011, la prima dichiarazione che ha fatto («sarò un commissario antimafia dell’arte») ha subito gelato ogni previsione più soft. Guerra aperta a ogni poverismo, concettualismo, nomi altisonanti come Cattelan & Co (questo non sarebbe certo un danno per l’artista che ormai si finanzia da solo con aste milionarie, alla faccia di Biennali e gallerie), e tappeti rossi invece per i pittori veri, nel senso di figurativi, neocitazionisti è meglio. Sarebbe così che si libera delle catene del mercato? Ma Sgarbi non è persona ingenua e sa utilizzare i mezzi di comunicazione con sicurezza. Sa che la tv urlata e gli altrettanti titoli urlati della stampa sono quelli che vanno per la maggiore. Quindi, meglio trasformare la Biennale di Venezia in una bagarre, fin da ora, senza aspettare l’inaugurazione. Non contento di avere in pugno il padiglione nazionale che ci rappresenterà in Laguna, accumula un’altra prestigiosa carica, grazie a un ministro Bondi particolarmente generoso con lui: supervisore della collezione contemporanea del Maxxi, creatura nuova di zecca firmata da Zaha Hadid. E appena «incoronato», non risparmia neanche il museo che lo accoglie. Annuncia dalle colonne del Giornale che il Maxxi andrebbe sequestrato e avviata una inchiesta, tipo quella sul G8 alla Maddalena. Causa acquisti gonfiati, secondo Sgarbi: troppi soldi spesi e a volte per opere giudicate (da lui!) poco contemporanee. Anche la mostra inaugurale su Gino De Dominicis è stata attaccata con veemenza. E allora? Perché insistere con la creatività del XXI secolo? Non è mica d’obbligo occuparsene. Però… però… l’arte contemporanea è più mediatica rispetto ad altri periodi storici ritenuti territorio di specialisti eruditi e, qualità sublime, spesso fa scandalo, un’occasione per essere ospite televisivo imperdibile. Ma allora, che Sgarbi ci faccia pace!